Variante Omicron, come si manifesta nei vaccinati: i sintomi più comuni

Quali sono i sintomi più comuni della variante Omicron? E come si manifesta nei vaccinati? Il nuovo studio

La variante Omicron corre in tutta Europa e nel mondo. In Italia crescono sempre di più i contagi associati a questa nuova mutazione del virus, così come gli studi e le ricerche volti ad individuarne l’origine e a capirne l’evoluzione. L’obiettivo, come avviene in questi casi, è riuscire a intercettare il manifestarsi della malattia, così da contrastare fin da subito una possibile infezione. Ma quali sono i sintomi più comuni di Omicron? E come si manifesta nei vaccinati? Ci sono differenze? Se sì, quali?

Variante Omicron, come sono cambiati i sintomi

Come è emerso dalle ultime ricerche, sembrerebbe che la perdita del gusto e dell’olfatto non sia più un sintomo comune nei casi di Covid positivi alla variante Omicron, al contrario, è diventato quasi raro.

Nel 2020, come conferma un report reso noto dall’Università di Harvard, i ricercatori del Massachusetts General Hospital e del King’s College London hanno scoperto che la perdita del gusto e dell’olfatto era il più forte sintomo “spia” del Coronavirus, sulla base dei sintomi quotidiani manifestati in 2,6 milioni di persone. Fino a poco tempo, molte persone riferivano di avere difficoltà a rilevare odori forti, come il profumo, o a gustare cibi dolci, amari o piccanti. Disturbi, questi, che andavano oltre i sintomi di diminuzione dei sensi associati al comune raffreddore.

Con l’arrivo della variante Omicron, tuttavia, il modo in cui la malattia si manifesta è cambiato (qui l’approfondimento sul sintomo che più comunemente si rivela per primo nei pazienti positivi). Stando a quanto emerso dai dati ora in possesso e al vaglio degli scienziati, questa mutazione del virus avrebbe reso meno diffusi i sintomi “tradizionalmente” associati al Covid. Ad essere diventati più comuni, invece, i sintomi simili al raffreddore, come naso che cola, starnuti e mal di gola.

Variante Omicron: come si manifesta nei vaccinati

I disturbi associati adesso alla variante Omicron hanno spinto allora i ricercatori ad una conclusione, e cioè: quest’ultima mutazione potrebbe essere meno aggressiva rispetto alle precedenti, specie se paragonata – per esempio – alla Delta (che è ancora ampiamente diffusa, qui le regioni più colpite in Italia).

Secondo gli ultimi dati dello Zoe COVID Symptom Study – che utilizza un’app per smartphone per monitorare le centinaia di migliaia di persone risultate positive, ogni giorno, in tutto il Regno Unito – meno del 20% dei positivi nelle ultime settimana ha segnalato la perdita del gusto e dell’olfatto. Nella maggior parte dei casi, infatti, il virus si è presentato con i sintomi del classico raffreddore. C’è da dire, tuttavia, che il 70% della popolazione britannica, ad oggi, ha completato il primo ciclo vaccinale (ovvero ha ricevuto almeno due dosi).

Anche dallo studio di un focolaio scoppiato a seguito di una festa di Natale in Norvegia, è emerso che solo il 23% delle persone infette da Omicron ha riportato una riduzione del gusto e il 12% ha riferito un odore ridotto. L’83% dei soggetti coinvolti, invece, ha avuto sintomi tipici dell’influenza, come tosse e mal di gola, mentre il 78% ha avuto fastidi leggeri, come semplice naso chiuso. Tuttavia, la maggior parte delle persone infette era stata già vaccinata con due dosi di un vaccino mRNA.

La sensazione che il virus si stia trasformando in una semplice influenza, dunque, potrebbe essere effetto della campagna vaccinale, una conseguenza della diffusione dei vaccini anti Covid, in grado di contrastare il degenerare della malattia.

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