Stop greenwashing, dal 27 settembre spariscono “eco” e “green” dalle confezioni

La direttiva europea Empowering entra nel Codice del Consumo: sanzioni e controlli per le aziende su durabilità e greenwashing

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

3 min di lettura

L’Italia si attiva contro il greenwashing. Il nostro Paese ha recepito la direttiva europea che introduce nuove disposizioni sul greenwashing. La direttiva europea, con il decreto Empowering, si inserisce nel Codice del Consumo. A partire dal 27 settembre 2026 entreranno in vigore le nuove pratiche.

Nella pratica si introducono “greenwashing” e “socialwashing” tra le pratiche commerciali scorrette. Si tratta di un passaggio che rende le norme più stringenti, i controlli più numerosi e le contestazioni più facili.

La direttiva europea Empowering

Facciamo un passo indietro e scopriamo cosa c’è nella direttiva 2024/825 che prende il nome di “Empowering consumers for the green transition”. Questa, approvata già nel gennaio 2024, andava a modificare due normative europee a tutela dei consumatori.

La prima era la normativa europea a tutela dei consumatori e la seconda la direttiva sulle pratiche commerciali sleali. Nello specifico, la direttiva sulle pratiche commerciali sleali introduceva delle pratiche sempre vietate come:

  • l’uso di claim ambientali generici come green o eco;
  • l’esposizione di etichette di sostenibilità non basate su sistemi di certificazione;
  • dichiarazioni ambientali riferite all’intero prodotto, anche quando riguardavano un solo aspetto.

La direttiva inoltre richiedeva di fornire informazioni sulla durabilità e riparabilità dei prodotti.

Come cambia il Codice del consumo

La direttiva europea è stata recepita in Italia con il decreto Empowering, entrato in vigore il 24 marzo e applicabile a partire dal 27 settembre 2026. Il decreto interviene sul Codice del Consumo, introducendo due nuove pratiche commerciali scorrette: greenwashing e socialwashing.

Non sono nuove alla giurisprudenza, infatti ci sarà modo di intervenire su questi ambiti, ma con il decreto in vigore il quadro diventa più stringente, con maggiori controlli e contestazioni più facili.

Nella pratica vengono introdotte nuove definizioni, come quella di “asserzione ambientale”:

un messaggio o una rappresentazione che espliciti o faccia intendere che un prodotto, una categoria, un marchio o un’attività abbiano un impatto positivo o neutro sull’ambiente.

Cosa succede dal 27 settembre

A partire dal 27 settembre, le informazioni sulla sostenibilità sono di pari valore rispetto alle informazioni sul prezzo, la qualità, la composizione e le modalità d’uso di un prodotto. Se mancano o se sono ingannevoli, si configura una pratica commerciale scorretta.

Viene introdotta la cosiddetta “grey list” delle pratiche commerciali considerate ingannevoli, salvo prova contraria, come:

  • dichiarazioni su prestazioni ambientali future;
  • comunicazione di vantaggi irrilevanti (esempio “senza plastica” per un prodotto composto da cartone).

Si allarga inoltre la black list delle pratiche commerciali scorrette:

  • esporre un’etichetta di sostenibilità senza un sistema di certificazione;
  • formulare asserzioni ambientali generiche senza dimostrarle;
  • lasciare intendere che un’asserzione ambientale sia riferita all’azienda o al prodotto, quando riguarda solo uno specifico aspetto;
  • le aziende non potranno parlare di “impatto ambientale” sulla base della compensazione delle emissioni di gas serra;
  • le aziende non potranno presentare come un plus una caratteristica già imposta dalla legge.

Infine, se un sito, un’app o un negozio digitale mette a confronto la sostenibilità di più prodotti o servizi, deve chiarire il metodo che usa per il confronto.

Durabilità e obsolescenza

Anche sulla durabilità e l’obsolescenza, la normativa cambia. Vengono infatti vietate tutta una serie di pratiche che possono ingannare i consumatori sulla reale vita utile di un prodotto o sul modo corretto di utilizzarlo.