Secondi i dati pubblicati il 10 agosto 2026 dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), nelle cantine italiane si trovano 42,5 milioni di ettolitri di vino in giacenza. C’è stato un calo rispetto alla rivelazione precedenze, ma il livello in generale è ancora superiore a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno.
Le scorte, però, non risultano distribuite allo stesso modo sul territorio nazionale. Oltre la metà del vino presente nelle cantine italiane, infatti, si concentra nelle regioni settentrionali.
Indice
La classifica delle regioni italiane con di vino nelle cantine
A livello regionale:
- il Veneto si posiziona al primo posto della classifica delle giacenze, con 10.280.649 ettolitri di vino presenti nelle cantine al 31 luglio 2026. Si tratta di circa un quarto dell’intero patrimonio nazionale in giacenza: il rapporto indica infatti che nella regione è detenuto il 24,2% del vino italiano;
- al secondo posto si trova la Toscana, con 5.384.591 ettolitri di vino in giacenza. La regione si distingue soprattutto per il peso dei vini a denominazione, oltre 3,39 milioni gli ettolitri di Dop e quasi 1,6 milioni quelli di Igp;
- il terzo posto della classifica spetta invece alla Puglia, che raggiunge 4.286.827 ettolitri. La composizione delle scorte pugliesi presenta però una caratteristica diversa, con la componente Igp pari a i 2,24 milioni di ettolitri, che supera quella Dop, pari a circa 897 mila ettolitri. A questi si aggiungono più di 1,11 milioni di ettolitri classificati come altri vini.
A seguire si posizionano:
- Emilia-Romagna, con 4.013.650 ettolitri, dei quali oltre 937 mila ettolitri sono Dop, mentre 1,25 milioni Igp e quasi 1,75 milioni rientrano nella categoria degli altri vini;
- Piemonte, con 3.879.425 ettolitri, dei quali quasi 2,96 milioni di ettolitri sono Dop, mentre gli Igp si fermano a circa 110 mila ettolitri.
La classifica prosegue con:
- Sicilia, che conta 2.690.094 ettolitri;
- Abruzzo, con 2.463.433 ettolitri;
- Lombardia, con 2.133.958 ettolitri;
- Trentino Alto Adige, con 1.897.284 ettolitri.
Chiude il gruppo delle regioni con oltre un milione di ettolitri:
- Friuli Venezia Giulia, con 1.473.803 ettolitri;
- mentre la Campania si ferma a poco più di un milione, precisamente 1.014.621 ettolitri.
Di seguito, l’elenco completo delle giacenze regionali, la mappa delle scorte delineata dal rapporto ICQRF:
| Regione | Giacenze (in ettolitri) |
| Veneto | 10.280.649 |
| Toscana | 5.384.591 |
| Puglia | 4.286.827 |
| Emilia-Romagna | 4.013.650 |
| Piemonte | 3.879.425 |
| Sicilia | 2.690.094 |
| Abruzzo | 2.463.433 |
| Lombardia | 2.133.958 |
| Trentino-Alto Adige | 1.897.284 |
| Friuli-Venezia Giulia | 1.473.803 |
| Campania | 1.014.621 |
| Marche | 842.694 |
| Lazio | 704.562 |
| Sardegna | 501.616 |
| Umbria | 473.709 |
| Calabria | 148.750 |
| Basilicata | 131.153 |
| Molise | 124.170 |
| Liguria | 48.489 |
| Valle d’Aosta | 27.294 |
I numeri relativi a quantità e giacenze in Italia sono contenuti nel report “Cantina Italia” dell’ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari). Il documento viene pubblicato ogni mese, e viene aggiornato in base a quello che risulta dai registri telematici del vino.
Quanto vino Dop e Igp è fermo in cantina
Dei 42,52 milioni di ettolitri complessivamente censiti:
- 23,54 milioni sono vini Dop, pari al 55,4% del totale;
- 10,96 milioni sono Igp, equivalenti al 25,8%.
I vini varietali rappresentano appena l’1,7%, mentre altri vini arrivano al 17,1%.
Nel comparto Dop:
- il rosso prevale con oltre 12,66 milioni di ettolitri;
- i bianchi raggiungono 10,11 milioni;
- i rosati 762.916 ettolitri.
Anche tra i certificati Igp, il rosso rappresenta la componente più consistente, con 6,32 milioni di ettolitri, contro 4,19 milioni di bianchi e 461 mila ettolitri di rosati.
Prosecco in testa tra le denominazioni
La denominazione con le maggiori giacenze è il Prosecco, con 3.238.687 ettolitri, pari al 9,4% del totale dei vini Dop e Igp considerati nella graduatoria. Seguono:
- il Toscano o Toscana, con 1.532.025 ettolitri;
- la denominazione Puglia, con 1.530.160 ettolitri;
- il Chianti si colloca a 1.234.954 ettolitri;
- il Montepulciano d’Abruzzo con 1.134.676 ettolitri.
Dati a confronto: come è cambiata la situazione in Italia
Il dato sulle giacenze va però letto considerando la stagionalità della filiera. Infatti, rispetto al 30 giugno 2026, queste sono diminuite dell’8,6%, quasi 4 milioni di ettolitri in meno. Il calo riguarda tutte le principali categorie, ma nel dettaglio:
- i Dop sono diminuiti del 7,8%;
- gli Igp del 9,6%;
- i vini varietali del 6,1%;
- gli altri vini del 10%.
Se si fa invece il confronto con un anno fa, rispetto al 31 luglio 2025, le giacenze risultano complessivamente superiori del 6,9%, con 42.520.772 ettolitri contro 39.791.178 dell’anno precedente. A crescere sono sia i Dop (+5,1) sia gli Igp (+9,3%), mentre i vini varietali registrano un incremento del 20%.
Il rapporto, tuttavia, conteggia le giacenze fisiche e non consente da solo di stabilire se l’incremento rispetto all’anno precedente sia il risultato di una maggiore produzione, di una diversa dinamica delle vendite, di cambiamenti nelle esportazioni o di altri fattori commerciali. Questi elementi, di fatto, non sono quantificati nel documento e non vanno quindi sovrapposti al dato sulle scorte. Tuttavia, la quantità di vino presente nelle cantine rappresenta un indicatore da monitorare, anche in vista della nuova campagna produttiva.
Conoscere il volume esatto del vino già presente nei serbatoi e nelle botti consente alle aziende di valutare lo spazio disponibile per accogliere il raccolto della nuova vendemmia, evitando problemi logistici di sovraffollamento. Un livello elevato di vino invenduto può esercitare pressioni al ribasso sulle quotazioni.