Articolo 18, la Consulta smonta la legge Fornero: no ai licenziamenti economici

Dopo aver azzerato il Jobs act, la Corte riscrive anche un pezzo della legge Fornero. Il licenziamento senza giusta causa prevede sempre il reintegro.

La Corte Costituzionale, così come aveva fatto col Jobs act di renziana memoria, boccia anche l’approccio della legge Fornero in tema di articolo 18 dello statuto dei lavoratori e licenziamenti. Se il licenziamento risulta ingiusto non può essere la specifica dei ‘motivi economici’ a giustificarlo, e il lavoratore deve essere riassunto.

La bocciatura del Jobs act

La Corte aveva già dato l’altolà al Jobs act, la riforma del lavoro voluta dal governo Renzi, dichiarando illegittimo l’articolo 3, comma 1, del Decreto legislativo n.23/2015 sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, nella parte – non modificata dal successivo “Decreto dignità” – che determina in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato.

In particolare, spiegarono allora i giudici, “la previsione di un’indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore è, secondo la Corte, contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione”, aggiungendo che tutte le altre questioni relative ai licenziamenti sono state dichiarate inammissibili o infondate.

Illegittimi i licenziamenti ‘economici’ della Fornero

Ora, con comunicato diramato in data 25 febbraio, la Corte Costituzionale ha reso noto di aver dichiarato fondata la questione di illegittimità costituzionale relativa all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori nella parte in cui si prevede per il giudice solo la facoltà e non l’obbligo di ordinare la reintegrazione del lavoratore nel caso in cui il licenziamento per giustificato motivo oggettivo sia fondato su un fatto manifestamente insussistente.

Di seguito, quanto riferito dall’Ufficio Stampa: “La Corte Costituzionale, riunita oggi in camera di consiglio, ha esaminato la questione di legittimità sollevata dal Tribunale di Ravenna sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, come modificato dalla cosiddetta legge Fornero (n. 92 del 2012), là dove prevede la facoltà e non il dovere del giudice di reintegrare il lavoratore arbitrariamente licenziato in mancanza di giustificato motivo oggettivo. In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio Stampa della Corte Costituzionale fa sapere che la questione è stata dichiarata fondata con riferimento all’art. 3 della Costituzione. La Corte ha ritenuto che sia irragionevole – in caso di insussistenza del fatto – la disparità di trattamento tra il licenziamento economico e quello per giusta causa: in quest’ultima ipotesi è previsto l’obbligo della reintegra mentre nell’altra è lasciata alla discrezionalità del giudice la scelta tra la stessa reintegra e la corresponsione di un’indennità. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nella prossima settimana. Roma, 24 febbraio 2021“.

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