Lavoro, arrivano altri aumenti (detassati) per i lavoratori?

La ministra Calderoni sta studiando una soluzione per aumentare il potere d'acquisto dei dipendenti e sbloccare i contratti

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Claudio Garau

Editor esperto in materie giuridiche

Laureato in Giurisprudenza, con esperienza legale, ora redattore web per giornali online. Ha una passione per la scrittura e la tecnologia, con un focus particolare sull'informazione giuridica.

Il Governo Meloni è alla ricerca di soluzioni per aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori, fiaccati sempre di più dall’impatto dell’inflazione sui loro stipendi. Per questo la ministra Marina Calderone valuta di detassare gli aumenti sui rinnovi contrattuali, così da sostenere le retribuzioni.

L’ipotesi sul tavolo della titolare del dicastero del Lavoro avrebbe l’ulteriore obiettivo di mettere un punto sulle trattative per gli accordi di lavoro nazionali rimaste al palo da anni, ma a prescindere dalle finalità – al momento – per un provvedimento del genere le coperture sarebbero difficile da trovare.

Lavoro, aumenti detassati per sbloccare i rinnovi: la ministra Calderone a lavoro

“Con gli Uffici del Ministero stiamo valutando le modalità con cui adottare strumenti normativi che facilitino l’efficace soluzione di una questione, come quella del rinnovo dei contratti collettivi scaduti, che in alcuni casi si protrae da diversi anni”, ha dichiarato in merito la ministra Calderone in risposta a un’interrogazione promossa dal gruppo Pd-IDP.

“Mi riferisco in particolare – ha spiegato- alla riaffermazione dell’impegno a ridurre il cuneo contributivo e fiscale di cinque punti percentuali nel corso della legislatura, percorso già iniziato con gli interventi adottati con la manovra di bilancio. Ma anche al sostegno alla contrattazione decentrata e al welfare aziendale. Oltre che all’estensione ai rinnovi contrattuali (e alle relative clausole in materia di aumenti reddituali) di forme di tassazione agevolata sulla scia e ad implementazione di quanto già fatto recentemente con la Legge di Bilancio”.

Nella Manovra 2023 il Governo ha già previsto forme di intervento per incrementare il potere d’acquisto dei lavoratori, riducendo della metà la cedolare secca che si applica ai premi di risultato, frutto della contrattazione di secondo livello (aziendale o territoriale), con l’abbassamento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva dal 10 al 5%. Inoltre, anche quest’anno è stata confermata la soglia di 3mila euro di importo oggetto della detassazione, e il tetto di reddito massimo di 80mila euro (qui abbiamo spiegato a chi vanno gli aumenti in busta paga nel 2023).

L’intenzione all’esame dell’Esecutivo a guida Meloni sarebbe ora quella di riconoscere interventi fiscali a favore anche del primo livello contrattuale. L’incentivo potrebbe contribuire a sbloccare le trattive impantanate da anni sui quali imprese e sindacati non riescono a trovare un punto d’incontro, nei casi in cui ad esempio l’aumento richiesto sui contratti fosse considerato troppo oneroso dai datori di lavoro, convincendo le sigle a limare le richieste, sapendo di poter contare su un recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni grazie alla detassazione.

Per sollecitare e accelerare il rinnovo dei contratti la responsabile del Lavoro ha assicurato di incontrare le parti sociali interessate per un tavolo sul tema convocato al Ministero “al fine di stimolare, supportare, sollecitare le loro attività”. La ministra Calderone ha spiegato che “il Governo, e il mio Ministero in particolare, si attiveranno per fornire ogni utile forma di assistenza e supporto per agevolare la celere definizione dei rinnovi contrattuali”.

Sarebbero circa 6,5 milioni i lavoratori del settore privato rimasti con un contratto scaduto, in certi casi come per quanto riguarda la categoria dei vigilantes, con un Ccnl che attende un rinnovo da sette anni (qui avevamo scritto del nuovo contratto e le tabelle per gli operatori sanitari, mentre qui tutto ciò che c’è da sapere sugli aumenti nel nuovo contratto della Scuola).

Sicurezza sul lavoro, la ministra Calderone assicura l’incontro con le parti sociali

Nel tavolo con le parti sociali la ministra affronterà anche il tema degli infortuni e delle morti sul lavoro, per quella che è diventata una vera e propria emergenza nazionale. Calderone si è anche detta disponibile ad accogliere la proposta di Cgil, Cisl e Uil per un “patto per la sicurezza“.

“È importante ragionare – avrebbe detto secondo quanto riferito dai sindacati- senza partire da posizioni preconcette. Saremo tempestivi per modificare l’alternanza scuola-lavoro. Nessuna perdita è accettabile. Al di là dei numeri c’è l’impegno a valorizzare la sicurezza”.