Secondo l’ultimo report “ICQRF Cantina Italia” del Masaf, che monitora le giacenze presenti nei registri telematici delle cantine, oltre l’80% del vino detenuto in Italia appartiene alle categorie DOP o IGP. Inoltre, sempre dall’analisi dei dati quello che emerge è che negli stabilimenti enologici italiani risultano presenti 52,5 milioni di ettolitri di vino (a cui si aggiungono 4,7 milioni di ettolitri di mosti e quasi 97 mila ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione). Si tratta di quantità importanti, non distribuite però equamente su tutto il territorio: di questi, infatti, più della metà delle scorte nazionali si concentra nelle regioni del Nord.
I dati sulle giacenze di vino in Italia
Il dato sulle giacenze di vino è in calo rispetto al mese precedente (-6%), segnale fisiologico in questa fase della campagna commerciale, ma resta superiore del 5,6% rispetto ad aprile 2025. Dal punto di vista economico, avere volumi elevati in cantina può significare due cose:
- da un lato una forte capacità produttiva del sistema vitivinicolo italiano;
- dall’altro la necessità di gestire bene il rapporto tra offerta, export e consumi interni per evitare pressioni sui prezzi, già in calo.
La qualità domina: oltre 4 bottiglie su 5 sono DOP o IGP
Il dato forse più interessante per chi osserva il settore dal punto di vista del valore aggiunto riguarda la composizione delle scorte. In particolare, su 52,5 milioni di ettolitri:
- 28,59 milioni sono vini DOP (54,4%);
- 13,8 milioni sono vini IGP (26,3%);
- 838 mila sono vini varietali (1,6%);
- 9,28 milioni rientrano nella categoria “altri vini” (17,7%).
L’80,7% del vino italiano immagazzinato ha una certificazione geografica di qualità. Denominazioni come Prosecco, Chianti, Franciacorta o Barolo non sono semplicemente etichette, sono asset economici che generano reputazione, export e marginalità.
Dove si trova il vino in Italia
Se la qualità è diffusa, la geografia delle scorte è invece molto più concentrata. Il 56,1% del vino detenuto in Italia si trova nelle regioni del Nord, che custodiscono quasi 29,5 milioni di ettolitri. Seguono:
- Sud col 20,3%;
- Centro col 16%;
- le Isole col 7,6%.
La regione regina è il Veneto, che da sola rappresenta il 25,6% del vino nazionale, con 13,46 milioni di ettolitri. A portare questi numeri al rialzo soprattutto il successo del Prosecco, che continua a trainare il comparto. Le province che contribuiscono maggiormente sono:
- Treviso con 5,82 milioni di hl;
- Verona con 4,66 milioni di hl.
Queste, da sole, valgono quasi un quinto dell’intera giacenza nazionale.
La classifica delle regioni con più scorte
Dopo il Veneto, la classifica delle regioni con più vino in giacenza vede:
- Toscana con 5,93 milioni hl;
- Puglia con 5,78 milioni hl;
- Emilia Romagna con 5,12 milioni hl;
- Piemonte con 4,22 milioni hl;
- Sicilia con 3,37 milioni hl;
- Abruzzo con 3,19 milioni hl;
- Lombardia con 2,38 milioni hl;
- Trentino Alto Adige con 2,28 milioni hl;
- Friuli Venezia Giulia con 1,93 milioni hl.
Toscana e Piemonte: meno volume, più valore
Non sorprende trovare Toscana e Piemonte tra le prime posizioni. Queste, pur avendo volumi inferiori rispetto al Veneto, esprimono infatti un valore medio per bottiglia molto più elevato grazie a denominazioni premium come:
- Chianti Classico;
- Brunello di Montalcino;
- Barolo;
- Barbaresco.
Le denominazioni più presenti nelle cantine
Guardando alle singole denominazioni, il primato assoluto è ancora del Prosecco con 4,64 milioni di ettolitri, pari all’11% di tutte le giacenze DOP/IGP.
Seguono:
- Puglia IGP con 1,95 milioni;
- Toscano IGP con 1,72 milioni;
- Terre Siciliane IGP con 1,44 milioni;
- Delle Venezie con 1,39 milioni;
- Chianti con 1,36 milioni.
Nonostante esistano oltre 523 indicazioni geografiche, il mercato è quindi fortemente concentrato, con le prime 20 denominazioni che rappresentano il 58,1% delle giacenze.