Cosa sono e in cosa si differenziano permessi e ROL

Un’analisi approfondita di queste due tipologie differenti di ore di riposo per dipendenti, che affiancano le ferie e il cui ammontare è dettato dal CCNL

Si tende generalmente a fare un po’ di confusione tra ROL e permessi. Entrambi rientrano nella macro categoria dei periodi di astensione dall’attività lavorativa, con differenziazioni alquanto nette dovute alle motivazioni alla base dei giorni di sosta. Questi sono previsti dal diritto del lavoro, al fine di consentire al dipendente di recuperare fondamentali energie mentali e fisiche. Esistono tre tipologie differenti di momenti di non lavoro, tutti regolarmente retribuiti, ecco quali sono:

  • ferie;
  • permessi;
  • ROL.

Il periodo minimo delle ferie è fissato dalla legge, con i lavoratori che hanno la possibilità di sfruttarle nel corso dell’anno o raggruppando i giorni a disposizione in un dato periodo. Differente invece il calcolo per ROL e permessi. Queste due specifiche categorie verranno analizzate di seguito nello specifico.

Cosa sono i permessi

Una differenza di base che intercorre tra permessi e ferie sta nel fatto che i primi vengono calcolati a ore. Un dipendente potrà dunque presentare richiesta per determinate ore di permesso, a differenza delle ferie, calcolate invece a giorni.

I permessi si dividono in due tipologie ma in entrambi i casi a disciplinarli è il CCNL, la contrattazione collettiva di un dato settore lavorativo. Questo accordo sancisce il totale delle ore di riposo che spettano a ogni singolo dipendente (il periodo minimo di ferie è invece fissato dalla legge italiana). I lavoratori del settore pubblico o privato hanno diritto a giorni di permesso per lutto o per grave infermità.

I permessi ex festività nascono proprio su richiesta del CCNL. Analizzando nello specifico la vicenda, i lavoratori hanno visto abolire quattro festività religiose, in passato contraddistinte sul calendario dal colore rosso. Ecco quali sono: San Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini e SS. Pietro e Paolo. Sostituire tali ex festività con dei permessi ha consentito ai lavoratori di non perdere dei periodi di riposo, utili per ricaricarsi mentalmente e fisicamente, dedicando il necessario tempo alla propria vita privata. I contratti collettivi impongono un numero annuo di ore di cui usufruire e, al tempo stesso, anche un limite temporale massimo entro il quale presentare regolare richiesta. Una volta scaduti i tempi, generalmente i permessi vengono tramutati in corrispettivi economici ed aggiunti in busta paga.

Il limite annuo che generalmente viene imposto è di 32 ore. Un totale che deve necessariamente essere riproporzionato in dodicesimi in molti casi. Occorre infatti tener conto di chi viene assunto nel corso dell’anno e chi invece subisce una cessazione del proprio contratto. Un dipendente che dà il via alla propria collaborazione ad aprile, non avrà di certo diritto alla totalità delle 32 ore annue, com’è facile intuire. Per quanto concerne la retribuzione, nei periodi di assenza per permessi ex festività, il pagamento previsto sarà lo stesso dei giorni nei quali si è svolto lavoro ordinario.

Cosa sono i ROL

Per ROL si intende riduzione dell’orario di lavoro. Si tratta di una tipologia di permessi che si potrebbe definire particolare. Lo scopo di queste ore d’assenza del lavoratore è quello di garantire allo stesso un buon equilibrio tra l’attività svolta e la vita privata. Un vero e proprio cuscinetto utile a ricaricare le energie psico-fisiche dei propri dipendenti. In questo modo si avrà la certezza di risultati sempre efficienti, evitando di sovraccaricare i propri dipendenti.

Anche in questo caso è la contrattazione collettiva di ogni settore a indicare il totale delle ore di ROL. Il quantitativo dei permessi per ogni singolo dipendente è direttamente proporzionato al livello di stress psico-fisico generato dalle proprie mansioni. Nel settore metalmeccanico ad esempio il totale è di 72 ore annue, che aumentano fino a toccare quota 92 ore, esclusivamente per gli addetti dell’ambito siderurgico. Sono invece 52 le ore annue di ROL indicate dal CCNL Commercio e Terziario – Confcommercio, a patto che l’azienda abbia fino a un massimo di 15 dipendenti. Nel caso in cui questi superino anche di una sola unità il tetto indicato, le ore annue indicate sono 72.

Sul fronte retribuzione, il regolamento impone che ogni dipendente riceva regolare stipendio, come in un qualunque giorno lavorativo. Come indicato in precedenza, anche per i ROL vige il riproporzionamento in dodicesimi nel caso di assunzioni o cessazioni del contratto in corso d’anno. Nel caso in cui nell’arco di un mese si siano svolti 15 giorni di lavoro o più, si terrà conto di una mensilità completa in ambito retributivo.

Le ore previste dal CCNL possono essere ridotte in alcuni casi specifici:

  • nel caso in cui venga riconosciuto un totale di giorni di ferie superiore rispetto a quanto indicato dal CCNL;
  • nel caso in cui vengano tollerati ritardi nel presentarsi sul luogo di lavoro;
  • nel caso in cui si ammettano uscite anticipate, dovute a disagi derivanti dallo spostamento della sede di lavoro.

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Cosa sono e in cosa si differenziano permessi e ROL