Saturimetro per Covid, perché averne uno: a cosa serve, come funziona, valori e prezzi

Secondo il Cts ogni famiglia dovrebbe averne uno in casa. Strumento essenziale, che potrebbe anche salvarci la vita, ecco come funziona e quanto costa

Un saturimetro in ogni famiglia, come il termometro”. È quanto consiglia il Cts-Comitato Tecnico Scientifico di fronte alla pericolosa situazione in cui ci troviamo. Ma se avere 38 o 39 di febbre non fa un’incredibile differenza di per sé, in assenza di malattie pericolose, conoscere invece il valore di saturazione dell’ossigeno può dirci se abbiamo, ad esempio, una polmonite in corso.

Perché dovremmo avere tutti un saturimetro in casa

Ospedali in gravissima sofferenza, reparti riadattati per il Covid come si può, spesso con percorsi non abbastanza differenziati e dunque a rischio contagio, terapie intensive vicine al livello di guardia, pronto soccorso al collasso, ambulanze in fila in attesa di “scaricare” pazienti, altre che si spostano per trasferirli altrove perché lì non c’è più posto.

La seconda ondata di Covid in Italia è persino peggiore della prima, se consideriamo che medici, infermieri e personale sanitario, che chiedono il lockdown totale e immediato, sono allo stremo, sia fisico che psicologico. E che il Covid sì fa meno morti, ma è più contagioso.

Proprio per dare sollievo agli ospedali, e favorire l’autogestione a casa nei casi non gravi, evitando di ingolfare i pronto soccorso, i medici consigliano di tenere in casa un saturimetro, strumento fondamentale per misurare l’ossigenazione nel sangue e gestire tempestivamente eventuali polmoniti.

“I saturimetri sono straordinariamente utili per considerare la compromissione respiratoria anche all’inizio, con bassi livelli di saturazione dell’ossigeno” ha spiegato il presidente del Consiglio Superiore della Sanità e membro del Cts, Franco Locatelli, che preannuncia l’obiettivo del Governo di dotare tutti i medici di medicina generale e i soggetti positivi, evitando situazioni critiche dei pazienti e quindi anche l’affanno delle strutture di pronto soccorso degli ospedali.

Cos’è il saturimetro e a cosa serve

Il saturimetro serve a misurare l’ossigeno nel sangue: è utile per sapere se i polmoni riescono ad assumerne in quantità sufficiente dall’aria che respiriamo oppure no.

Viene normalmente usato nei pazienti con asma, bronchite cronica, polmoniti, e così via, e di fronte alla pandemia da Coronavirus diventa uno strumento davvero importante, che potremmo definire salva-vita, senza inutili esagerazioni.

In questo periodo può essere davvero utile per monitorare l’ossigenazione di persone positive al Covid che sviluppino febbre, tosse e nei casi più gravi mancanza di respiro, la cosiddetta dispnea.

Chiariamo che non esiste un tipo di saturimetro specifico per il Coronavirus, ma esistono i modelli classici già esistenti.

Si tratta di uno strumento semplicissimo e immediato da utilizzare, e dunque può essere impiegato con facilità anche a casa o in ufficio, e non solo in ambito medico. Inoltre, essendo non invasivo e completamente indolore, può essere utilizzato su qualsiasi tipo di paziente, inclusi neonati, bambini e anziani.

Come funziona il saturimetro

Il saturimetro presenta un piccolo spazio cavo in cui va inserito il dito per la misurazione.

Il funzionamento è molto semplice: basta accenderlo, inserire il dito fino in fondo, in modo che il led illumini la parte centrale dell’unghia, e attendere qualche secondo per la lettura della saturazione di ossigeno e la frequenza cardiaca.

Saturimetro, i valori normali e quelli di cui preoccuparsi

I valori di ossigeno nel sangue riportati sul saturimetro sono quelli indicati dalla sigla SpO2. La saturazione di ossigeno nel sangue è un indice ematico che permette di stabilire il grado di funzionalità respiratoria dell’individuo.

Quando si verifica un’anormale diminuzione dell’ossigeno contenuto nel sangue si parla di ipossiemia. Ecco come leggere i valori:

  • valori superiori al 95% sono da considerarsi normali.
  • valori inferiori al 95% sono da considerarsi anormali, e significa che si è presenza di un inizio di ipossiemia
  • valori compresi fra il 91% e il 94%: ipossiemia lieve
  • valori compresi fra l’86% e il 90%: ipossiemia moderata
  • valori uguali o inferiori all’85%: ipossiemia grave.

Se l’ossigenazione scende al disotto del 90% in soggetti con febbre elevata, tosse e mancanza di respiro bisogna contattare immediatamente i numeri di telefono regionali, oppure il numero di pubblica utilità 1500 oppure il 112.

Oltre ai valori di ossigenazione, la maggior parte dei saturimetri riporta anche la frequenza cardiaca, cioè il numero di battiti del cuore al minuto indicati con la sigla Bpm: quando leggiamo i numeri è importantissimo non confondere i due dati.

A cosa stare attenti durante la misurazione

L’uso del saturimetro non presenta rischi né tantomeno controindicazioni. Per un utilizzo efficiente è necessario prestare attenzione ad alcuni accorgimenti:

  • meglio se il dito è caldo: quindi per la misurazione è utile sfregarlo bene prima di inserirlo nel saturimetro
  • stare fermi: i movimenti possono causare alterazioni nella misurazione
  • no a unghie troppo lunghe: vanno tagliate, altrimenti il polpastrello non cade nel raggio d’azione del raggio per la misurazione
  • occhio allo smalto: gli smalti moderni non generano di solito valori più bassi, ma a detta dei medici è meglio toglierli perché, soprattutto quelli di colore scuro, rischiano di schermare le radiazioni luminose emesse dalla sonda del saturimetro e quindi dare un esito non corretto
  • no alle “unghie gel”: le unghie finte incollate su quella normali potrebbero generare falsi risultati
  • in caso di vasocostrizione periferica: in presenza di vasocostrizione periferica l’apporto di sangue alle estremità corporee (mani, piedi e dita) è ridotto e questo può dare origine ad un’errata lettura dei valori di saturazione di ossigeno
  • in caso di anemia: nei pazienti affetti da anemia un’eventuale condizione d’ipossiemia può essere nascosta e non rilevata
  • presenza di blu di metilene nel sangue: il blu di metilene è un principio attivo impiegato nel trattamento della metaemoglobinemia indotta da farmaci o agenti chimici. Se presente nel sangue può assorbire le radiazioni luminose emesse dalla sorgente del saturimetro, alterandone la lettura.

Come scegliere il saturimetro

In circolazione, in vendita in farmacia o su internet, ci sono davvero tanti modelli di saturimetri. Più o meno tutti uguali a livello di funzionalità, ma con prezzi anche molto diversi. Per acquistarli vi consigliamo di badare a questi 5 aspetti:

  • indice di perfusione: è un valore numerico che indica l’intensità della pulsazione nel punto in cui viene posizionato il sensore. Di fatto indica quando la misurazione è attendibile o meno. Per valori superiori al 4% la misurazione è ritenuta attendibile. Non tutti i saturimetri lo riportano, ma è meglio comprarne uno che lo indichi e che dia un valore maggiore del 4%, per essere sicuri che funzioni bene
  • bip sonoro: non tutti hanno il bip, ma è molto consigliato perché in base alla velocità del suono permette subito di capire se ci troviamo in una situazione di potenziale pericolo oppure no
  • Bpm: scegliete un saturimetro che misuri anche i battiti cardiaci, per maggiore sicurezza
  • prezzo: bene la caccia alla convenienza, ma occhio a ciò che comprate. Non sempre i prodotti a bassissimo costo sono realmente efficienti, anche se sembrano promettere bene, così come non sempre quelli super costosi garantiscono più sicurezza. In farmacia ad esempio è probabile che lo stesso oggetto costi un po’ di più. Idem i prodotti di marche note, a differenza invece di brand meno conosciuti, ma altrettanto affidabili
  • recensioni: un metodo utile per scegliere cosa comprare è verificare sempre le recensioni di chi ha già acquistato. Ad esempio, cercate prodotti che siano stati acquistati e recensiti da molte persone, qualche centinaio possibilmente, e che abbiamo un feedback positivo di almeno 4,5 su 5 (se comprate su Amazon).

Prezzi

Su internet i prezzi dei saturimetri partono da cifre davvero basse (persino a partire dai 6 euro) a circa 200 euro, con moltissime funzioni aggiuntive, spesso assolutamente superflue.

In base all’esperienza diretta di acquisto di QuiFinanza, possiamo dire che un buon saturimetro ha un costo di circa 25/35 euro (se acquistato su Amazon come abbiamo fatto noi).

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