Vacanze e sostenibilità, ecco cosa pensano gli italiani

Coinvolgendo un campione di 40mila persone, l'app Junker ha condotto un sondaggio per scoprire il rapporto tra italiani e vacanze sostenibili, ecco i risultati

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Matteo Paolini

Giornalista pubblicista

Nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti. Dal 2015 lavora come giornalista freelance occupandosi di tematiche ambientali.

L’ambiente è una delle cose più importanti che abbiamo e dobbiamo fare del nostro meglio per proteggerlo. La sostenibilità è una parola chiave per questo sforzo e sta guadagnando sempre più popolarità. Se vogliamo fare davvero la differenza, dobbiamo concentrarci sulla sostenibilità e fare in modo che sia una priorità per tutti.

Ci piace pensare alle nostre vacanze come a un momento di relax e di libertà dalle preoccupazioni quotidiane. Ma cosa significa davvero fare una vacanza sostenibile? Mentre la sostenibilità è spesso associata all’ambiente, in realtà è un concetto molto più ampio. La sostenibilità si riferisce alla capacità di un sistema di mantenersi in equilibrio nel tempo. In altre parole, è la capacità di soddisfare le nostre attuali necessità senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare le proprie. Quando pianifichiamo le nostre vacanze, quindi, dovremmo tenere conto di tutti i tre aspetti della sostenibilità: ambientale, economico e sociale. Ad esempio, possiamo cercare di ridurre il nostro impatto ambientale scegliendo alloggi e mezzi di trasporto eco-compatibili, e optando per attività che non prevedano l’uso eccessivo di energia o di risorse naturali. D’altra parte, possiamo contribuire allo sviluppo economico sostenibile delle destinazioni che visitiamo, facendo acquisti da imprese locali e contribuendo al turismo socialmente responsabile.

Il sondaggio

L’app Junker ha recentemente sondato la sua community di oltre due milioni di utenti in Italia, scoprendo che c’è un grande divario tra le buone intenzioni e i fatti quando si tratta di riciclare e sostenere l’economia circolare. Non è solo colpa degli utenti, ma anche delle infrastrutture e dei sistemi in atto. Junker invita tutti a fare la propria parte per migliorare la situazione e rendere il pianeta più sostenibile per le generazioni future.

Vediamo innanzitutto il campione: 10.625 hanno completato il sondaggio, di cui il 59% donne. Le fasce d’età sono così distribuite: 4,3% fino ai 25 anni (per il tipo di domande il questionario era destinato a un target adulto, decisore e con capacità di spesa), 23% 26-45 anni, 53% da 46 a 65 anni e infine 19% over 65. Quest’ultimo dato è molto interessante perché, mentre dai giovanissimi ci si aspettano scelte più sostenibili anche in tema di viaggi, il target maturo era totalmente inesplorato.

Ben l’86,5% sostiene che il suo impegno per la sostenibilità prosegue anche in vacanza. Ci sono però risultati sorprendenti in relazione a questa importante affermazione iniziale.

Host e strutture ricettive

Se andiamo ad approfondire, ad esempio, il tema dell’alloggio, che è l’aspetto su cui si concentra maggiormente il sondaggio della piattaforma, il 63% dei rispondenti, circa 6700, è pronto a tenere in considerazione la sostenibilità dell’alloggio nella scelta per le proprie vacanze. Di questi, il 38,8% sarebbe disposto addirittura a pagare un 5-10% in più per alloggi realmente sostenibili. Poi però il 40,9% del target non sa rispondere alla domanda se effettivamente la struttura ricettiva presso cui ha alloggiato fosse o meno ecosostenibile.

Ma cosa si aspettano da una struttura che si definisce ecosostenibile? In primis, bidoni per la differenziata (86,4%), poi l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile (65,9%) e regolatori di flusso per i rubinetti (45%). Meno considerati i prodotti sfusi/km zero offerti durante i pasti (32,3%) e i dispenser per shampoo, sapone, etc. (29,5%).

Il campione di annunci mostra che solo il 10,8% di essi contiene informazioni sulla sostenibilità, mentre ben il 44% li menziona raramente o mai. Questo significa che la sostenibilità non è ancora un driver dell’offerta di alloggi, a differenza dei prodotti di largo consumo. La sostenibilità dovrebbe essere percepita come un fattore di competitività nella vendita dei soggiorni, in modo da incentivare maggiormente gli operatori del settore ad adottare pratiche più sostenibili.

E quella piccola percentuale di annunci (10%) che menziona elementi di sostenibilità, ha mantenuto la selling proposition? Circa il 35% dei rispondenti afferma che l’annuncio rispecchia effettivamente le reali condizioni della struttura, mentre il 63% dice solo in parte.

Quindi sembra proprio che, anche ove sia considerata dagli host come fattore competitivo, la sostenibilità sia per oltre metà delle volte niente altro che greenwashing.

Le certificazioni

Gli host seriamente impegnati nella sostenibilità sono anche raccolti sotto certificazioni turistiche green e in piattaforme a dichiarata vocazione green. Gli italiani le conoscono?

Ben il 42,7% non conosceva nessuna delle certificazioni proposte (tra queste, Legambiente Turismo, Associazione Italiana Turismo Responsabile, Eco Bio Turismo Icea e Travelife).

La sostenibilità viene presa in considerazione quando si tratta di prenotare?

E quella parte del campione che invece non considera la sostenibilità dell’alloggio un fattore rilevante? Sono quasi 4mila (3939 per la precisione) e il 69,2% di loro si concentra soprattutto sulla praticità/economicità dell’alloggio. Il 55% afferma di non considerare il criterio della sostenibilità perché è oggettivamente difficile trovare alloggi che possano essere riconosciuti e definiti come sostenibili.

Concludiamo con il “dato della speranza”: l’88% delle persone intervistate hanno concordato che la sostenibilità dovrebbe essere uno standard generalmente valido per tutte le strutture ricettive. Inoltre, il 75,8% ha dichiarato di aver provato disagio quando non è stato possibile fare la raccolta differenziata nella struttura in cui alloggiava. Questi dati dimostrano che c’è ancora molto lavoro da fare per rendere le strutture ricettive più sostenibili. Tuttavia, è incoraggiante vedere che la maggioranza delle persone ritiene che la sostenibilità sia importante.