Normazione europea: strategie e futuro per un’Europa resiliente, verde e digitale

Le norme rappresentano il fondamento implicito del mercato unico e della competitività globale dell'UE.

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Donatella Maisto

Digital Transformation and Sustainability Manager

Esperta Blockchain e digital transformation, tech-human need e sostenibilità nella sua accezione contemporanea.

L’accordo politico raggiunto dal Parlamento e dagli Stati membri sulla modifica del regolamento sulla normazione europea rappresenta un passo importante nella realizzazione della strategia dell’UE in materia, volta a rafforzare l’integrità del processo di normazione e a porre al centro di esso gli organismi nazionali di normazione nell’UE, le comunità locali di portatori di interessi e gli interessi europei.

L’accordo politico sulla modifica del regolamento sulla normazione europea è stato raggiunto solo dopo 8 mesi dalla proposta della Commissione nell’ambito della strategia di normazione presentata il 2 febbraio 2022, alimentando un fortissimo sentimento di soddisfazione anche da parte della Commissione stessa.

La nuova strategia mira a rafforzare la competitività dell’UE a livello globale, a promuovere un’economia resiliente, verde e digitale e a integrare i valori democratici nelle applicazioni tecnologiche.

Le norme rappresentano il fondamento implicito del mercato unico e della competitività globale dell’UE.

Le norme al centro dell’Unione europea

Negli ultimi 30 anni il sistema europeo di normazione ha prodotto oltre 3.600 norme armonizzate, che hanno consentito e consentono alle imprese di dimostrare la propria conformità al diritto, nonché molte altre norme e specifiche tecniche volte a promuovere l’interoperabilità, la sicurezza dei cittadini dell’Unione e la tutela dell’ambiente.

Le norme europee hanno apportato vantaggi significativi, garantendo parità di condizioni nel mercato unico alle imprese e aumentando la fiducia dei consumatori.

La normazione europea si muove in un contesto mondiale sempre più competitivo, dove gli altri Paesi extra UE hanno la vivacità di adottare una posizione più energica nel campo della normazione, garantendo alle loro industrie un vantaggio competitivo in termini di accesso alle tecnologie e, quindi, al mercato interno e globale.

La misura in cui i soggetti europei riusciranno ad imporsi nel campo della normazione a livello internazionale sarà indicativa per garantire competitività, sovranità tecnologica e capacità dell’Europa di ridurre le proprie dipendenze, nonché proteggere i valori dell’Unione.

Per raggiungere questo obiettivo è, altresì, necessario che la normazione europea divenga più agile, flessibile e mirata, così da individuare in anticipo le esigenze di normazione.

La normazione europea, tuttavia, deve fare i conti con un ritmo di innovazione sempre più rapido e garantire l’elaborazione di norme in tempi brevi, assicurando, nel contempo, risultati di elevata qualità.

Altri consorzi guidati da privati e industria si sono dimostrati più flessibili e rapidi nell’elaborazione di linee guida a fronte di un sistema di normazione istituzionale che molto spesso non riesce a condividere risultati tempestivi per quanto riguarda, in principal modo, le tecnologie emergenti.

La sensibilità da parte delle Istituzioni europee a rappresentare un esempio molto spesso non è stata alimentata all’interno delle stesse, pregiudicando la leadership europea nell’elaborazione delle norme.

La necessità di riformulare una strategia che ponga le norme al centro del mercato unico diventa stringente anche per rendere lo stesso mercato resiliente, verde e digitale, con un ruolo autorevole dell’Europa a livello mondiale.

Da qui l’importanza di utilizzare il sistema europeo di normazione per realizzare la transizione verde e digitale e favorire la resilienza del mercato unico e assicurarsi la leadership nel settore digitale, definendo norme internazionali che siano un punto di riferimento a livello mondiale per i prodotti, i processi e i servizi.

Dall’analisi delle dipendenze strategiche contenuta nella strategia industriale aggiornata e dai contributi forniti dai portatori di interessi attraverso le alleanze industriali è emersa l’urgente necessità di elaborare le seguenti norme:

  • norme per superare gli attuali ostacoli nella produzione di vaccini e medicinali contro la COVID-19;
  • norme a sostegno del riciclaggio delle materie prime critiche;
  • norme per lo sviluppo della catena del valore dell’idrogeno pulito;
  • norme a sostegno del cemento a basse emissioni di carbonio, date le sue notevoli potenzialità in termini di riduzione delle emissioni;
  • norme per la certificazione dei chip in termini di sicurezza, autenticità e affidabilità;
  • norme che migliorino l’interoperabilità, la condivisione e il riutilizzo dei dati a sostegno degli spazi comuni europei dei dati.

La necessità di far fronte a tali questioni impone di individuare e prevedere le urgenze e le esigenze future e, quindi, la necessità di modificare il regolamento (UE) n. 1025/2012.

Le linee di intervento

La strategia propone cinque linee di intervento principali:

  • Prevedere, classificare in ordine di priorità e affrontare le esigenze di normazione in settori strategici. Vi è la necessità di norme con maggiore rapidità e in conformità all’agenda politica dell’UE in materia di innovazione. La Commissione ha individuato le priorità in materia di normazione per quanto riguarda la produzione di vaccini e medicinali contro la COVID-19, il riciclo delle materie prime critiche, la catena di valore dell’idrogeno pulito, il cemento a basse emissioni di carbonio, la certificazione dei chip e i dati. Per orientare la scelta delle future priorità in materia di normazione sarà istituito un forum ad alto livello. La Commissione istituirà la funzione di responsabile della normazione, il cui compito sarà fornire orientamenti di alto livello sulle attività di normazione e che avrà il sostegno di un polo di eccellenza dell’UE in materia di normazione, composto da servizi della Commissione.
  • Migliorare la governance e l’integrità del sistema europeo di normazione. Le norme europee, che sostengono le politiche e le normative dell’UE, devono essere stabilite da soggetti europei. La Commissione propone una modifica del regolamento sulla normazione per migliorare la governance del sistema europeo di normazione. Se da un lato il sistema europeo rimarrà aperto, trasparente, inclusivo e imparziale, dall’altro la proposta prevede che i mandati conferiti su richiesta della Commissione alle organizzazioni europee di normazione siano gestiti dai delegati nazionali, gli organismi nazionali di normazione degli Stati membri dell’UE e del SEE. Ciò permetterà di evitare qualsiasi influenza indebita da parte di soggetti di paesi al di fuori dell’UE e del SEE sui processi decisionali per la definizione di norme in settori fondamentali, come le norme sulla cybersicurezza o sull’idrogeno.
  • Rafforzare la leadership europea per quanto riguarda le norme globali. La Commissione si avvarrà del forum ad alto livello per creare, insieme agli Stati membri e agli organismi nazionali di normazione, un nuovo meccanismo per la condivisione di informazioni e per coordinare e rafforzare l’approccio europeo alla normazione internazionale. La Commissione promuoverà, inoltre, un maggiore coordinamento tra gli Stati membri dell’UE e i partner che condividono gli stessi principi. L’UE finanzierà progetti di normazione in paesi dell’Africa e del vicinato.
  • Sostenere l’innovazione. La Commissione propone di sfruttare meglio il potenziale della ricerca finanziata dall’UE per valorizzare i progetti di innovazione attraverso attività di normazione e anticipare le esigenze di normazione. Sarà lanciato uno strumento per dare impulso alla normazione (standardisation booster), che aiuterà i ricercatori nel quadro di Horizon Europe a verificare la pertinenza dei risultati a fini di normazione.
  • Preparare la prossima generazione di esperti nel campo della normazione. La normazione si basa sul contributo dei migliori esperti e l’Europa si trova ad affrontare un cambio generazionale. La Commissione promuoverà una maggiore consapevolezza sulle norme a livello accademico, ad esempio attraverso la formazione dei ricercatori e la futura organizzazione di giornate universitarie dell’UE in materia.

Il regolamento (UE) n. 1025/2012 fornisce la base giuridica per usare le norme europee su prodotti e servizi, identificare le specifiche tecniche delle TIC e finanziare il processo di normazione europea.

Le organizzazioni europee di normazione (OEN)

Le Organizzazioni europee di normazione (OEN) sono organizzazioni private che svolgono un ruolo particolare nell’ambito del sistema europeo di normazione. Conformemente al regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012, la normazione europea è organizzata da e per i soggetti interessati sulla base della rappresentanza nazionale:

  • il comitato europeo di normazione (CEN)
  • il comitato europeo di normazione elettrotecnica (Cenelec)
  • la partecipazione diretta (Istituto europeo per le norme di telecomunicazione (ETSI).

Quando la Commissione presenta una richiesta di normazione, le organizzazioni europee di normazione sono gli unici organismi che possono elaborare norme e prodotti della normazione. Esse lo fanno conformemente alle procedure specifiche di cui all’articolo 10 del regolamento (UE) n. 1025/2012.  Il regolamento sulla normazione stabilisce, altresì, che l’Unione europea possa dare un sostegno finanziario alle organizzazioni europee di normazione.

CEN, CENELEC e ETSI svolgono un ruolo esclusivo nella realizzazione dei lavori di normazione richiesti dalla Commissione a sostegno della legislazione e delle politiche dell’UE.

Se il regolamento (UE) n. 1025/2012 sulla normazione stabilisce il quadro per il processo di normazione europea, consentendo alla Commissione di conferire un mandato alle tre organizzazioni europee di normazione (CEN, CENELEC ed ETSI), affinché elaborino norme europee a sostegno della legislazione dell’UE, la modifica prevede che, quando la Commissione presenta una richiesta di normazione a queste organizzazioni, le decisioni fondamentali nel processo di elaborazione delle norme siano prese dagli organismi nazionali di normazione dell’UE e dello Spazio economico europeo (SEE), i quali si trovano nella posizione migliore per garantire un processo inclusivo con una consultazione equilibrata dei portatori di interessi e nel debito rispetto dei valori dell’UE.

Ciò è particolarmente importante in settori strategici come quelli della cybersicurezza o dell’idrogeno.

Le tre organizzazioni europee di normazione dovranno attuare principi amministrativi e di buona governance, che miglioreranno l’apertura, la trasparenza e l’inclusività dei processi di normazione.

In particolare, si avvarranno delle competenze di tutte le parti interessate, tra cui l’industria, le PMI, le organizzazioni civili e il mondo accademico.

L’articolo 6 del regolamento (UE)n. 1025/2012 prevede condizioni più favorevoli per le PMI, come l’accesso gratuito ai progetti di norme, alle attività degli organismi nazionali di normazione, l’applicazione di tariffe speciali per le norme.

Tenuto conto di ciò, a integrazione della modifica del regolamento (UE) n. 1025/2012 la Commissione invita le OEN a presentare entro la fine del 2022 proposte intese a modernizzare la loro governance.

Tali proposte dovrebbero puntare tra l’altro a porre rimedio agli squilibri e all’opacità della rappresentanza degli interessi industriali e a coinvolgere maggiormente le PMI, la società civile e gli utenti.

Le OEN dovrebbero, inoltre, prendere in considerazione la possibilità di accordare l’accesso gratuito alle norme e ad altri prodotti della normazione.

I processi di normazione internazionale

L’obiettivo dell’UE è plasmare norme internazionali in linea con i suoi valori e interessi, ma a tale riguardo deve fare i conti con una concorrenza agguerrita.

L’UE e i suoi Stati membri devono promuovere un approccio più strategico alle attività di normazione internazionale, in particolare in seno all’Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT), all’Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO) e alla Commissione elettrotecnica internazionale (IEC), ma anche nell’ambito di altri partenariati, consessi e consorzi pertinenti a livello mondiale, al fine di garantire l’autonomia strategica aperta, la sicurezza e la competitività dell’Unione su scala mondiale, così come la capacità dell’UE di promuovere i suoi valori.

Gli Stati membri, gli organismi di normazione dell’UE e le industrie dell’Unione non coordinano, né condividono efficacemente le risorse a sostegno dei processi di normazione internazionale e dei principi dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), quali l’apertura, la trasparenza e il consenso. Ciò ha determinato una situazione in cui, in settori sensibili come quelli delle batterie al litio, del riconoscimento facciale o del digital twin, altre aree del mondo stanno assumendo un ruolo guida in seno ai comitati tecnici internazionali, promuovendo le proprie soluzioni tecnologiche, che sono spesso incompatibili con i valori, le politiche e il quadro normativo dell’UE.

Occorre migliorare il coordinamento tra gli Stati membri, gli organismi nazionali di normazione e i portatori di interessi dell’UE per rafforzare il ruolo dell’Unione nel campo della normazione a livello mondiale.

Il polo di eccellenza dell’UE per la normazione monitorerà le pertinenti attività di normazione internazionale e il forum ad alto livello promuoverà il coordinamento a livello politico come annunciato nella strategia.

Una questione particolarmente critica riguarda la normazione di internet per promuovere una rete mondiale libera, aperta, accessibile, inclusiva e sicura.

Negli ultimi anni la normazione internazionale dei protocolli internet è diventata sempre più politicizzata, con il rischio di limitare l’evoluzione della rete internet aperta mondiale e di ostacolare il processo di digitalizzazione in tutto il mondo.

La Commissione affronterà attivamente la questione in stretto coordinamento con partner che condividono gli stessi principi, sulla scorta dell’operato del G7 e del Consiglio UE-USA per il commercio e la tecnologia (TTC) e si adopererà per rafforzare la presenza europea in seno ai consessi internazionali.

Il nuovo polo di eccellenza dell’UE per la normazione annunciato nella strategia fornirà sostegno a tal fine.

La Commissione monitorerà l’attuazione delle norme fondamentali concordate a livello internazionale in relazione a internet e renderà disponibili i relativi dati e le corrispondenti buone pratiche su un sito web dell’UE dedicato al monitoraggio di tali norme.

Proporrà, inoltre, eventuali misure strategiche per promuovere la diffusione di norme fondamentali relative a internet, come l’IPv6.

L’introduzione dei requisiti di sostenibilità nell’ambito della progettazione ecocompatibile e della futura iniziativa per i prodotti sostenibili richiederà l’elaborazione di norme per il mercato europeo.
L’UE dovrebbe adoperarsi per promuovere l’adozione di tali norme a livello mondiale, in modo da assicurare che gli obiettivi strategici sottostanti siano perseguiti a livello internazionale su scala più ampia e garantire un vantaggio competitivo alle industrie che compiono la prima mossa.

La Commissione monitora, inoltre, la normazione internazionale in materia di gestione del traffico spaziale e sta elaborando un approccio dell’UE a tale riguardo, tenuto conto del suo impatto diretto sull’uso sicuro e sostenibile dello spazio extra-atmosferico e dell’importanza delle tecnologie spaziali nell’ambito degli sforzi dell’Unione a favore della sovranità tecnologica.

Il dialogo con gli Stati Uniti sul rafforzamento della cooperazione e delle azioni collaborative in seno al Consiglio per il commercio e la tecnologia (TTC) e le future discussioni sulle norme nell’ambito dei partenariati digitali pianificati con il Giappone, la Repubblica di Corea e Singapore sono buoni esempi della collaborazione dell’UE con partner internazionali in materia di normazione.
La Commissione porterà avanti il dialogo con altri paesi, come la Cina, ed esaminerà possibili ambiti di cooperazione, a sostegno del Green Deal europeo.

Per rafforzare le relazioni economiche dell’Unione con i paesi del vicinato e altre importanti regioni partner come l’Africa o l’America latina e i Caraibi, è necessario promuovere e agevolare l’adozione delle norme europee e internazionali da parte di tali paesi, nonché la loro partecipazione al processo di definizione delle stesse.

La Commissione svilupperà iniziative a tal fine, basandosi anche sui partenariati e sui progetti di cooperazione esistenti tra le organizzazioni europee di normazione e gli organismi di normazione dei paesi terzi. Sfrutterà, inoltre, la strategia “Global Gateway” per promuovere tali norme attraverso le sue attività di finanziamento delle infrastrutture.

Le norme future dovrebbero passare dal formato testuale a formati leggibili meccanicamente, che risultano più facili da usare, in particolare per le PMI. La Commissione sosterrà tale transizione.

La Commissione inviterà, inoltre, le organizzazioni europee di normazione a integrare nelle loro attività soluzioni open source, che possano fornire alle PMI soluzioni rapide di interoperabilità per l’adozione di soluzioni tecnologiche.

Le future competenze

L’utilizzo delle norme è in aumento e l’importanza della normazione per la competitività e il bene comune è indiscussa, ma la consapevolezza generale e la formazione in materia di normazione sono relativamente modeste.

Non esiste un’istruzione formale o una formazione professionale in materia di normazione.

Molte imprese dell’UE, siano esse grandi o di piccole dimensioni, non dispongono di un approccio strutturato e strategico alla normazione che ne rifletta l’importanza per le varie attività economiche, ad esempio da un punto di vista della conformità giuridica, dell’accesso al mercato o della strategia commerciale generale.

Tale aspetto è motivo di preoccupazione e trova riscontro nella difficoltà generale di assumere esperti tecnici per le attività di sviluppo della normazione. L’efficacia del sistema europeo di normazione dipende da una moltitudine di esperti provenienti dall’industria, dalle pubbliche amministrazioni, dalla società civile, dal settore della ricerca o dal mondo accademico, il cui contributo è essenziale per conseguire risultati in tutti gli aspetti critici dell’elaborazione normativa.

I buoni risultati ottenuti dal sistema europeo di normazione derivano in gran parte dagli investimenti delle imprese, delle università, degli istituti di ricerca e delle pubbliche amministrazioni. L’Europa ha bisogno dei migliori esperti in materia di normazione per perseguire con successo le proprie ambizioni a livello mondiale.

Il problema è, tuttavia, aggravato da un imminente ricambio generazionale.

Molti degli esperti che hanno lavorato nel campo della normazione negli ultimi decenni andranno in pensione, ma, al contempo, il panorama della normazione diventa sempre più complesso.

Le nuove sfide e le nuove tecnologia con campi di applicazione trasversali, quali l’intelligenza artificiale, la protezione dei dati e la cybersicurezza, renderanno necessarie nuove competenze per l’elaborazione delle norme.

Per quanto riguarda l’istruzione, l’elaborazione di appositi moduli sulla normazione nei corsi di laurea in ambito commerciale, giuridico o ingegneristico può dare un importante impulso all’ampliamento delle conoscenze e alla sensibilizzazione in materia di normazione.

La Commissione promuoverà l’organizzazione di “giornate universitarie della normazione” per sensibilizzare gli studenti e gli esponenti del mondo accademico.

Le piattaforme rivolte agli accademici attivi nell’ambito della normazione, come l’Accademia dell’UE promossa dalla Commissione, possono rappresentare un impulso all’elaborazione di moduli didattici.

Il nuovo regolamento dovrà ora essere formalmente adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima di poter entrare in vigore, dopo di che le organizzazioni europee di normazione avranno 6 mesi di tempo per attuare le modifiche concernenti la governance nei rispettivi statuti interni.