Rivoluzione Netflix: condividere la password diventa reato

Netflix vuole uscire dal periodo nero della perdita degli iscritti modificando le condizioni d'uso e punendo chi non le rispetta, ma basterà?

Nel 2023 finisce l’era della condivisione delle password e degli account di Netflix. Quello che sta arrivando alla conclusione è stato un anno particolarmente difficile per la piattaforma di streaming, nonostante il grande successo di alcune serie tv diventate in pochissimo tempo dei veri e propri fenomeni di massa – l’ultima è “Mercoledì”, che racconta la Famiglia Addams dalla prospettiva dell’omonima protagonista, ormai adolescente. Netflix ha infatti registrato un disastroso calo nel numero di iscritti.

Via le password condivise da Netflix: la piattaforma cerca di contenere le perdite

Tante le idee degli amministratori per contenere le perdite. Dopo la creazione delle offerte con pubblicità, a prezzi decisamente più bassi, ora arriva anche il tanto temuto stop alle password condivise. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, che ha avvicinato persone della compagnia, Netflix non dovrebbe cancellare del tutto questa opzione, ma renderla a pagamento.

Una prima sperimentazione del blocco è già attiva in diversi Paesi dell’America latina, in cui agli utenti al di fuori di quello primario viene chiesto l’inserimento di un codice OTP, che scade ogni 15 minuti, per avere accesso al catalogo di film e telefilm di Netflix. È possibile che un sistema simile possa essere replicato anche negli Stati Uniti prima e poi in Europa. Con nuove tariffe in base al numero di profili a cui sarà possibile darà l’accesso temporaneo.

E attenzione. La condivisione selvaggia degli account è già proibita dalle linee guida del servizio, e Netflix potrebbe denunciare chi non le rispetta. A rimarcarlo è stato di recente il Governo del Regno Unito, e non è detto che non arrivano altri pareri di questo tipo da altre Autorità nazionali. I reati possono riguardare la violazione dei termini contrattuali, la frode o la violazione secondaria del copyright. Per cui si rischiano multe costose e anche il carcere.

Il blocco della condivisione della password servirà davvero a far rinascere Netflix?

Saranno il blocco delle password condivise e le denunce a chi usa il servizio non rispettando le norme la chiave per recuperare iscritti? Probabilmente no. Gli ultimi cambiamenti della piattaforma non hanno fatto presa sul grande pubblico. Il nuovo ed economico piano con pubblicità è stato scelto da davvero poche persone, a causa della bassa risoluzione, decisamente anacronistica per gli standard video attuali, e per la mancanza di molti contenuti. E in Sud America sono in tanti a lamentarsi per la nuova limitazione che riguarda la condivisione delle password.

Difficile dire dunque se la nuova strategia sarà l’ennesimo buco nell’acqua che scontenterà gli utenti, causando un nuovo esodo verso altre piattaforme più economiche e che permettono di condividere il proprio account con amici e famiglia senza troppe limitazioni. C’è dunque il rischio che Netflix continui a perdere utenti anche in futuro, come anticipato qua.

Quanto costa Netflix in Italia e cosa offrono i tre diversi piani di abbonamento

Attualmente è possibile iscriversi a Netflix optando per tre diversi opzioni tariffarie.

  • Piano Base a 5,49 euro al mese, con buona qualità video, risoluzione a 720p e circa 4 minuti di pubblicità ogni ora di contenuti, come spiegato qua. Non permette il download di film e serie tv e molti titoli del catalogo non sono disponibili a casa di limitazioni legate alle licenze. Inoltre alcuni dispositivi potrebbero non essere compatibili.
  • Piano Standard a 12,99 euro al mese, con ottima qualità video e risoluzione a 1080p.
  • Piano Premium a 17,99 euro al mese, con massima qualità video e risoluzione a 4K e HDR.

È possibile ipotizzare che a questi sarà aggiunto un piano per condividere l’account, come avviene già con altre piattaforme come Dazn, che dal 1° gennaio 2023 ha in serbo importanti novità per gli utenti.