Lavoro povero, nuove regole contro gli stipendi bassi dal 1° maggio: cosa cambia

Nuove misure contro il lavoro povero e taglio del cuneo fiscale: le novità annunciate dal Governo nell’informativa alla Camera

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Claudio Cafarelli

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Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Nel corso dell’informativa alla Camera sull’azione del Governo e sull’ultimo anno della legislatura, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un nuovo intervento normativo contro il lavoro povero. Le misure saranno approvate nel Consiglio dei Ministri convocato in vista del primo maggio, in continuità con le iniziative legate alla Festa dei Lavoratori. L’obiettivo è affrontare una criticità che resta presente nonostante gli interventi già adottati negli ultimi anni. Le nuove regole punteranno a rafforzare i diritti dei lavoratori, con particolare attenzione alle categorie più fragili, attraverso un maggiore ricorso alla contrattazione collettiva. Il riferimento è a strumenti che possano incidere sulle condizioni contrattuali e sulla qualità del lavoro, con l’intento di migliorare il livello retributivo e le tutele.

Nuove regole contro gli stipendi bassi

Giorgia Meloni non è andata nel dettaglio sulle nuove regole contro gli stipendi bassi ma ha dichiarato che sia evidente che “esistono ancora sacche di lavoro povero”. Proprio per questo ha annunciato che verranno varate ulteriori regole per combattere il lavoro povero “rafforzando i diritti di quei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva”. Come dichiarato a La Repubblica, Claudio Durigon, sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha spiegato che dovrebbe essere una legge delega sul salario giusto ed equo: “Nel totale rispetto però della libertà sindacale, tutelata dall’articolo 39 della Costituzione. E questo non accade se diamo un monopolio nella contrattazione a Confindustria da una parte. E Cgil, Cisl e Uil dall’altra”.

Gli interventi già adottati su salari e lavoro

Nel suo intervento alla Camera, Giorgia Meloni ha ricordato le principali misure già introdotte dal Governo per sostenere il reddito e il potere d’acquisto. Tra queste, la detassazione degli aumenti contrattuali e una serie di interventi fiscali mirati ai lavoratori. Tra le misure citate rientrano il taglio del cuneo fiscale, stimato in circa 18 miliardi di euro l’anno, la riduzione dell’Irpef e delle tasse sui premi di produttività. A queste si aggiungono l’innalzamento della soglia del regime forfettario per i lavoratori autonomi e l’aumento delle pensioni minime.

Riforma fiscale e impatto sul lavoro

Un altro punto centrale dell’informativa riguarda la riforma fiscale, indicata come uno degli strumenti principali per semplificare il sistema e favorire l’attività economica. Il percorso di attuazione ha già portato all’approvazione di diversi decreti e testi unici. Secondo quanto riferito, sono stati adottati 18 decreti e 6 testi unici, mentre è in fase di definizione il codice tributario, che dovrebbe riordinare in modo organico la normativa fiscale. L’intervento fiscale è collegato anche al tema del lavoro, in quanto punta a ridurre il carico fiscale su lavoratori e imprese. Il Governo ha confermato l’intenzione di proseguire su questa linea anche con la prossima legge di bilancio.

Zes a livello nazionale

Giorgia Meloni ha anche evidenziato l’andamento dell’occupazione, con particolare riferimento al Sud Italia. Secondo quanto riferito, nel secondo trimestre del 2025 il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni nel Mezzogiorno ha raggiunto il livello più alto dall’inizio delle serie storiche dell’Istat. Il risultato viene collegato a diversi strumenti, tra cui la Zona economica speciale unica, gli investimenti infrastrutturali e le risorse del PNRR. Il Governo ha inoltre annunciato l’intenzione di estendere a livello nazionale alcune misure di semplificazione amministrativa già sperimentate. L’obiettivo è favorire gli investimenti, ridurre la burocrazia e sostenere la creazione di nuovi posti di lavoro.