Bonus 350 euro in arrivo per 3 milioni di lavoratori: a chi spetta

Il contributo economico sarà erogato in due tranche tra gennaio e marzo 2023 direttamente in busta paga: tutti i dettagli

Fioccano i bonus in questo periodo di crisi economica dominato dall’inflazione e dal caro bollette. In attesa che i contratti collettivi scaduti il 31 dicembre 2019 vengano rinnovati su base nazionale, i lavoratori dipendenti del macro settore terziario e coloro che operano nella distribuzione moderna organizzata e nella distribuzione cooperativa riceveranno nel 2023 direttamente in busta paga un premio di 350 euro. La misura di sostegno, inserita all’interno di un “protocollo straordinario”, è frutto dell’accordo tra i sindacati e le associazioni delle cooperative di consumo per garantire una prima risposta concreta contro i rincari.

Bonus di 350 euro in busta paga, ma non solo

Il bonus di 350 euro è da intendersi lordo e una tantum. Secondo quanto stabilito verrà erogato in due distinte tranche da 200 e 150 euro. Potranno beneficiare del contributo economico tutti i dipendenti inquadrati al quarto livello. Si tratterebbe di una platea di 3 milioni di persone. I primi 200 euro arriveranno già con la busta paga di gennaio, mentre per i restanti 150 euro si dovrà aspettare lo stipendio di marzo.

Ma le novità non sono finite qui. A partire dal mese di aprile scatterà un aumento di 30 euro al mese, sempre per i lavoratori inquadrati al quarto livello. Una sorta di anticipo in busta paga prima del tanto atteso rinnovo dei contratti collettivi nazionali della filiera.

Un protocollo per “soluzioni tangibili”

A trovare l’intesa sulle misure di sostegno sono stati i sindacati di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs con le associazioni rappresentative Confcommercio, Federdistribuzione, Confesercenti e le associazioni delle cooperative di consumo.

Qui l’allarme rosso di Confcommercio sul settore terziario.

“La firma del protocollo – si legge in un comunicato diffuso da Federdistribuzione – riafferma la volontà di trovare soluzioni tangibili a beneficio dei lavoratori“. Nella nota viene evidenziato che il fine è di fornire un aiuto concreto “in un contesto complesso e articolato, caratterizzato da un alto livello d’inflazione, dai rincari energetici e dall’incertezza internazionale”.

L’accordo, siglato il 12 dicembre, viene definito quindi “un passo importante per la tutela dei lavoratori, considerata la difficile congiuntura economica”, i cui effetti determinano una significativa “riduzione della redditività delle aziende” oltre che la “perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni”. Proprio sulla base di questo, i 30 euro extra mensili sono da intendersi come “acconto” sui futuri aumenti contrattuali.

Qui i consigli di Federdistribuzione per risparmiare sulle bollette.

Le trattative per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali

Anche la nota congiunta delle tre sigle sindacali ribadisce che l’intesa raggiunta sul bonus una tantum 350 euro e sull’aumento della busta paga mensile di 30 euro rappresenta “uno step in più verso il rinnovo dei Ccnl in fase di discussione”.

Secondo quanto reso noto le trattative sulla definizione dei nuovi contratti riprenderanno nel mese di gennaio. Sul tavolo verranno portate “proposte utili a migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori”, già previste dalle piattaforme presentate dopo la scadenza del 2019.

“Quello definito nell’accordo è solo un primo passo assolutamente parziale“, viene precisato. Adesso la priorità, come spiegato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, è concludere il negoziato nel più breve tempo possibile.

Qui abbiamo parlato del nuovo Ccnl proposto per gli studi professionali.