L’Istat ha segnalato una nuova truffa ai danni delle imprese. Diverse di queste starebbero ricevendo una lettera in cui vengono utilizzati impropriamente il nome e il logo dell’Istituto, con la richiesta di fornire informazioni riservate.
La comunicazione è scritta correttamente e potrebbe essere facilmente scambiata per ufficiale. Per questo motivo sono stati resi noti tutti i dettagli per riconoscere il raggiro.
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Come riconoscere la falsa lettera Istat inviata alle imprese
La finta lettera cita un presunto “studio riguardante le relazioni economiche nazionali e internazionali” e, per questo motivo, chiede ai destinatari (e potenziali vittime) una serie di informazioni aziendali a fini statistici. Canali e veste grafica sembrano quelli istituzionali, ma la ricerca statistica in questione non esiste. L’Istat, con un messaggio pubblicato sul proprio sito, ha chiarito che la missiva in circolazione e è falsa e ha già provveduto a denunciare il caso alle autorità competenti.
Nel caso delle imprese, una richiesta di dati statistici può non apparire immediatamente anomala. Le aziende sono infatti spesso coinvolte in rilevazioni, censimenti e indagini promossi da istituzioni pubbliche. Di conseguenza, davanti a una richiesta inattesa non bisogna limitarsi a valutare se il documento sembra vero, ma assicurarsi che si tratti di un’iniziativa ufficiale ed effettivamente promossa dall’ente (per esempio verificando direttamente sui canali ufficiali).
In questo caso, nella home page del sito Istat, sono stati prontamente segnalati intestazione, contenuto e tipo di comunicazione.
Cosa fare se arriva la lettera
L’Istituto, nell’avviso dove metteva in guardia sulla truffa, ha invitato espressamente coloro che hanno ricevuto la falsa comunicazione a:
- non rispondere;
- non utilizzare i recapiti presenti nella lettera per chiedere conferma dell’autenticità in caso si altre lettere sospette. Se la comunicazione è stata falsificata, infatti, anche il numero di telefono, l’indirizzo email o altri contatti indicati potrebbero essere utilizzati per mantenere la truffa in piedi.
In questi casi, la verifica deve invece avvenire attraverso un canale ufficiale dell’Istat e, qualora ci fossero dubbi sulla veridicità della comunicazione ricevuta, chiamare il numero unico 1510.
Frode Istat, cosa deve fare chi ha erroneamente risposto
Le imprese che hanno risposto e condiviso dati aziendali con soggetti non autorizzati sono tenute a intervenire tempestivamente se vogliono limitare i rischi di sicurezza. La prima cosa da fare è interrompere qualsiasi ulteriore flusso di informazioni, mettere in sicurezza l’infrastruttura informatica e attivare le procedure di segnalazione previste dalle autorità.
Una volta bloccati i contatti, evitando anche di rispondere a eventuali solleciti telefonici o telematici successivi, è importante verificare con precisione quali informazioni sono state inviate (dati anagrafici dei responsabili, dettagli societari, organigrammi o dati economici) per comprendere il livello di esposizione dell’azienda.
In contemporanea bisogna avvisare il personale amministrativo e It, per monitorare con attenzione nei giorni e nelle settimane successive:
- la ricezione di nuove comunicazioni anomale;
- eventuali accessi ai sistemi aziendali, così da prevenire eventuali attacchi successivi basati sui dati sottratti.
L’accaduto può essere segnalato all’Istituto attraverso il numero unico 1510 per ottenere supporto, ma è ancora più consigliato denunciare direttamente alla polizia postale per denunciare il tentativo di frode e capire come muoversi.