Ecobonus, come funziona la cessione del credito: le indicazioni dell’Agenzia

Con l'interpello 255, l'AE ha chiarito come e quando è possibile cedere ai fornitori il credito fiscale frutto dell'Ecobonus

Le aziende che, nell’ambito dell’esecuzione di lavori di ristrutturazione edile (Ecobonus), hanno accettato la cessione del credito all’interno di un’operazione di “sconto in fattura“, possono a loro volta cedere l’agevolazione fiscale ai loro fornitori tramite la piattaforma online messa a disposizione dell’Agenzia delle Entrate. Ed è la stessa Agenzia a confermare questa possibilità, descrivendo anche come sia possibile effettuare la cessione del credito dal sito web.

Nell’interpello 255 del 7 agosto 2020, l’AdE fornisce un chiarimento sulle possibilità di poter cedere il credito d’imposta ottenuto con lavori di adeguamento energetico di varie abitazioni. In particolare, l’azienda si era occupata dell’installazione di impianti fotovoltaici su vari immobili e aveva accettato la cessione del credito, sotto forma di “sconto in fattura”, da parte dei proprietari di abitazioni e appartamenti. La Legge di Bilancio 2020 (nello specifico l’articolo 1, comma 176, della legge n. 160 del 27 dicembre 2019) ha però eliminato la possibilità di cessione del credito e sconto in fattura, complicando così “i piani” dell’azienda edile.

Come usare il credito d’imposta Ecobonus: la spiegazione dell’Agenzia

Nella risposta, i tecnici dell’Agenzia delle Entrate fanno riferimento al “Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, prot. n. 660057 del 31 luglio 2019”, nel quale vengono spiegate le modalità operative attraverso le quali è possibile cedere nuovamente il credito d’imposta ottenuto tramite “sconto in fattura”. Infatti, nonostante questa possibiltà sia stata abrogata, l’azienda ha eseguito i lavori nel 2019 e, spiega l’Agenzia, può dunque cedere i propri crediti ai fornitori.

Nell’interpello, l’AdE indica anche quali sono le tappe (e la relativa procedura) che l’azienda dovrebbe seguire per la cessione. Secondo il punto 5.3 del già citato Provvedimento, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese l’azienda deve comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare dei crediti derivanti dall’Ecobonus.

Una volta che l’AdE ha calcolato il totale dei crediti, la cifra verrà pubblicata all’interno del Cassetto fiscale dell’azienda, che potrà così visualizzarli e scegliere cosa farne. Dal 20 marzo, infatti, l’impresa potrà indicare come verrà impiegato il credito d’imposta, scegliendo se cederlo nuovamente ai fornitori o utilizzarlo in compensazione in 10 rate annuali di pari importo.

Cessione credito d’imposta ecobonus: le implicazioni per il Superbonus 110%

La risposta dell’Agenzia delle Entrate contenuta nell’interpello 255 si riferisce alla versione “normale” dell’Ecobonus, che dà la possibilità di ottenere sconti (o credito d’imposta) del 65% o del 50% a seconda della tipologia di intervento effettuato. Allo stesso tempo, però, fornisce indicazioni molto importanti su come funziona il Superbonus 110%.

Probabile, infatti, che le aziende che accettino la cessione del credito d’imposta da parte dei proprietari di abitazioni e immobili condominiali possano a loro volta cedere il credito con le stesse modalità descritte dall’Agenzia nell’interpello. Anche in questo secondo caso, dunque, le aziende dovranno dichiarare i crediti acquisiti entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa, per poter poi indicare entro il 20 marzo come vorranno utilizzarli.

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