Reddito di cittadinanza, più di 500mila beneficiari a rischio sospensione

Stop all'erogazione del Reddito di cittadinanza per chi non risponde agli sms arrivati dall'Inps con la richiesta di integrazione delle domande presentate a marzo

Il Reddito di cittadinanza sarà sospeso a chi non risponderà agli sms arrivati dall’Inps, contenenti una richiesta di integrazione della domanda presentata lo scorso marzo. Lo ha precisato il Presidente dell’Istituto, Raffaele Tridico, spiegando “lo sospendiamo da ora in poi e, poi, quando arriverà l’integrazione riprenderanno a percepire il reddito senza gli arretrati“.

La richiesta riguarda le prime domande di reddito che sono state presentate, a partire dal 6 marzo 2019, utilizzando un modello che è stato cambiato il 2 aprile 2019, a seguito delle modifiche apportate dalla Legge di conversione del Decreto Legge istitutivo.

Reddito di cittadinanza, la stretta dell’Inps

Venerdì 4 ottobre sono stati inviati 519.586 sms per avvisare i percettori di Reddito o Pensione di cittadinanza (Rdc/Pdc) che hanno presentato la domanda nel mese di marzo della possibilità di integrare la domanda. Nella sola giornata di venerdì, comunica l’Inps, sono pervenute 114.352 integrazioni.

L’istituto ricorda che la Legge di conversione 26/2019 ha previsto un regime transitorio di salvaguardia delle richieste presentate prima della sua entrata in vigore, stabilendo che il beneficio potesse essere erogato per un periodo non superiore a sei mesi anche in assenza della nuova documentazione richiesta. Le domande presentate a marzo 2019 e accolte sono state conseguentemente poste in pagamento fino a settembre 2019.

Da ottobre 2019 occorre però, ricorda l’Inps, allineare il contenuto delle dichiarazioni rese da chi ha presentato la domanda nel mese di marzo a quello previsto dalla Legge di conversione.

Reddito di cittadinanza, come integrare la domanda

Gli interessati sono stati avvertiti di questa possibilità tramite i recapiti sms o e-mail da loro indicati nella domanda. I nuclei familiari interessati potranno integrare le dichiarazioni di responsabilità presentate in domanda (e prendere atto delle informative aggiornate) collegandosi al link presente sul sito dedicato, per il quale non è richiesto il Pin e che è anche indicato nel messaggio loro inviato. Il collegamento alla pagina rimarrà sempre attivo.
Il messaggio che appare è il seguente:
A seguito della conversione in legge del DL n.4 del 28 gennaio 2019, che ha introdotto il Reddito e la Pensione di cittadinanza ad opera della legge n. 26 del 28 marzo 2019 (in GU n. 75 del 29 marzo), è necessario sottoscrivere le dichiarazioni aggiornate in riferimento al Quadro F ‘Condizioni necessarie per godere del beneficio’ e Quadro G ‘Sottoscrizione dichiarazione’ in conformità al nuovo modulo di domanda per continuare a beneficiare della prestazione. In caso di mancato aggiornamento della domanda, la prestazione verrà sospesa sino al completamento della domanda, facendo salve le mensilità pregresse“.

Reddito, cosa rischia chi non presenta la domanda entro il 21 ottobre

Solo per le domande aggiornate fino al 21 ottobre sarà possibile l’elaborazione nei tempi utili per la liquidazione della rata di Rdc/Pdc spettante per la mensilità di ottobre. Per chi effettuerà l’aggiornamento dopo il 21 ottobre, la prestazione resterà sospesa sino all’acquisizione della dichiarazione.

 

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