Chi ha aderito alla rottamazione quinquies ma non possiede lo Spid può ora recuperare facilmente la comunicazione delle somme dovute.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha infatti attivato un nuovo servizio online nell’area pubblica del proprio sito che consente di richiedere una copia della lettera contenente gli importi da versare, il piano delle rate e i moduli di pagamento, senza dover utilizzare credenziali di accesso.
Indice
Come ottenere la comunicazione senza Spid
La parola d’ordine è semplificare. La novità arriva a poche settimane dalla scadenza della prima rata fissata al 31 luglio 2026. Ma il 31 luglio coincide anche con la rata unica, per chi sceglie questa via.
Il nuovo servizio è disponibile direttamente nell’area pubblica del portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Per inviare la richiesta occorrono:
- il codice fiscale del contribuente;
- un documento di riconoscimento in corso di validità da allegare;
- un indirizzo email sul quale ricevere la comunicazione.
Di conseguenza, per accedere non è più necessario utilizzare i classici Spid, Cie o Cns.
Chi può utilizzare il nuovo servizio
Lo strumento è stato pensato soprattutto per i contribuenti che avevano presentato la domanda di adesione attraverso l’area pubblica del sito.
In questi casi la comunicazione era già stata inviata tramite raccomandata oppure Pec, ma chi non disponeva delle credenziali personali non poteva recuperarne una copia direttamente online in caso di smarrimento.
Chi invece aveva presentato la domanda di partecipazione alla rottamazione quinquies accedendo all’area riservata continua a trovare la comunicazione nella propria area personale utilizzando Spid, Cie, Cns oppure, nel caso di professionisti e imprese, le credenziali dell’Agenzia delle Entrate.
Cosa contiene la comunicazione
La lettera riporta tutte le informazioni che riguardano il piano dei pagamenti della rottamazione quinquies stabilito per il contribuente:
- esito della domanda di adesione, con accoglimento oppure rigetto;
- elenco dei carichi inseriti nella definizione agevolata;
- importi complessivi da versare;
- calendario delle rate;
- moduli di pagamento già predisposti.
La scadenza del 31 luglio
Come detto, il primo appuntamento da rispettare resta quello del 31 luglio 2026, termine entro il quale dovrà essere versata la prima rata. Oppure l’intero importo, per chi ha scelto il pagamento in un’unica soluzione.
Chi ha optato per la rateizzazione può dilazionare il debito fino a un massimo di 54 rate bimestrali, distribuite nell’arco di 9 anni, con un importo minimo di 100 euro per ciascuna rata.
Questo il calendario di tutto il 2026 per chi paga a rate, dalla prima rata alla terza: 31 luglio 2026, 30 settembre 2026 e 30 novembre 2026.
Queste le altre rate, dalla quarta alla cinquantunesima che riguardano il 2027 e gli anni a seguire: 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre.
E dalla cinquantaduesima alla cinquantaquattresima rata, rispettivamente, il 31 gennaio 2035, il 31 marzo 2035 e il 31 maggio 2035.
Quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies
La definizione agevolata, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, riguarda i carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Tra questi rientrano:
- imposte dichiarate e non versate;
- omessi versamenti dei contributi Inps non derivanti da accertamento;
- sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada affidate dalle Prefetture.
Cosa si paga con la rottamazione quinquies
Con la rottamazione quinquies il contribuente versa il solo debito residuo a titolo di capitale, oltre alle eventuali spese di procedura esecutiva e ai diritti di notifica.
Non sono invece dovuti:
- interessi;
- sanzioni;
- interessi di mora;
- sanzioni civili previdenziali;
- aggio della riscossione.
Per le multe del Codice della strada affidate dalle Prefetture restano esclusi anche interessi, maggiorazioni e aggio.