L’Iran mette Meloni nella lista nera per la morte di Khamenei: cosa sta succedendo

Un quotidiano di Teheran ha pubblicato le foto dei presunti responsabili con la premier in divisa da detenuta, in un clima di forte tensione

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

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Anche l’Italia finisce nel mirino di Teheran, mentre continua a salire la tensione tra Iran, Stati Uniti e alleati occidentali. Un quotidiano iraniano, l’Hamshari, ha infatti pubblicato una sorta di vera e propria “lista nera”, con le foto dei presunti responsabili della morte dell’ayatollah Ali Khamenei.

Tra i volti compare anche quello di Giorgia Meloni. La premier italiana è ritratta in un fotomontaggio, indossando l’uniforme arancione da detenuta. Un’immagine diffusa nel giorno in cui il figlio dell’ex leader supremo, Mojtaba Khamenei, ha promesso “vendetta” contro gli assassini del padre. Un episodio che ha un enorme valore simbolico e va a inserirsi in una fase di escalation militare e diplomatico dai risvolti anche economici.

La lista nera iranana

Il giornale Hamshari è di proprietà del Comune di Teheran. Ha pubblicato le immagini di diversi leader occidentali, indicati tutti come co-responsabili della morte di Khamenei. Di fianco a Giorgia Meloni compaiono anche:

  • Donald Trump;
  • Benjamin Netanyahu;
  • Keir Starmer;
  • Emmanuel Macron;
  • Driedrich Merz.

Il presidente statunitense e il premier israeliano, nello specifico, sono raffigurati con un mirino sulla fronte. Spazio poi anche ad altri esponenti americani e israeliani, come Marco Rubio, Segretario di Stato USA, e Pete Hegseth, Segretario alla guerra degli Stati Uniti d’America.

Meloni nella lista nera dell'Iran

Come detto, la pubblicazione giunge in concomitanza con il messaggio di Mojtaba Khamenei, diventato Guida suprema dell’Iran dopo la morte del padre. In una dichiarazione diffusa per la sepoltura, il nuovo leader ha promesso:

“La vendetta è la richiesta della nazione e deve assolutamente avvenire”.

Ha parlato di un elenco completo di responsabili “dall’alto verso il basso”, svelando di fatto un’escalation ormai alle porte.

Il nodo Hormuz

Sullo sfondo si staglia una crisi tutt’altro che rientrata. Trump ha minacciato d’avere “mille missili pronti al lancio” contro l’Iran, in caso di attentati alla sua persona. Teheran intanto accusa Washington di aver violato il memorandum d’intesa firmato a giugno.

Il fronte più caldo, però, resta lo Stretto di Hormuz. Gli USA chiedono all’Iran di dichiarare pubblicamente il passaggio libero alla navigazione, interrompendo ogni attacco diretto alle navi mercantili. A Muscat, in Oman, proseguono intanto i negoziati indiretti, sulla base del lavoro di alcuni mediatori.