Esenzione bollo auto 2027, chi ne ha diritto e se serve fare domanda

Il decreto 162/2026 esenta dal bollo auto 2027 i veicoli fino a 80 kW: chi ne ha diritto, le alimentazioni ammesse e quando serve la domanda

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

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L’esenzione del bollo auto per il 2027 è di colpo diventato un tema cardine in Italia. Al tempo stesso, però, fa discutere. Al di là del fatto che sia valida unicamente per il prossimo anno, ci si confronta sulla mancanza di alcune informazioni cardine.

Sappiamo che il decreto legge 162 del 17 settembre 2026 ha introdotto la misura per chi possiede un’auto fino a 80 kW. Ma bisogna presentare una domanda? Se la risposta è sì, come? L’Aci ha chiarito i punti principali, rispondendo alle domande più frequenti.

Chi ha diritto all’esenzione

L’esenzione riguarda le persone fisiche e non le aziende, iniziamo da qui. I pagamenti del bollo dovuti tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027 non saranno da versare, e anche questo punto chiave è andato.

C’è però da sottolineare che se hai già provveduto al pagamento nel 2026 e questo copre una porzione del prossimo anno, non ti spetta alcun rimborso. Il requisito principale è la potenza del veicolo, che non deve superare gli 80 kW, come detto, e sono ammesse auto:

  • a benzina;
  • ibride;
  • a GPL;
  • a metano.

Restano invece escluse le vetture completamente elettriche. Neanche a dirlo, infine, il mezzo dev’essere regolarmente assicurato e, concludendo, non sono previsti limiti di reddito o ISEE.

Doppio vantaggio in famiglia

L’esenzione del bollo auto vale per un solo veicolo di proprietà. Questo vuol dire che se ne hai due a tuo nome, occorre scegliere. Non sei tu però a decidere, bensì il sistema. A essere premiata è l’auto meno potente tra le due, tre o quante tu ne custodisca in garage.

Ciò non vuol dire, però, che in famiglia si possa avere un solo vantaggio. Per ottenere l’esenzione di due o più auto, è necessario che siano intestate a persone differenti. Pensiamo dunque a un nucleo di quattro, con madre, padre, figlia e figlio. Questi ultimi due hanno magari più di 20 anni e due veicoli intestati. Lo stesso dicasi per entrambi i genitori. Ecco che scatta un quadruplo vantaggio.

Di certo il doppio è più probabile che si verifichi, ma è importante comprendere la struttura dell’esenzione, al di là dei casi limite e specifici.

Bisogna fare domanda?

Il grande dubbio è proprio questo. Una volta annunciata l’esenzione, sapendo che la propria auto rientra nell’elenco, il gioco è fatto? Posso ignorare la tassa per un anno o rischio di subire la mora tra un po’ di mesi?

Per l’esenzione 2027 legata alla potenza, di norma non serve presentare alcuna domanda: l’agevolazione è automatica, come confermato da regioni quali Toscana e Lombardia. Di fatto, però, in assenza di una regola generale per tutt’Italia, occorre far riferimento alle proprie norme regionali.

Serve invece per le esenzioni legate alla disabilità, che necessitano di domanda formale con documentazione medica. Un capitolo a parte riguarda però le regioni a statuto speciale:

  • Sardegna;
  • Sicilia;
  • Valle d’Aosta;
  • Friuli-Venezia Giulia;
  • Trentino-Alto Adige.

In questi territori l’applicazione della misura dipende da ulteriori accordi con le autorità regionali, quindi è bene verificare l’effettiva attuazione locale prima di dare per scontata l’esenzione.