Dal 1° ottobre 2026 torna il rischio di blocco per le auto diesel Euro 5 in diverse aree del Nord Italia. Dopo il rinvio dello scorso anno, le Regioni interessate devono definire se adottare misure alternative per migliorare la qualità dell’aria oppure applicare il divieto previsto dalla normativa nazionale.
Il nodo riguarda in particolare Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il Piemonte, invece, ha già scelto una strada diversa, evitando il blocco generalizzato grazie a un pacchetto di interventi ambientali.
Chi rischia lo stop
In assenza di soluzioni alternative, le restrizioni interesseranno principalmente le auto diesel immatricolate tra il 2011 e l’agosto 2015, appartenenti alla classe Euro 5. Il provvedimento nazionale prevede limitazioni nei Comuni con più di 100mila abitanti, ma le amministrazioni locali possono introdurre ulteriori divieti, stabilendo anche fasce orarie e periodi differenti.
Non esisterà quindi necessariamente un’unica regola valida in tutto il territorio interessato. Regioni e Comuni possono infatti ampliare le restrizioni, definendo autonomamente orari specifici o periodi dell’anno nei quali vietare la circolazione.
Il caso del Piemonte
Il Piemonte ha scelto di giocare d’anticipo. La Giunta regionale ha approvato l’aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria (PRQA), inserendo un insieme di misure considerate alternative al blocco degli Euro 5. Secondo le simulazioni effettuate, questi interventi garantirebbero una riduzione delle emissioni equivalente a quella che si otterrebbe fermando i veicoli.
Tra le misure previste figurano:
- 14 milioni di euro per incentivare l’utilizzo dei biocarburanti HVO nel trasporto pubblico e sulle auto diesel Euro 5 ed Euro 6, con contributi annuali tra 50 e 100 euro attraverso carte carburante dedicate;
- 14,4 milioni di euro per ridurre le emissioni prodotte dagli impianti di riscaldamento, sostenendo la manutenzione degli impianti più vecchi e l’installazione di nuovi sistemi alimentati a biomassa.
Come si muove il Veneto
Anche il Veneto sta cercando una soluzione alternativa. A inizio agosto la Giunta regionale ha approvato una delibera con cui è stato avviato l’iter per sospendere il divieto previsto dal 1° ottobre 2026. Le regole originarie avrebbero interessato le auto diesel Euro 5 nei Comuni con oltre 100mila abitanti e nei rispettivi agglomerati, coinvolgendo almeno 150mila veicoli.
Tra le ipotesi allo studio ci sono:
- l’anticipo del bando per convertire le auto diesel Euro 5 alla tecnologia Dual Fuel (sistema che permette di alimentare il motore diesel con una miscela omogenea di metano e gasolio)
- il ricorso allo smart working per i dipendenti degli enti pubblici in occasione delle giornate caratterizzate da un’allerta PM10 arancione o rossa.
Tutto da definire in Emilia-Romagna
In Emilia-Romagna il quadro è ancora in evoluzione. Il blocco dal 1° ottobre potrebbe riguardare circa 250mila veicoli, ma la Regione sta lavorando a misure alternative. Se entro la fine del mese non saranno individuate misure alternative, scatteranno le restrizioni già previste.
Il divieto riguarderebbe le auto diesel nei Comuni con più di 100mila abitanti, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, e dovrebbe restare in vigore fino a marzo 2027. L’elenco comprende Bologna, Modena, Rimini, Reggio Emilia, Parma, Ravenna, Forlì e Piacenza, mentre i Comuni più piccoli potranno decidere autonomamente se aderire.
Lombardia, lo stop resta confermato
È la Lombardia ad avere al momento il quadro più chiaro. Salvo modifiche, dal 1° ottobre 2026 entrerà in vigore il blocco delle autovetture diesel Euro 5. Per le automobili il divieto sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, e rappresenta uno dei provvedimenti più ampi previsti nel Nord Italia. La Lombardia, infatti, non prevede una sospensione stagionale delle limitazioni.
Il calendario proseguirà negli anni successivi:
- dal 1° ottobre 2027 le restrizioni riguarderanno anche le categorie M2, N1 e N2 (veicoli commerciali leggeri e medi);
- dal 1° ottobre 2028 saranno estese alle altre categorie di veicoli;
- Per le autovetture, il provvedimento riguarderà le aree urbane dei Comuni lombardi con più di 100mila abitanti: Milano, Brescia, Monza e Bergamo.