Scadenze fiscali, rivisto e corretto il calendario 2024. Cosa cambia per i contribuenti

Modificate le scadenze fiscali 2024: cambia il calendario degli adempimenti tributari che devono rispettare quest'anno i contribuenti

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista economico-finanziario

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

L’obiettivo che si è posto il Governo è quello di semplificare gli adempimenti fiscali. Un compito non facile, soprattutto per quello che riguarda le scadenze fiscali. Il calendario degli appuntamenti da tenere a mente nel 2024 cambia di nuovo e i contribuenti devono mettere in conto un nuovo calendario per gestire i pagamenti.

Ad introdurre le novità è il decreto correttivo che è stato approvato lo scorso 20 giugno 2024 direttamente in Consiglio dei Ministri. In questi giorni hanno preso il via i lavori delle Commissioni competenti di Camera e Senato, che vanno a modificare quanto è stato previsto dal Decreto Legislativo n. 1/2024. Questo nuovo documento è particolarmente importante perché è il primo che è stato redatto nel 2024 e contiene al suo interno delle novità che riguardano gli adempimenti tributari.

Le modifiche alle scadenze fiscali interessano trasversalmente vari appuntamenti che si susseguono nel corso dell’anno, che vanno la dichiarazione dei redditi 2024 e arrivano fino ai versamenti periodici Iva. L’obiettivo è quello di ottimizzare il calendario, sul quale andranno ad impattare le varie novità introdotte dalla riforma fiscale, prima tra tutte il concordato preventivo biennale.

Scadenze fiscali 2024, cambiano termini di invio della dichiarazione dei redditi

Sicuramente la novità più importante da tenere a mente sono quelle relative alla dichiarazione dei redditi 2024. Il Decreto Legislativo n. 1/2024 aveva fissato il termine ultimo per inviarla il 30 settembre, scadenza rinviata dal Decreto n. 13/2024 al 15 ottobre. Ma anche questo termine potrebbe venire cancellato e la scadenza fiscale potrebbe slittare nuovamente.

Il Modello Redditi PF, che viene utilizzato per effettuare la dichiarazione dei redditi da quanti sono titolari di una partita Iva, deve essere presentato entro il 31 ottobre 2024.

Non trova conferma, anzi viene sonoramente smontata, l’anticipazione che prevedeva una scadenza unica per tutti i contribuenti. Rimarrà in piedi, invece, un calendario differenziato, che in qualche modo risulterà essere condizionato dai tempi di adesione al concordato preventivo biennale.

Novità in arrivo anche per i soggetti Ires: i termini per la presentazione delle dichiarazioni vengano spostati all’ultimo giorno del decimo mese successivo rispetto a quello di chiusura del periodo d’imposta.

Cambiano anche le date di avvio delle dichiarazioni dei redditi Ires ed Irpef: la stagione partirà ufficialmente il 15 aprile dell’anno successivo rispetto al periodo d’imposta. Siamo davanti ad un rinvio di quindici giorni rispetto a quanto è stato previsto all’interno dell’articolo 11, comma 3 del Decreto Legislativo n. 1/2024.

Entro la stessa deadline verranno messi a disposizione i software attraverso i quali si potrà provvedere a compilare gli Isa oltre a quelli che sono necessari per l’elaborazione della proposta di concordato preventivo a decorrere dal 2025.

Scadenze fiscali, cambiano le date dei versamenti Iva

Modifiche in vista anche per le scadenze fiscali relative al versamento dell’Iva periodica. Per quanto riguarda l’imposta dovuta nel mese di dicembre è necessario effettuare il versamento entro il 16 gennaio dell’anno successivo.

Andando a modificare direttamente quando previsto dall’articolo 1, comma 4 del Dpr n. 100/1998 viene introdotto un calendario differenziato, che viene determinato dall’importo che il singolo soggetto deve versare. I contribuenti che hanno optato per versare l’Iva periodica il 16 di ogni mese, nel caso in cui debbano versare meno di 100 euro, possono posticipare il versamento al mese successivo, quando verranno versate due mensilità. Ricordiamo che, invece, il Decreto Semplificazione aveva previsto l’obbligo di versare quanto dovuto indipendentemente dalle somme.

Il decreto correttivo, che attualmente è al vaglio delle Commissioni, sostanzialmente va a ripristinare la situazione che era stata prevista in precedenza: il versamento relativo al mese di dicembre deve essere sempre effettuato entro il 16 gennaio dell’anno successivo.

Da segnalare qualche novità sulle scadenze fiscali anche per i cosiddetti contribuenti minori, che hanno optato per il versamento dell’Iva a cadenza trimestrale. In questo caso l’imposta sul valore aggiunto deve essere effettuata entro il 16 del secondo mese successivo rispetto ai primi tre trimestri solari dell’anno. Nel caso in cui l’Iva dovesse essere inferiore a 100 euro, il versamento potrà essere effettuato insieme a quello del trimestre successivo. Ad ogni modo non si potrà andare oltre il 16 novembre dello stesso anno.

Le scadenze fiscali delle CU autonomi

Definite anche le scadenze fiscali relative alla certificazione unica che contiene al suo interno i redditi da lavoro autonomo.

È stato sostanzialmente superato il problema che si è venuto a generare nel corso di quest’anno e che è stato messo in risalto dall’avvio della dichiarazione precompilata per i titolari di partita Iva. Lo schema di decreto correttivo, che è stato approvato il 20 giugno 2024, chiarisce che dal 2025 le certificazioni uniche dei lavoratori autonomi possano essere trasmesse entro il 31 marzo. Cancellata dalle scadenze fiscali la deadline del 31 ottobre.

Cassetto fiscale e trasmissione dei corrispettivi

Alcune novità introdotte dal decreto correttivo non andranno ad impattare esclusivamente sulle scadenze fiscali. Tra le novità più importanti ricordiamo un nuovo obbligo a cui è sottoposta l’Agenzia delle Entrate, che dovrà mettere a disposizione dei contribuenti, all’interno di un’apposita area riservata, i servizi digitali necessari per la consultazione e l’acquisizione dei vari dati. Ma non solo: i contribuenti dovranno poter consultare liberamente gli atti e le comunicazioni che li riguardano e che vengono gestite direttamente dall’Agenzia delle Entrate, comprese le eventuali cartelle esattoriali.

Un’ultima modifica, infine, andrà ad impattare direttamente sulla memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi. I diretti interessati avranno la possibilità di memorizzarli utilizzando un software che garantisce la sicurezza e l’inalterabilità dei dati.

In sintesi

Le scadenze fiscali vengono nuovamente modificate. Le novità interessano trasversalmente un po’ tutti i contribuenti, perché sono previsti dei cambiamenti nelle scadenze per il versamento dell’Iva e per la dichiarazione dei redditi.

Sostanzialmente l’esecutivo ha messo nuovamente mano al calendario tributario.