Finestrino rotto sul volo Ryanair, l’Ntsb contro O’Leary: cosa rischia ora la compagnia

L'Ntsb richiama Michael O'Leary per le dichiarazioni sull'incidente del Boeing 737. L'inchiesta potrebbe avere grosse conseguenze per Ryanair

Foto di Giorgio Pirani

Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Pubblicato:

Una lettera durissima dell’Ntsb fa tremare Ryanair. La presidente Jennifer Homendy ha contestato a Michael O’Leary la divulgazione di informazioni sull’inchiesta del volo Salonicco-Memmingen. Ha chiarito che, almeno per ora, non si può escludere che l’età del velivolo o la manutenzione abbia influito sull’incidente.

Tutto nasce dal cedimento strutturale del motore di un Boeing 737 in volo tra Salonicco e Memmingen, episodio che ha provocato la rottura di un finestrino e il parziale risucchio verso l’esterno di un passeggero. Secondo quanto riportato dai media, il volo è rientrato dopo il decollo e la persona coinvolta ha riportato conseguenze fisiche e psicologiche importanti.

La ricostruzione dei fatti

Nel corso di una conference call con gli analisti, O’Leary aveva ipotizzato un danno da oggetto estraneo al motore durante il decollo, aggiungendo che il velivolo aveva 18 anni e che il motore era stato revisionato negli ultimi due anni.

Ma proprio queste affermazioni hanno spinto l’Ntsb a intervenire, ricordando che le informazioni dell’indagine non possono essere diffuse senza consenso e che, al momento, nessuna ipotesi è stata confermata o esclusa. Nella lettera inviata al manager, la presidente Homendy ha ricordato con fermezza il quadro normativo:

I rappresentanti accreditati e i loro consulenti tecnici non possono divulgare informazioni relative all’indagine senza l’espresso consenso dell’ente. Di conseguenza, Ryanair deve adottare tutte le misure ragionevoli per garantire che le eventuali informazioni investigative siano protette da qualsiasi divulgazione pubblica.

Il calendario dell’indagine

Il primo passaggio ufficiale atteso è il rapporto preliminare, indicato per il 10 agosto 2026, circa un mese dopo l’incidente. La relazione finale, con la ricostruzione completa della dinamica e le raccomandazioni di sicurezza, è prevista per il 10 luglio 2027.

Ma se dall’inchiesta emergessero criticità urgenti sul modello o su componenti specifici della flotta, le misure correttive potrebbero arrivare prima del report finale. Prescrizioni operative o tecniche potrebbero infatti arrivare prima del 2027 se gli investigatori ravvisassero un rischio immediato per la sicurezza.

Possibili conseguenze per Ryanair

Ora si deve attendere il rapporto, ma l’esito dell’inchiesta potrebbe avere ricadute immediate per Ryanair. Se dagli accertamenti emergessero criticità legate alla manutenzione o all’età della flotta, la compagnia potrebbe trovarsi a fronteggiare controlli straordinari, fermi tecnici su alcuni velivoli e un inevitabile danno reputazionale. A pesare, inoltre, è il momento delicato sul piano dei conti, con utili in calo e un contesto già sensibile per il settore del trasporto aereo.

Il possibile impatto economico

L’ipotesi più delicata per Ryanair riguarda l’eventuale apertura di controlli straordinari su una parte della flotta Boeing impiegata dalla compagnia. Questo scenario potrebbe tradursi in:

  • costi diretti di ispezione;
  • manutenzione aggiuntiva e ricambi;
  • costi indiretti legati ai fermi operativi, riorganizzazione dei turni e gestione di eventuali cancellazioni o ritardi.

Una compagnia costruita sull’elevata rotazione degli aeromobili, come Ryanair, soffre molto ogni volta che un aereo resta fermo a terra. Anche un numero limitato di velivoli indisponibili può incidere sull’efficienza della programmazione, con effetti a catena su puntualità, occupazione dei posti e marginalità.

La reputazione di Ryanair

C’è poi il tema della reputazione, che in questo caso pesa quanto i conti se non di più. Un incidente di questo tipo rischia di intaccare la percezione di affidabilità del marchio, soprattutto in una fase in cui la sensibilità dei passeggeri sulla sicurezza è molto alta.

La tempistica è delicata anche sotto il profilo finanziario: secondo quanto riportato, Ryanair ha chiuso il primo trimestre dell’esercizio 2026-2027 con un utile netto di 538 milioni di euro, in calo del 34% su base annua. In un contesto simile, ogni nuova spesa non programmata o ogni colpo all’immagine può pesare più del solito sulla fiducia del mercato.

La variabile Boeing

Se dall’inchiesta dovesse venire fuori un problema che coinvolge più aeromobili, il dossier potrebbe allargarsi anche sul fronte industriale. In questo caso a subire le conseguenze non sarebbe solo Ryanair, ma anche il costruttore Boeing e l’intera catena di fornitura.

Boeing già tempo fa era stata colpita da problemi legati alla sicurezza dei propri aeromobili, anche se la situazione era rientrata alla luce di un buon primo trimestre. Per Ryanair, che ha già in passato aumentato la sorveglianza sui prodotti Boeing, si aprirebbe un nuovo fronte e controllare i prodotti che ha comprato dall’azienda americana.