Busta paga di novembre, a chi spetta il doppio bonus sullo stipendio

A novembre per alcuni dipendenti possono arrivare due quote aggiuntive in busta paga: pesano Ognissanti e la Festa delle Forze armate

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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La busta paga di novembre può riservare una sorpresa positiva per alcuni lavoratori dipendenti. Nel 2026, infatti, il 1° novembre, festa di Ognissanti, cade di domenica e coincide con la celebrazione della festa del 4 novembre, la cui ricorrenza per l’Unità nazionale e le Forze armate viene celebrata la prima domenica del mese in base alla legge n. 54 del 1977.

1° novembre 2026, cosa cambia in busta paga

Questo incastro determina effetti particolari sul calcolo della retribuzione per chi ha un contratto collettivo che riconosce entrambe le festività: possono cioè arrivare due quote retributive aggiuntive.

L’importo dipende dal contratto applicato, dalla modalità di retribuzione e dall’eventuale lavoro svolto durante la giornata festiva. Per un dipendente con stipendio mensile di 2.600 euro, ad esempio, il beneficio può raggiungere 200 euro lordi. Per un operaio pagato a ore, invece, il calcolo segue criteri differenti.

Non bisogna confondere le somme aggiuntive per le festività con le maggiorazioni per chi lavora nei giorni festivi, che nel 2026 possono beneficiare, in presenza di determinati requisiti, di un’imposta sostitutiva del 15%.

Il 1° novembre è una festività nazionale riconosciuta agli effetti civili. Quando cade in un giorno normalmente lavorativo, il dipendente ha diritto alla retribuzione prevista anche se non presta servizio. Nel 2026, però, Ognissanti coincide con una domenica, circostanza che può determinare un compenso aggiuntivo per la festività non goduta.

Per i lavoratori con retribuzione fissa mensile, la quota aggiuntiva è generalmente pari a un ventiseiesimo della retribuzione mensile globale di fatto, salvo diverse disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro. Per chi è pagato a ore o a settimana, il criterio di calcolo può essere diverso. In molti casi si applica un sesto della retribuzione settimanale.

Ecco due esempi pratici:

  • stipendio mensile di 2.600 euro > quota aggiuntiva per il 1° novembre pari a 100 euro lordi;
  • retribuzione settimanale di 560 euro > quota aggiuntiva per il 1° novembre pari a 93,33 euro lordi.

Il trattamento riguarda i soli lavoratori per i quali è previsto il riconoscimento della quota aggiuntiva.

Chi lavora il 1° novembre ha diritto alle maggiorazioni

Il trattamento economico cambia per i dipendenti che prestano servizio durante la giornata festiva.

In questo caso, oltre alla retribuzione normalmente spettante per la festività, il lavoratore può ricevere:

  • il compenso per le ore effettivamente lavorate;
  • le maggiorazioni per il lavoro festivo previste dal Ccnl;
  • un eventuale riposo compensativo, quando riconosciuto dal contratto.

Le percentuali non sono uguali per tutti. Alcuni contratti prevedono una maggiorazione specifica per il lavoro festivo, mentre altri distinguono tra prestazioni domenicali, festive, notturne e straordinarie. In alcuni casi, la maggiorazione può arrivare al 50%, ma è necessario verificare il contratto applicato.

2 novembre, niente bonus in busta paga

Il 2 novembre, giorno dedicato alla Commemorazione dei defunti, non è una festività nazionale agli effetti civili. Per i lavoratori dipendenti si tratta quindi di una normale giornata lavorativa. Chi presta servizio riceve la retribuzione ordinaria, senza compensi aggiuntivi legati alla ricorrenza.

4 novembre, perché possono arrivare altri soldi

La Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, celebrata il 4 novembre, non è più una festività che dà diritto a un giorno di riposo. Dal 1977, infatti, la sua celebrazione è stata spostata alla prima domenica di novembre.

La ricorrenza può però continuare ad avere effetti economici sulla busta paga. A stabilirlo sono i contratti collettivi, che in diversi settori riconoscono un trattamento assimilabile a quello previsto per le festività coincidenti con la domenica. Qualche esempio? Il contratto dei metalmeccanici dell’industria e quello del terziario Confcommercio. Entrambi prevedono un riconoscimento economico per il 4 novembre celebrato nella prima domenica del mese.

Nel 2026, la prima domenica di novembre è proprio il 1° novembre. Le due ricorrenze coincidono quindi nella stessa giornata. Per i lavoratori ai quali il Ccnl riconosce entrambe le quote, il risultato può essere un doppio compenso aggiuntivo.

Ma attenzione: alcuni contratti possono prevedere un trattamento differente oppure non riconoscere il doppio compenso.

Cosa controllare nel cedolino di novembre

Tirando le somme, al netto delle differenze che possono esserci fra i vari Ccnl, per capire se la busta paga di novembre è corretta, è importante verificare alcune voci:

  • festività del 1° novembre – controllare che sia riconosciuta la quota aggiuntiva prevista per Ognissanti caduta di domenica;
  • ex festività del 4 novembre – verificare se il proprio Ccnl riconosce un ulteriore compenso;
  • lavoro festivo – controllare il pagamento delle ore lavorate e le maggiorazioni previste dal contratto;
  • tassazione – verificare l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni agevolabili, se si possiedono i requisiti;
  • cassa integrazione – accertare se il pagamento della festività è a carico dell’azienda oppure dell’Inps.