Per la spedizione e l’arrivo dei pacchi in Europa continua a esserci confusione sui costi. Nella Manovra sembra che l’imposta italiana sui pacchi low cost dovrebbe sparire, ma intanto dal 1° novembre è entrata in vigore la tassa dell’Unione Europea. Si tratta di un contributo di due euro che si applica a tutte le spedizioni provenienti dai Paesi extra UE, indipendentemente dal valore della merce.
A questo si aggiunge il dazio previsto dal Regolamento europeo 2026-382, che resta in vigore per due anni, sulle spedizioni di valore complessivo non superiore a 150 euro. Si tratta di una tassa da tre euro che si applica a ogni spedizione inferiore a 150 euro ed è cumulativa.
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Tasse sui pacchi
Sono entrate in vigore due diverse tasse per i pacchi in Europa. Dal 1° novembre è entrata in vigore la handling fee, una tassa introdotta con il Regolamento UE 2026-2108 del 16 settembre scorso. Si tratta di una tassa di due euro che si applica a tutte le spedizioni provenienti dai Paesi extra UE.
Vale per pacchi inferiori o superiori a 150 euro. L’obiettivo è quello di coprire i costi doganali in aumento in attesa del data hub doganale europeo che partirà dal 1° luglio 2028.
Non è l’unica tassa aggiunta, perché per gli acquisti da Paesi terzi si aggiunge anche il dazio temporaneo previsto dal Regolamento UE 2026-382. Si applica dal 1° luglio 2026 e vale per due anni su tutte le spedizioni con valore complessivo non superiore a 150 euro.
In questo caso, la tassa è di tre euro e si applica a ogni tipologia di articolo in base alla classificazione doganale. Quindi se si sta comprando lo stesso prodotto ma per meno di 150 euro, si pagano solo 3 euro; nel caso di acquisto di prodotti di diversa categoria, come una maglia in cotone e una di lana che si trovano sotto voci doganali differenti, sullo stesso pacco dal valore di 150 euro si applica un dazio cumulativo pari a 6 euro.
Quanto si paga per una spedizione
Facciamo l’esempio di un acquisto di due magliette. Si tratta di una maglietta di cotone e una di lana, provenienti da due siti differenti o dallo stesso sito, che partono da fuori l’Unione Europea. Oltre al costo dei prodotti, se il valore complessivo dell’acquisto non è superiore a 150 euro, vanno aggiunti:
- 2 euro per le spedizioni provenienti dai Paesi extra UE;
- 3 euro a pacco, perché l’acquisto è inferiore a 150 euro;
- l’Iva.
Rispetto al passato, si finisce per pagare 10 euro di extracosto di spedizione e 2,20 euro di Iva, per un totale di 12,20 euro.
Abolita la tassa italiana
Per via delle due nuove tasse europee, viene cancellata la tassa italiana sulle spedizioni. Se ne era discusso abbastanza perché sembrava entrare in conflitto proprio con la materia doganale europea. Era stata introdotta una tassa da 2 euro sulle spedizioni extra UE fino a 150 euro per la copertura delle spese amministrative correlate agli adempimenti doganali.
La tassa è stata più volte rinviata. Prevista da gennaio 2026, è prima slittata a luglio, poi a ottobre, a dicembre e infine al 1° gennaio 2027, ma con l’articolo 30 del disegno di legge di bilancio 2027 viene definitivamente cancellata.
Gli effetti delle nuove tasse
L’aumento del costo della spedizione dai Paesi terzi ha già dato i primi risultati. Secondo quanto riportato dalla stessa Commissione europea, il numero dei pacchi di basso valore è tornato a diminuire dopo anni nei quali era quadruplicato (dagli 1,4 miliardi del 2022 ai 5,8 miliardi del 2025).
Secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, da gennaio a settembre le dichiarazioni di importazione per pacchi extra UE inferiori a 150 euro sono diminuite del 31% e solo nei mesi di luglio e agosto il calo registrato in Italia è stato del 39% rispetto ai due mesi precedenti.