Si sta diffondendo una truffa via sms che punta a convincere la vittima di aver preso una multa stradale. La comunicazione appare ufficiale, e contiene link a siti del tutto simili al sistema di notifica istituzionale Send e a PagoPa, la piattaforma di pagamenti della pubblica amministrazione.
Si tratta però di siti falsi, fatti proprio per convincere la vittima a fidarsi e a inserire, nella pagina finale, i dettagli della propria carta di credito e le generalità, come nome, cognome, indirizzo e codice fiscale. A quel punto, il truffatore può clonare e utilizzare a proprio piacimento la carta, oltre a vendere i dati sottratti.
Indice
Come funziona la truffa delle false multe
L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha diffuso un avviso che riguarda le truffe delle false multe via sms. Si tratta, a tutti gli effetti, di un attacco informatico di phishing attraverso messaggi telefonici. Questi attacchi non prevedono hacking vero e proprio, ma operazioni di cosiddetta ingegneria sociale, in cui si convince la vittima a consegnare dati sensibili volontariamente attraverso l’inganno.
La truffa inizia con un sms che sembra provenire dal proprio Comune di residenza. Qui si avvisa che è necessario pagare una multa per un’infrazione stradale. Il messaggio contiene un link, che porta a una pagina del tutto simile a quella di Send, il sistema di notifiche istituzionale, e che utilizza le grafiche di PagoPa, altra piattaforma statale, dedicata ai pagamenti.
La finta pagina della violazione del codice della strada
Ma la pagina che spesso convince di più le vittime è quella successiva. Qui la multa stradale viene descritta in maniera precisa, con dettagli come l’importo della sanzione, le spese di notifica o l’importo dovuto se la multa viene pagata entro 5 giorni.
A contribuire a far sembrare la sanzione ancora più efficace ci sono anche dettagli dell’infrazione, come la velocità rilevata, il margine di tolleranza applicato, il limite consentito e di quanto questo limite sarebbe stato superato. Tutte informazioni che contribuiscono a dare credibilità alla comunicazione, che però è una truffa.
La pagina finale, che clona la carta di credito
Si arriva quindi al pagamento. Anche in questo caso, la pagina che si presenta all’utente appare del tutto ufficiale. Sono presenti spazi per inserire le proprie generalità e soprattutto il numero e i codici della carta di credito o di debito.
Non si tratta, però, di una finestra per il pagamento, ma di un sito appositamente creato per raccogliere i numeri della carta e conservarli in un database, a disposizione del truffatore.
Come difendersi dalla truffa delle false multe
L’Acn dà però anche alcuni consigli su come difendersi da questo tipo di truffe. Il primo è quello di diffidare da messaggi di questo tipo, che mettono fretta a chi li riceve, e in generale di non utilizzare mai link che arrivano per sms. È infatti rarissimo che un’istituzione o un’azienda mandi link sensibili attraverso questo mezzo.
Un altro mezzo di difesa è verificare il dominio del sito, vale a dire il suo indirizzo come appare nella barra in alto del browser. Il dominio deve essere identico a quello dei siti ufficiali, non soltanto simile. Se si arriva a inserire i propri dati, è infine il caso di contattare la propria banca, in modo da bloccare la carta compromessa.