Cessare un’attività, adempimenti e casistiche. La guida

Fisco 7Di questi tempi sono molte le piccole e medie imprese, individuali e societarie, che si trovano in difficoltà e che spesso cercano di proseguire la loro attività, pur in perdita, sperando in un futuro migliore. Mantenere aperta un’impresa a tutti i costi non è, si sa, proficuo e quindi alla fine ci si rassegna alla chiusura.
Ma come si cancella un’attività?

Impresa
L’impresa individuale è iscritta al Registro Imprese e pertanto deve concludere la sua esistenza tramite la presentazione, da parte di un professionista incaricato o del titolare stesso, di una pratica ComUnica; in questo modo può cessare l’attività presso tutti gli Enti cui è iscritta: Agenzia Entrate (mod. AA9/12 o AA7/10 per le società), Inps (commerciante e artigiano), Inps DM per eventuali dipendenti e Inail.
Se l’attività lo prevede, dev’essere presentata contestuale SCIA di cessazione.
L’adempimento va effettuato entro i 30 giorni dalla data effettiva di cessazione a un costo di 17,50 euro per imposta di bollo.
Il diritto annuale non è dovuto se l’impresa ha cessato l’attività e presenta la domanda di cancellazione entro il 30 gennaio dell’anno successivo.

Per quanto riguarda gli adempimenti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate:

  • se l’ex imprenditore intende chiudere la partita IVA va compilato il modello AA9/12 (a AA7/10 per le società) di cessazione;
  • in caso di cancellazione per decesso del titolare con chiusura della partita IVA senza prosecuzione attività, nel modello AA9/12 (o AA7/10) va compilato anche il quadro D per la carica di erede;
  • in caso di mantenimento della partita IVA con variazione attività, oltre a modificare il codice attività e/o le attività secondarie, si compilano i quadri A, B con l’indicazione del nuovo codice attività, C e G per le modifiche relative alle attività secondarie;
  • in caso di cancellazione per decesso del titolare con mantenimento della partita IVA e prosecuzione dell’attività da parte degli eredi, non si comunica nulla all’Agenzia delle Entrate.
    È il soggetto subentrante che nella sua pratica di iscrizione indica nel quadro E la partita IVA del soggetto deceduto. In questo modo ci sarà l’apertura della partita IVA per la comunione ereditaria e l’automatica cancellazione della partita IVA del soggetto deceduto.

Professionista
Molto più semplice la cancellazione dell’attività da parte del professionista o del
soggetto persona fisica non iscritto al Registro Imprese.
In questo caso è sufficiente la compilazione del solo modello AA9/12 da inviare all’Agenzia delle Entrate entro i 30 giorni successivi la data di effettiva cessazione.

Sanzioni
Se non viene rispettato il termine dei 30 giorni, si applicano sanzioni a carico del soggetto interessato.

Sanzioni Registro Imprese
Tali sanzioni, in forza dell’articolo 5 della Legge 24 novembre 1981, n. 689 si applicano a ciascuno dei soggetti tenuti a comunicare una variazione al R.I.
La sanzione viene applicata al titolare dell’impresa individuale o ai soggetti interessati in caso di società o cooperative.
L’Ufficio del Registro Imprese, in quanto autorità competente alla contestazione della violazione, invita i soggetti sanzionabili ad effettuare il pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo o, se più favorevole, al doppio del minimo della sanzione per ciascuno dei soggetti obbligati alla domanda.
Il pagamento in forma ridotta deve essere effettuato entro 60 giorni dalla notifica del verbale di accertamento, utilizzando il modello F23. Entro lo stesso termine devono essere pagate le spese del procedimento per ciascun verbale notificato.
Per le imprese individuali, la sanzione applicata va da un minimo di 10,00 euro a un massimo di 516,00 euro.

Sanzioni Agenzia Entrate
Anche la comunicazione di chiusura partita IVA deve essere eseguita entro 30 giorni dalla cessazione.
Ad oggi l’omessa comunicazione di cessazione dell’attività è punita con una sanzione che va da un minimo di 516 euro ad un massimo di 2.065 euro.
Tuttavia, il contribuente può sanare l’omissione ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso nelle sue diverse forme (così come previste in seguito alla riforma del sistema sanzionatorio disposta dal D.Lgs. n. 158/2015 a decorrere dal 1° gennaio 2016 con l’applicazione del favor rei), quali:

  • Ravvedimento sprint: sanzione pari a 0,1% per ogni giorno di ritardo fino al 14° giorno. In tal caso, dunque, la sanzione massima applicabile è dell’1,4% (0,1% x 14 giorni di ritardo);
  • Ravvedimento breve: sanzione pari a 1,5% se il versamento è eseguito entro 30 giorni dalla violazione;
  • Ravvedimento intermedio: sanzione pari a 1,67% se il versamento è eseguito entro 90 giorni dalla violazione;
  • Ravvedimento lungo: sanzione pari a 3,75% se il versamento è eseguito dal 91° giorno successivo la violazione ma entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, se non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;
  • Ravvedimento ultrannuale (solo per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate): sanzione pari a 4,29% se il versamento è eseguito entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, se non è prevista dichiarazione periodica, entro 2 anni dall’omissione o dall’errore;
  • Ravvedimento lunghissimo (solo per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate): sanzione pari al 5% se il versamento è eseguito oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, se non è prevista dichiarazione periodica, oltre 2 anni dall’omissione o dall’errore.
    La sanzione è da versarsi con modello F24, codice tributo 8911.

Si ricorda che l’effettuazione del versamento tardivo nelle forme descritte sostituisce la presentazione della dichiarazione di cui all’articolo 35 del DPR n. 633 del 1972 (Risoluzione n. 93/E/2011).

La chiusura d’ufficio da parte dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate, sulla base dei dati e degli elementi in possesso dell’anagrafe tributaria, individua i soggetti titolari di partita IVA che, pur obbligati, non hanno presentato la dichiarazione di cessazione di attività e comunica agli stessi che provvederà alla cessazione d’ufficio della partita IVA, con l’invito al pagamento della sanzione, ridotta ad un terzo (172 euro).
Il contribuente che rileva eventuali elementi non considerati o valutati erroneamente può fornire i chiarimenti necessari all’Agenzia delle Entrate entro i trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione.
Per i contribuenti che non forniscono motivazioni valide, l’Agenzia procede d’ufficio alla cessazione della partita IVA ed all’iscrizione a ruolo della sanzione prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione di cessazione di attività.

Rita Martin – Centro Studi CGN

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