Attici in Italia, vincono le grandi metrature ma pochi comprano per investire

Gli attici restano una nicchia dell’immobiliare italiano, ma con una domanda crescente per spazi ampi, efficienza energetica e abitazioni principali per famiglie

Foto di Giorgio Pirani

Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Pubblicato:

Un mercato di nicchia, ma per intenditori. Quello degli attici, soluzioni abitative molto ambite ma ancora poco presenti nel panorama immobiliare italiano, rappresenta appena lo 0,7% del totale delle compravendite nel 2024. È quanto emerge dall’analisi condotta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che ha preso in esame le transazioni effettuate attraverso le sue agenzie affiliate (Tecnocasa e Tecnorete), confermando una quota di mercato storicamente al di sotto dell’1%.

Tra i più richiesti gli attici da oltre 100 mq

Questo segmento non è caratterizzato solo dalla rarità, ma anche da un cambiamento nelle preferenze degli acquirenti. L’anno appena passato ha infatti registrato un netto cambio di passo verso le metrature più generose. La fascia di superficie più gettonata è risultata quella tra i 101 e i 150 mq, che da sola copre il 36,8% delle compravendite. A seguire, con il 32,4%, gli attici di medie dimensioni (51-100 mq). Positivo anche l’andamento degli appartamenti più spaziosi (151-200 mq), che rappresentano il 22%,

Il confronto con il 2023 rivela una tendenza chiara: vince il “super size”. Le compravendite di attici tra i 151 e i 200 mq sono infatti cresciute in modo significativo, passando dal 17,1% al 22%. Ancora più marcato il balzo per i veri e propri giganti (201-250 mq), la cui quota è quasi raddoppiata, dal 2,7% al 4,4%.

A farne le spese sono state le soluzioni più compatte: la fascia 51-100 mq ha infatti registrato un calo, scendendo dal 37,4% al 32,4% delle transazioni, a conferma di un mercato che, pur rimanendo estremamente selettivo, premia sempre di più lo spazio e la qualità della vita.

Tutti lo prendono per abitarci

L’analisi evidenzia come gli attici presentino una maggiore efficienza energetica rispetto al mercato generale: il 17,5% delle compravendite interessa immobili in classe A o B, una quota più che doppia rispetto al 7,8% registrato per tutte le altre tipologie abitative. Questo divario è in parte attribuibile alla più alta percentuale di attici nuovi o di recente ristrutturazione. Tuttavia, la maggioranza assoluta (62,5%) rimane in classi energetiche basse (F e G), mentre il 20% rientra nelle classi intermedie (C, D, E).

La stragrande maggioranza degli attici (86,3%) viene acquistata per diventare abitazione principale. La quota di case vacanza si conferma stabile rispetto all’anno precedente, pari al 5,6%. Gli acquisti per investimento sono invece crollati all’8,1% (erano il 15,7% nel 2023), un calo allineato al trend generale del mercato, ma accentuato dai prezzi elevati e dalla specificità di questa tipologia. Le case vacanza rappresentano una quota stabile del 5,6%.

Chi compra gli attici in Italia

Ad acquistare attici sono soprattutto italiani (94,7%), anche se da un paio di anni la quota di stranieri è in crescita e ha superato la soglia del 5%. Le fasce d’età degli acquirenti sono le seguenti:

  • 18-34 anni – 26,7%;
  • 35-44 anni – 29,6%;
  • 45-54 anni – 20,1%;
  • 55-64 anni – 14,8%
  • 65 anni ed oltre – 8,8%.

Le famiglie sono la componente predominante, rappresentando il 74,4% degli acquirenti, a discapito dei single, scesi al 25,6% dal 33,7% del 2023. Per l’acquisto oltre la metà degli acquirenti (51,1%) ricorre al mutuo, in netto aumento rispetto al 43,8% dell’anno precedente.