Mancano almeno 30mila conducenti e il settore dei trasporti rischia di restare indietro. La carenza di capitale umano rischia di bloccare le filiere produttive e la logistica dell’Italia. È questo il verdetto emerso alla Camera dei Deputati, durante la presentazione della nuova Piattaforma interassociativa promossa da ANITA, ANAV, UNASCA e CONFARCA.
Le associazioni di categoria parlano di “emergenza strutturale”. In numeri questa emergenza si traduce in un ammanco di 20mila autisti per il trasporto merci e 10mila per il trasporto passeggeri. La situazione è simile in Europa, dove le posizioni vacanti hanno superato quota 500mila e, in assenza di contromisure, si parla di una perdita di lavoratori nell’ordine di 1 milione entro la fine dell’anno.
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Mancano 30mila autisti: i costi dell’emergenza
Si tratta di un problema che si trascina nel tempo. La carenza di autisti era già stata lamentata lo scorso anno, quando per l’emergenza sono stati aperti 200mila posti di lavoro. Nel solo 2026 invece mancano all’appello 30mila autisti professionisti.
Nello specifico:
- 20mila autisti per il trasporto merci;
- 10mila unità per il trasporto passeggeri.
A pesare sui numeri sono il mancato ricambio generazionale e i costi di accesso alla professione. I giovani e le donne infatti non trovano attrattivo il settore professionale, e c’è anche l’ostacolo economico relativo ai prezzi per le patenti, come il costo della patente C.
Si tratta di una criticità che si riflette direttamente sull’economia del Paese. Riccardo Morelli, presidente di Anita, ha spiegato in che modo: dai servizi offerti ai costi operativi, fino alla competitività.
Ha sottolineato come:
La disponibilità di conducenti qualificati è un fattore abilitante per la competitività delle imprese di autotrasporto merci e logistica, da cui dipende la continuità delle filiere produttive.
Il piano della Piattaforma: nuovi posti di lavoro
Per rispondere al deficit di manodopera, le associazioni di categoria hanno strutturato una strategia. Il pilastro del progetto è il lancio di ANITA/ANAV&Jobs, una piattaforma digitale interamente dedicata al recruiting e alla qualificazione dei conducenti, nata con l’obiettivo di far incontrare in modo rapido e profilato la domanda delle imprese e l’offerta di lavoro.
Sul fronte normativo, la proposta mira a snellire l’iter per ottenere le patenti professionali e la CQC (Carta di Qualificazione del Conducente).
Per farlo si ragiona su:
- autorizzare la formazione a distanza per le parti teoriche;
- introdurre un’abilitazione alla guida temporanea per i conducenti che si trovano ancora in fase di formazione, velocizzando l’ingresso nel mercato del lavoro;
- rafforzare le autoscuole come presidio territoriale di orientamento.
Investire sul futuro del settore
Dalla piattaforma appena nata si può leggere l’obiettivo del settore, ovvero un piano per il lungo periodo che valorizzi anche economicamente la figura del conducente.
Come evidenziato da Nicola Biscotti, presidente Anav, senza un intervento strutturale si rischia di compromettere la continuità dei servizi essenziali di mobilità.
Mentre Andrea Vannucchi, presidente Unasca, ricorda come:
La formazione rappresenta un investimento imprescindibile per rispondere alla crescente esigenza di nuove competenze nel settore.
E le uniche leve per questo settore sono l‘accesso semplificato e la trasparenza nei percorsi. Così, conclude, la crisi si può trasformare in un’opportunità occupazionale concreta per le nuove generazioni.