Due giorni fa l’Inps ha comunicato che alcune famiglie che percepiscono l’Assegno Unico Universale potrebbero ricevere, o hanno già ricevuto, importi inferiori a quelli spettanti a causa di presunte irregolarità nei dati.
La circolare specifica inoltre che agli utenti interessati arriverà una comunicazione formale per consentire la regolarizzazione della propria posizione fiscale.
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Quante sono le famiglie coinvolte
Dalla circolare emessa il 18 settembre emerge che, dai controlli incrociati tra le domande per l’Assegno Unico Universale 2026 e le Dsu, sono affiorate anomalie in circa 4.000 istanze. L’Istituto ha chiarito che l’iniziativa assolve a una funzione preventiva e di orientamento, volta a tutelare le risorse pubbliche e a verificare la reale spettanza delle fasce d’importo erogate.
Il contributo economico dell’Ente previdenziale a sostegno della genitorialità spetta a tutte le famiglie con figli a carico. L’importo è commisurato alla situazione economica del nucleo, ma viene comunque garantita una soglia minima anche in assenza di Isee o per i redditi più elevati, con pagamenti accreditati di norma intorno al 17 del mese per le posizioni prive di variazioni.
Di quanto potrebbe essere abbassato l’importo
Poiché l’Ente dovrà richiedere ulteriore documentazione per accertare la correttezza del calcolo, i 4.000 beneficiari oggetto di verifica si vedranno attribuire temporaneamente la quota base dell’Assegno Unico, pari a 58 euro per figlio.
I controlli si concentrano sulle Dichiarazioni Sostitutive Uniche presentate per il rilascio dell’Isee corrente, dove gli incroci con i dati dell’Agenzia delle Entrate hanno evidenziato possibili difformità sui redditi o sui patrimoni dichiarati.
Per i nuclei familiari che rientrano nella fascia Isee più bassa, dove il contributo ordinario può superare i 200 euro al mese per figlio, la ricalcolazione temporanea al minimo comporta un taglio significativo della mensilità fino al termine delle istruttorie.
Cosa devono fare le 4.000 famiglie da accertare
Dopo la notifica dell’Inps, i contribuenti coinvolti dovranno rispondere alle richieste di riscontro dell’Istituto per evitare che il ridimensionamento provvisorio dell’assegno diventi definitivo. La segnalazione non costituisce automaticamente una contestazione di frode o di indebita percezione, trattandosi spesso di controlli originati da meri disallineamenti informatici o errori materiali di compilazione.
I cittadini notificati potranno regolarizzare la propria posizione presentando una nuova DSU tramite i servizi online dell’Inps o un Caf. In alternativa, sarà possibile trasmettere la documentazione probatoria direttamente alle sedi territoriali dell’Istituto per confermare la correttezza dei dati autocertificati e ottenere il conguaglio delle somme arretrate.