Credito al 90% per gli esodati di Transizione 5.0, dall’anno prossimo iperammortamento

La transizione digitale ed energetica non sarà più finanziata attraverso credito d'imposta ma con un sistema di iperammortamento

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Con il Decreto Legge n. 38 del 27 marzo e successive modifiche il Governo aveva confermato il sostegno alle imprese che hanno aderito al Piano Transizione 5.0. Il credito d’imposta che inizialmente avrebbe coperto solo il 35% degli investimenti degli esodati oggi è confermato per circa il 90% dell’importo teorico spettante. Con un avviso del Ministero delle Imprese e del Made in Italy si chiude così una fase complessa del programma ma restano alcune criticità.

Cosa finanzia il Piano Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 nasce nel 2024 nell’ambito del Pnrr sulla scia del precedente Industria 4.0, con l’obiettivo di accompagnare le imprese in un processo di doppia trasformazione, digitale ed energetica.

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta proporzionale agli investimenti effettuati nel biennio 2024-2025, concordato a condizione che venisse dimostrato un miglioramento dell’efficienza energetica della struttura o dei processi produttivi. La misura è stata resa operativa come incentivo “automatico”, accessibile tramite piattaforma Gse, basata sul principio della prenotazione delle risorse.

Come si sono creati gli esodati e come vengono gestiti

Fin dall’avvio, il piano ha seguito una logica precisa: chi arriva prima accede ai fondi fino a esaurimento della dotazione disponibile. Un modello che, nella pratica, ha prodotto come effetto immediato:

  • una forte accelerazione delle domande;
  • un rapido esaurimento delle risorse;
  • l’esclusione progressiva delle imprese in coda.

Con l’aumento delle richieste nel 2025, il sistema entra in crisi perché le domande hanno superato ampiamente le risorse disponibili e una parte delle imprese, pur avendo i requisiti, è rimasta esclusa.

Nascono così gli “esodati”: aziende con progetti approvati o potenzialmente ammissibili non finanziati per esaurimento del budget. Secondo la stima di Golden Group si parla di circa 7.400 imprese escluse, su un totale di oltre 20.000 domande presentate.

Inizialmente si prova a venire incontro agli idonei riconoscendo un credito pari al 35% del valore teorico spettante. Una decisione che ha generato forti reazioni da parte del mondo produttivo.

Poche settimane dopo arriva la svolta: il credito viene rialzato a circa 89,77%, riportandosi quasi al livello pieno dell’agevolazione. Una revisione che è stata possibile grazie a:

  • una riallocazione di risorse non utilizzate;
  • la rimodulazione interna dei fondi Pnrr;
  • interventi correttivi su altri capitoli di spesa.

Da un incentivo sul credito d’imposta a uno di iperammortamento

L’esperienza negativa legata al meccanismo di incentivazione attraverso credito d’imposta sta portando il Governo a valutare un sistema diverso, basato sull’iperammortamento.

In questa tabella riassumiamo le differenze tra i due metodi:

Credito d’imposta Iperammortamento
Garantisce uno sconto immediato sulle imposte dovute Deducibilità dei costi diluita nel tempo
Garantisce un utilizzo tramite compensazione fiscale Riduzione dell’imponibile negli anni
Dipende da fondi pubblici limitati Assenza di meccanismi a ‘collo di bottiglia’
Beneficio rapido ma soggetto a esaurimento risorse Beneficio più stabile ma distribuito su un periodo più lungo

Una fase di transizione tra due modelli

È importante chiarire che le aziende non stanno attraversando una vera fase di transizione. Il Piano resta infatti attivo esclusivamente per la gestione e la chiusura degli investimenti già avviati tra il 2024 e il 2025, con la relativa erogazione del credito d’imposta fino alla conclusione delle pratiche e nei termini previsti.

Il Governo sta ridisegnando il sistema degli incentivi per i nuovi investimenti futuri, orientandosi verso l’iper-ammortamento. Questo passaggio non segna una sovrapposizione di strumenti, ma un cambiamento del modello di politica industriale, con l’obiettivo di ridurre le criticità emerse nella gestione degli incentivi a sportello.