Professioni sanitarie, la mappa dei posti: la classifica dei corsi dove è più difficile entrare

Professioni sanitarie, aumentano i posti disponibili ma la concorrenza resta alta per alcuni corsi: tutti i numeri in vista del test del 16 settembre

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Per l’anno accademico 2026-2027, aumentano il numero dei posti disponibili nei corsi di laurea in professioni sanitarie, che continuano ad attirare migliaia di studenti italiani, spinti non soltanto dall’interesse per il comparto, ma anche dalle prospettive occupazionali (tra le più favorevoli del sistema universitario).

Complessivamente sono 38.184 quelli messi a bando dagli atenei italiane, il 3,6% in più rispetto ai 36.873 dell’anno precedente. Il dato sale a 39.624 posti considerando anche i 1.440 riservati ai candidati extra Ue residenti all’estero. Tuttavia, sono solo alcuni i corsi per i quali è stato incrementato il numero di ingressi previsti.

In alcuni casi, quindi, dopo il test fissato il 16 settembre ci sono più probabilità di entrare rispetto ad altri.

Professioni sanitarie, la mappa dei posti

Secondo un’elaborazione realizzata Angelo Mastrillo, docente di Organizzazione delle professioni sanitarie all’Università di Bologna, l’aumento complessivo è di 1.311 posti in più rispetto allo scorso anno e riguarda 15 dei 22 corsi. La crescita più consistente in termini assoluti interessa:

  • fisioterapia, che passa da 3.262 a 4.086 posti, con 824 disponibilità in più e un incremento del 25%;
  • infermieristica, che guadagna 263 posti e arriva a 20.672, contro i 20.409 dello scorso anno. Da sola, questa laurea rappresenta il 54,1% dell’intera offerta delle professioni sanitarie;
  • igiene dentale, dove i posti passano da 922 a 1.070 (+16%);
  • ostetricia, da 1.261 a 1.350 (+7,1%);
  • tecniche di radiologia, da 1.863 a 1.949 (+4,6%);
  • osteopatia, da 425 a 490 (+15%);
  • tecniche di laboratorio, da 1.590 a 1.652 (+3,9%).

Incrementi più contenuti riguardano:

  • logopedia, che arriva a 1.150 posti;
  • tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria, a 329;
  • terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, a 460;
  • tecniche di neurofisiopatologia, a 214;
  • ortottica, a 362;
  • tecniche ortopediche, a 213;
  • terapia occupazionale, a 258;
  • podologia, a 123.

Restano invece invariati i posti per assistenza sanitaria, fermi a 502, e tecniche audiometriche, con 103 disponibilità.

Ecco la tabella con i posti disponibili per l’anno 2026.

Corso di laurea Posti disponibili anno accademico 2026 – 2027
Infermieristica 20.672
Fisioterapia 4.086
Tecniche di radiologia 1.949
Tecniche di laboratorio 1.652
Ostetricia 1.350
Logopedia 1.150
Igiene dentale 1.070
Assistenza sanitaria 502
Osteopatia 490
Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva 460
Ortottica 362
Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria 329
Terapia occupazionale 258
Tecniche di neurofisiopatologia 214
Tecniche ortopediche 213
Podologia 123
Tecniche audiometriche 103
Totale Complessivo 34.023

Tra le novità più rilevanti dell’offerta 2026-2027 c’è inoltre la scomparsa dei posti per infermieristica pediatrica. Il corso triennale, che lo scorso anno disponeva di 290 posti, è stato infatti disattivato. Contestualmente è stata attivata la laurea magistrale in scienze infermieristiche specialistiche nelle cure neonatali e pediatriche, con 119 posti.

La classifica dei corsi dove è più difficile entrare

Il numero assoluto dei posti disponibili, se preso da solo, non è sufficiente per capire se è più o meno facile entrare in un determinato corso. Per misurare la selettività occorre confrontare l’offerta con il numero di domande presentate. Basti pensare, infatti, che negli ultimi due anni sono state presentate complessivamente circa 64 mila domande di ammissione per le 22 professioni sanitarie, a fronte di circa 36 mila posti.

In media significa quasi due candidati per ogni posto disponibile, ma il dato nasconde differenze molto ampie. Fisioterapia, per esempio, anche se ha registrato l’aumento maggiore in quanto a posti messi a bando quest’anno, è anche il corso che presenta il livello di concorrenza più elevato tra quelli delle professioni sanitarie. Tanto che l’aumento dell’offerta non sembra sufficiente a cancellare la forte pressione della domanda.

La graduatoria dei corsi dove la concorrenza è maggiore, vede:

  • Fisioterapia con 6,5 domande per posto;
  • Logopedia con 4,3 domande per posto;
  • Ostetricia con 3,1 domande per posto;
  • Dietistica con 3 domande per posto;
  • Tecniche di radiologia con 2,5 domande per posto;
  • Igiene dentale con 2,3 domande per posto.

Dove è più facile entrare

All’estremo opposto della graduatoria si trovano invece i corsi caratterizzati da un rapporto tra domande e posti inferiore alla media.

Sotto la soglia di 1,8 candidati per posto si collocano:

  • osteopatia, con 1,4 domande per posto;
  • tecniche di neurofisiopatologia con 1,3 domande per posto;
  • podologia, tecniche di laboratorio e tecniche della riabilitazione psichiatrica con 1,2 domande per posto.

Ancora più basso è il rapporto per:

  • infermieristica e ortottica, entrambi a 0,9 domande per posto;
  • tecniche della prevenzione, che scende a 0,8 domande per posto;
  • educazione professionale registra 0,7 domande per posto.

In coda alla graduatoria si trovano tecniche audiometriche e audioprotesiche, tecniche ortopediche, terapia occupazionale e assistenza sanitaria.

Tasso di occupazione

Dietro l’interesse per queste lauree, la possibilità di entrare relativamente rapidamente nel mercato del lavoro è sicuramente un elemento che continua a pesare nelle decisioni degli studenti. Infatti,  secondo i dati AlmaLaurea più recenti, le professioni sanitarie si collocano infatti ai vertici tra le aree disciplinari per capacità di assorbimento dei laureati. Il tasso di occupazione si colloca tra l’85% e l’88%, contro una media del 44% considerando le 16 aree disciplinari.