Scadenze fiscali dal 27 luglio al 31 luglio 2026, raffica di pagamenti prima delle vacanze: tutte le date

Tutti gli appuntamenti con il Fisco e le scadenze dal 27 luglio al 31 luglio 2026 da non perdere

Foto di Federica Petrucci

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

Nella settimana compresa tra il 27 e il 31 luglio 2026 sono concentrate diverse scadenze che interessano sia i contribuenti privati sia professionisti, imprese ed enti.

Dai versamenti delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi alle richieste di rimborso Iva, passando per l’imposta di registro sui contratti di locazione e il nuovo obbligo di collegamento tra Pos e registratori telematici, sono diversi gli adempimenti da rispettare per evitare sanzioni e interessi.

30 luglio: versamenti dichiarazioni dei redditi e sostitutiva sul noleggio di imbarcazioni

La prima scadenza di cui tenere conto è quella del 30 luglio e riguarda i contribuenti non soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa), chiamati a effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni annuali.

L’appuntamento interessa chi ha presentato:

  • il modello 730/2026;
  • il modello redditi persone fisiche 2026 e per società di persone ed equiparate 2026;
  • il modello Irap.

Si tratta dei pagamenti che comprendono, a seconda dei casi, saldo e primo acconto dell’Irpef, delle addizionali, dell’Irap e delle altre imposte eventualmente dovute.

Il rispetto della scadenza è fondamentale perché il mancato pagamento entro i termini può comportare l’applicazione di sanzioni e interessi, salvo la possibilità di ricorrere successivamente al ravvedimento operoso nei casi previsti dalla normativa.

Sempre entro il 30 luglio le persone fisiche che hanno trasferito la propria residenza fiscale in Italia e intendono usufruire del regime agevolato previsto dall’articolo 24-bis del Tuir, sono tenuti a effettuare il versamento dell’imposta sostitutiva.

31 luglio: rimborsi Iva trimestrali

Il giorno successivo, 31 luglio 2026, i contribuenti Iva che hanno maturato un credito relativo al secondo trimestre dell’anno, devono presentare il modello Iva TR, per richiedere il rimborso o l’utilizzo dello stesso in compensazione. L’invio deve avvenire esclusivamente in modalità telematica, direttamente oppure tramite un intermediario abilitato.

I titolari di contratti di locazione e affitto entro il 31 luglio devono versare l’imposta di registro relativa ai contratti stipulati con decorrenza dal 1° luglio 2026 e/orinnovati tacitamente a partire dalla stessa data. Nel caso in cui la registrazione venga effettuata telematicamente, il pagamento dell’imposta avviene contestualmente alla registrazione del contratto.

Tale obbligo riguarda esclusivamente i contratti assoggettati al regime ordinario dell’imposta di registro, mentre i contratti che hanno optato per il regime della cedolare secca continuano a beneficiare dell’esenzione sia dall’imposta di registro sia dall’imposta di bollo.

Entro fine luglio: Iva sugli acquisti intracomunitari e collegamento Pos

Tra le scadenze del 31 luglio rientra anche il versamento dell’Iva relativa agli acquisti intracomunitari registrati nel mese di giugno. L’obbligo interessa:

  • gli enti non commerciali;
  • gli agricoltori esonerati.

Il pagamento deve essere effettuato mediante modello F24 esclusivamente con modalità telematica, direttamente oppure attraverso un intermediario abilitato, soprattutto nei casi in cui vengano utilizzati crediti in compensazione.

Nella stessa data, gli esercenti che utilizzano strumenti per la certificazione dei corrispettivi giornalieri devono assicurare il collegamento tra il registratore telematico (Rt) e gli strumenti di pagamento elettronico (Pos). La procedura è interamente online ed è disponibile all’interno dell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa succede se non si rispettano le scadenze

Il mancato rispetto delle scadenze fiscali del 30 e 31 luglio 2026 non comporta le stesse conseguenze per tutti gli adempimenti, ma in generale può determinare sanzioni amministrative, interessi di mora e, in alcuni casi, la perdita di benefici fiscali.

Per esempio, se il contribuente non versa entro la scadenza le imposte dovute (Irpef, Irap e altre imposte risultanti dalla dichiarazione):

  • si applica una sanzione per omesso o tardivo versamento;
  • maturano interessi calcolati giorno per giorno;

Se invece il modello Iva TR non viene presentato entro il 31 luglio, il contribuente non perde il credito, ma non potrà ottenere il rimborso o utilizzare in compensazione il credito trimestrale secondo le modalità previste per quel trimestre. Di conseguenza, dovrà attendere le successive possibilità previste dalla normativa, ad esempio riportando il credito nella dichiarazione annuale.

Per il mancato pagamento dell’imposta di registro entro il termine previsto si va incontro a l’applicazione di sanzioni e interessi, così come nel caso di omesso o tardivo versamento dell’Iva dovuta.

Infine, per chi aderisce al regime fiscale dei nuovi residenti, il mancato versamento dell’imposta sostitutiva – oltre alle ordinarie conseguenze sul piano sanzionatorio – può compromettere il mantenimento del regime agevolato, mentre agli esercenti che non effettuano il collegamento tra Pos e registratore telematico vengono applicate le sanzioni specifiche previste dalla disciplina sulla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, oltre agli eventuali provvedimenti collegati al mancato rispetto degli obblighi tecnici.

Se ci si accorge di aver saltato una scadenza, è consigliabile verificare se è possibile ricorrere al ravvedimento operoso, che rappresenta lo strumento principale per regolarizzare la propria posizione con costi generalmente inferiori rispetto a quelli che deriverebbero da un successivo accertamento dell’Agenzia delle Entrate.