Perché l’Italia deve piantare 230 milioni di alberi

Nel suo nuovo position paper, ASvis fa il punto sulle politiche nazionali e gli indirizzi della Commissione europea relative al Goal 11 dell'Agenda 2030 dell'ONU

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Matteo Paolini

Giornalista pubblicista

Nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti. Dal 2015 lavora come giornalista freelance occupandosi di tematiche ambientali.

ASvis, l’Alleanza italiana per lo Sviluppo sostenibile, ha pubblicato il suo ultimo position paper intitolato: “Infrastrutture verdi urbane e periurbane”. Il documento è una sorta di road map incentrata sul Goal 11 “Città e Comunità sostenibili” dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità per lo sviluppo sostenibile. Il documento di ASvis ha lo scopo di ricostruire lo stato dell’arte dei provvedimenti presi a livello nazionale ed europeo in materia di verde urbano e capire come questi possono contribuire alle politiche di sostenibilità dei territori.

Grazie al suo position paper, ASvis svela le opportunità e i ritardi per il raggiungimento degli obiettivi, ad esempio l’Italia ha bisogno di piantare circa 230 milioni di alberi nei prossimi 8 anni, e le città possono giocare la loro parte fondamentale. La cifra indicata è molto alta, se si considera che, nel PNRR italiano è stato programmato di piantare solo 6,6 milioni di alberi. Va però detto che il PNRR italiano contempla solo le aree urbane e periurbane e conta di raggiungere tale cifra entro il 2024.

Gli alberi sono alleati fondamentali nella lotta all’assorbimento di CO2 e contro le emissioni che causano i cambiamenti climatici. Secondo ASvis sono necessari un censimento, una legge e un programma d’azione, senza i quali l’Italia non riuscirà a raggiungere gli obiettivi prefissati dalle Nazioni Unite.

Nel documento “Infrastrutture verdi urbane e periurbane”, ASvis sottolinea come nell’Agenda 2030, ogni Stato membro, tra questi anche l’Italia, è chiamato a contribuire all’obiettivo europeo che prevede di piantare 3 miliardi di alberi entro il 2030. Al fine di consentire a tutte le organizzazioni di impegnarsi e registrare e mappare i nuovi alberi piantati, lo scorso dicembre, la Commissione europea, in associazione con l’Agenzia europea per l’ambiente (AEA), ha pubblicato uno strumento per raccogliere tutti i dati, il MapMyTree.

ASvis sottolinea come la nuova Strategia forestale europea dia molta importanza al tema delle infrastrutture verdi nelle aree urbane e periurbane perché, come si può leggere nel documento, “riducono l’inquinamento atmosferico, idrico e acustico, proteggono da inondazioni, siccità e ondate di calore e conservano il legame tra l’uomo e la natura”.

I Target del Goal 11 dell’Agenda 2030

Come anticipato a inizio articolo, il Goal 11 del programma d’azione per lo sviluppo sostenibile è incentrato sulle “Città e Comunità sostenibili. Nel dettaglio ecco quali sono i differenti Target:

  1. Entro il 2030, garantire a tutti l’accesso ad un alloggio e a servizi di base adeguati, sicuri e convenienti e l’ammodernamento dei quartieri poveri
  2. Entro il 2030, fornire l’accesso a sistemi di trasporto sicuri, sostenibili, e convenienti per tutti, migliorare la sicurezza stradale, in particolare ampliando i mezzi pubblici, con particolare attenzione alle esigenze di chi è in situazioni vulnerabili, alle donne, ai bambini, alle persone con disabilità e agli anziani
  3. Entro il 2030, aumentare l’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità di pianificazione e gestione partecipata e integrata dell’insediamento umano in tutti i paesi
  4. Rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo
  5. Entro il 2030, ridurre in modo significativo il numero di morti e il numero di persone colpite da calamità, compresi i disastri provocati dall’acqua, e ridurre sostanzialmente le perdite economiche dirette rispetto al prodotto interno lordo globale, con una particolare attenzione alla protezione dei poveri e delle persone in situazioni di vulnerabilità
  6. Entro il 2030, ridurre l’impatto ambientale negativo pro capite delle città, in particolare riguardo alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti
  7. Entro il 2030, fornire l’accesso universale a spazi verdi pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per le donne e i bambini, gli anziani e le persone con disabilità

I suggerimenti di policy e azioni necessarie secondo ASvis

ASvis, nel suo position paper sottolinea come le politiche previste e gli strumenti che a oggi sono stati messi in campo dall’Italia, vanno sicuramente nella direzione auspicata dal Target 11.7 dell’Agenda ONU 2030. Infatti, è stato previsto di incrementare le dotazioni di verde pubblico delle città italiane che, al momento, sono spesso scarse. Questo produrrà numerosi benefici sia per la salute dell’ambiente e sia per quella delle persone.

L’ASvis, tuttavia ritiene che i finanziamenti dovrebbero essere estesi a tutti i Comuni ed enti territoriali italiani. Infatti, al momento, tali finanziamenti sono previsti solo per le Città metropolitane ed è inoltre necessario sostenere politiche ambientali di incremento del capitale naturale delle città con una pianificazione specifica per il verde. Questo con lo scopo di accompagnare il reperimento e la manutenzione delle infrastrutture verdi di qualità, a garanzia della loro sostenibilità nel tempo e di un uso efficiente del denaro pubblico.

Secondo ASvis, l’obiettivo di piantare milioni di alberi, non è raggiungibile se non è accompagnato da una pianificazione attenta e specifica dell’intera filiera, come ad esempio i produttori e i vivaisti, e dallo stanziamento di risorse economiche e professionali adeguate. È inoltre necessario investire maggiormente sugli aspetti culturali e sulla promozione di stili di vita sani, con campagne di sensibilizzazione pubblica sul valore degli spazi verdi per un welfare del benessere.