Reddito di Cittadinanza e NASpI sono cumulabili?

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Sia il Reddito di Cittadinanza che la NASpI sono assimilabili a quelle forme di sostegno economico prevista dallo stato italiano a favore di disoccupati e cittadini in forte stato di indigenza economica. Lo scopo per il quale sono state create è dunque lo stesso. Proprio per questo sorge naturalmente la questione della compatibilità, confermata di fatto fino al 2021. Per capire il perché partiamo dalle differenze insite in queste due forme di sussidio economico. Il Reddito di Cittadinanza, introdotto ufficialmente dal D.Lgs. n.4/2019, viene fornito essenzialmente a chi si trova senza lavoro o in difficoltà economica e va a integrare il reddito dell’intero nucleo famigliare di chi ne fa richiesta.

La NASpI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego), detta anche indennità di disoccupazione, è invece il principale ammortizzatore sociale introdotto dal D.Lgs. 22/2015, universalmente conosciuto come Jobs Act, ed è rivolto a tutti i lavoratori dipendenti o assimilati che hanno perso il lavoro non per loro scelta. I decreti usciti nel corso di quest’anno durante l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 hanno sancito l’effettiva cumulabilità NASpI- Reddito di Cittadinanza, a patto che l’importo della prima venga sottratto al secondo.

NASpI: requisiti, domanda ed erogazione

La NASpI è rivolta innanzitutto a tutti i lavoratori dipendenti, apprendisti, soci di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato, personale artistico con contratto subordinato, docenti precari e supplenti, nonché tutti i dipendenti a tempo determinato della Pubblica Amministrazione. Per averne diritto, il lavoratore deve possedere tre requisiti fondamentali:

  • essere disoccupato, e cioè aver perso il lavoro per cause indipendenti dalla propria volontà;
  • aver versato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti il licenziamento, compresi i contributi cosiddetti figurativi, come la maternità obbligatoria o il congedo parentale;
  • avere almeno 30 giorni di lavoro effettivi nei 12 mesi precedenti il licenziamento, con possibilità di deroga dovuta per esempio a malattia, cassa integrazione o per i cosiddetti permessi 104 (assistenza a familiare con handicap grave).

La domanda di disoccupazione per legge va presentata in forma telematica tra i 68 e i 128 giorni dalla data di licenziamento tramite la propria area riservata MyINPS. Il pagamento della NASpI viene in genere accreditato a partire dal 10 del mese successivo alla domanda per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, sottraendo a queste quelle coperte dai contributi figurativi, e in ogni caso mai per più di 24 mesi.

Al momento della domanda, il lavoratore dovrà aver dato immediata disponibilità a lavorare (la cosiddetta DID) presso il centro per l’impiego più vicino, mentre l’INPS in automatico lo iscriverà all’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro) al fine di partecipare a corsi formativi.

Reddito di Cittadinanza: requisiti, domanda ed erogazione

Il Reddito di Cittadinanza è invece rivolto a tutti i cittadini italiani, europei o extracomunitari (con permesso di lungo soggiorno e residenti in Italia da almeno 10 anni) che rispettano i seguenti requisiti:

  • ISEE inferiore a 9.360€;
  • patrimonio immobiliare oltre all’abitazione di residenza inferiore ai 30.000€;
  • patrimonio mobiliare inferiore ai 6.000€, aumentata di 2.000€ per ogni componente del nucleo familiare fino a 10.000€. 1.000€ di soglia in più per ogni figlio successivo al secondo e altri 5.000€ in più per ogni familiare affetto da disabilità grave.
  • reddito familiare inferiore a 6.000€ da moltiplicare a un valore pari a 1 per il primo componente del nucleo familiare, aumentato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne, aumentato a sua volta di un ulteriore 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino a un massimo di 2,1 o di 2,2, se in famiglia sono presenti disabili o persone non autosufficienti.

I cittadini che ne fanno richiesta online tramite MyINPS o presso tutti gli uffici postali e i CAF, esattamente come per la NASpI, dovranno contemporaneamente presentare la DID al centro per l’impiego più vicino, firmare il Patto per il Lavoro ed essere iscritti all’ANPAL. Gli aventi diritto riceveranno una carta prepagata sulla quale viene accreditato l’importo spettante, calcolato in base alla scala di valutazione brevemente esposta sopra, per un massimo 18 mesi.

La carta consente di prelevare entro un limite mensile che varia a seconda del numero di componenti il nucleo familiare, effettuare bonifici mensili per pagare l’affitto o la rata del mutuo, pagare tutte le utenze domestiche e acquistare ogni genere di beni di consumo e servizi escluse alcune specifiche categorie (imbarcazioni, armi, pornografia, gioielli, pellicce, opere d’arte, servizi finanziari, di money transfer o assicurativi, portuali, prodotti o servizi presso club privati).

La compatibilità tra Reddito di Cittadinanza e NASpI

Indennità di disoccupazione NASpI e Reddito di Cittadinanza sono dunque cumulabili, vediamo adesso in che modo. Entro 30 giorni dalla domanda NASpI si può richiedere il Reddito di Cittadinanza compilando e inviando il modulo Rdc Com Ridotto. Mentre se, al contrario, già si riceve il Reddito di Cittadinanza e si fa richiesta della NASpI, occorre il modulo Rdc Com Esteso.

Essendo la NASpI una fonte di reddito, le due misure andranno automaticamente a compensarsi, in quanto l’importo NASpI provocherà una fisiologica riduzione dell’importo spettante come Reddito di Cittadinanza in quanto reddito familiare, e di conseguenza il complessivo valore del proprio ISEE, andrà invece ad aumentare.

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Reddito di Cittadinanza e NASpI sono cumulabili?