Solo il 61% dell’olio extravergine nel nostro Paese è italiano: le regioni con più giacenze

Giacenze olio in Italia: solo il 61,4% dell’extravergine è 100% italiano. Tutti i dati del report ICQRF aggiornati al 2026.

Foto di Federica Petrucci

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

Guardando ai numeri delle giacenze presenti nei magazzini italiani, solo il 61,4% dell’olio extravergine stoccato in Italia è effettivamente di origine italiana. Il restante 38,6% arriva dall’Unione europea, da Paesi extra UE o da blend, cioè miscele di oli di diversa provenienza. È quanto emerge dal report “Frantoio Italia” dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi (ICQRF), aggiornato al 30 aprile 2026, che fotografa le disponibilità di olio detenute dai circa 19.500 operatori iscritti al registro telematico degli oli.

Quasi 292 mila tonnellate di olio in giacenza: l’extravergine domina

Nei depositi italiani risultavano presenti 291.727 tonnellate di olio di oliva, in calo del 4,1% rispetto al mese precedente ma in crescita del 42,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Di questo totale, ben 234.340 tonnellate – cioè l’80,3% – sono rappresentate da olio extravergine di oliva. Tuttavia, delle oltre 234 mila tonnellate di extravergine, soltanto 143.951 tonnellate sono di origine italiana. Poco più di sei bottiglie su dieci di extravergine presenti nei magazzini nazionali derivano da olive coltivate e trasformate nel nostro Paese.

Il resto si divide tra:

  • 65.683 tonnellate di olio di origine UE (28%);
  • 15.129 tonnellate di origine extra UE (5,2%);
  • 9.576 tonnellate di blend (3,3%).

Tradotto in termini economici, significa che il mercato italiano dell’olio continua a dipendere dall’importazione, soprattutto per soddisfare una domanda interna e internazionale che la produzione nazionale da sola non riesce a coprire.

Perché importiamo così tanto olio?

L’Italia consuma più olio di quanto ne produca. Il nostro Paese è tra i maggiori consumatori mondiali di olio extravergine, ma la produzione agricola nazionale è soggetta a forti oscillazioni dovute a fattori climatici, fitosanitari e strutturali. Siccità, gelate, Xylella, frammentazione aziendale e costi di produzione elevati rendono difficile garantire continuità.

Per questo gli operatori italiani acquistano olio da Spagna, Grecia, Portogallo e Tunisia, lo raffinano, lo confezionano o lo miscelano, mantenendo in Italia una parte importante del valore aggiunto industriale.

Dove si trova l’olio in Italia: il Sud domina

Secondo il report ICQRF, il 54,2% di tutto l’olio presente in Italia si trova nel Sud, con una concentrazione fortissima in due regioni: Puglia e Calabria.

A livello di macroaree:

  • al Sud si registrano 158.109 tonnellate;
  • al Centro 83.458 tonnellate;
  • al Nord 28.772 tonnellate;
  • nelle Isole 21.388 tonnellate.

Le regioni con più giacenze

Guardando alle singole regioni, la leadership della Puglia è assoluta. Con 101.290 tonnellate, da sola rappresenta il 34,7% dell’intera giacenza nazionale.

Seguono:

  • Toscana, 48.281 tonnellate;
  • Calabria, 34.858 tonnellate;
  • Umbria, 28.283 tonnellate;
  • Sicilia, 20.242 tonnellate;
  • Liguria, 15.111 tonnellate;
  • Campania, 13.140 tonnellate.

Le prime tre regioni (Puglia, Toscana e Calabria) concentrano da sole il 63,2% di tutto l’olio presente nei registri italiani.

Le province leader

A livello provinciale domina Bari, con 54.042 tonnellate, pari al 18,5% delle giacenze nazionali. Subito dietro c’è Perugia con 26.769 tonnellate, seguita da Barletta-Andria-Trani con 26.766 tonnellate.

Nella top ten figurano anche:

  • Siena;
  • Firenze;
  • Lucca;
  • Reggio Calabria;
  • Agrigento;
  • Brindisi;
  • Catanzaro.

Le prime dieci province concentrano il 66,3% dello stock nazionale.

Cresce il biologico: quasi un quinto dell’EVO è bio

L’olio extravergine e vergine certificato bio in giacenza raggiunge 46.199 tonnellate, con un aumento del 90,3% rispetto all’anno precedente: quasi il 20% dell’extravergine detenuto in Italia, infatti, è biologico.

Le regioni leader sono:

  • Puglia, con 17.195 tonnellate;
  • Calabria, con 9.302;
  • Toscana, con 5.972;
  • Sicilia, con 5.283.

DOP e IGP: tanto valore, ma peso limitato

Per quanto riguarda invece gli oli certificati DOP e IGP, le giacenze ammontano a 20.000 tonnellate circa, in aumento del 34,2% su base annua. Tuttavia rappresentano soltanto:

  • il 6,9% del totale dell’olio presente in Italia;
  • l’8,6% dell’EVO stoccato.

Ma il peso economico di queste denominazioni rimane superiore al loro peso quantitativo, perché si collocano nella fascia premium del mercato. La principale denominazione è Terra di Bari, che da sola vale il 47,2% di tutte le giacenze DOP/IGP.