Referendum in Donbass, Russia pronta all’annessione: l’annuncio

La Russia annetterà i quattro nuovi territorio con una cerimonia prevista a Mosca, ma la comunità internazionale volta le spalle a Putin

La Russia è pronta ad allargare i propri confini, allungando di fatto le mani sul territorio ucraino annettendo sotto l’ala del Cremlino i territori del Donbass. Dopo sette mesi di guerra e un referendum, infatti, da Mosca è arrivato l’annuncio dei risultati e il conseguente ingresso dei territori nella Federazione russa che da domani, venerdì 30 settembre, dovranno essere considerati a tutti gli effetti sotto giurisdizione della Russia.

Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson si aggiungeranno alla Crimea tra i territori “rubati” all’Ucraina, anche se il voto che si è tenuto negli scorsi giorni per l’annessione è stato definito una vera e propria farsa dal mondo intero. Cosa aspettarsi dunque ora? In occasione dell’annessione della Crimea nel 2014 la comunità internazionale si limitò alle sanzioni, oggi con la guerra in atto può invece succedere di tutto.

Donbass, l’annuncio sull’annessione

Intanto a Mosca tutto e pronto per ripetere la festa che soltanto otto anni fa era stata celebrata per l’ingresso della Crimea tra i territori russi. Come avvenuto nel 2014, ma con una guerra in mezzo, ill Cremlino infatti si prepara a dare il via alla cerimonia di annessione annunciata per venerdì 30 settembre 2022. A rendere ufficiale l’annessione di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson, regioni alle quali successivamente verrà dato un nome all’interno della Federazione Russa, sarà la firma sui trattati difronte al presidente russo Vladimir Putin (qui vi abbiamo parlato dei “riservisti” del presidente russo).

Ad annunciarlo è stato il portavoce dello stesso zar, Dmitry Peskov, che ha dato appuntamento a tutti alle 15 al Cremlino. Alle 14 italiane, quindi, dopo la firma sui documenti, i quattro territori potranno essere considerati Russia a tutti gli effetti. Come riportato da Ria Novosti, in occasione della cerimonia di annessione al Cremlino, il presidente russo Putin terrà “un corposo discorso“.

Donbass, l’obiettivo della Russia e la reazione del mondo

L’annessione dei quattro territori di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson arriva dopo il voto indetto dalla Russia negli scorsi giorni. Secondo i dati in possesso del Cremlino, il 95% dei votanti ha detto sì all’annessione, ma a essere andati a votare sono stati in pochi e in territori dove il voto è stato espresso col fucile puntato. I quesiti referendari erano diversi in base al territorio, con i cittadini di Donetsk e Lugansk ai quali si chiedeva un’integrazione nella Federazione russa, mentre a Zaporizhzhia e Kherson hanno invece chiesto sia la secessione dall’Ucraina sia l’annessione alla Russia (qui vi abbiamo parlato del rischio guerra civile dopo il referendum).

Non accettiamo i referendum farsa e non accetteremo mai nessuna annessione dei territori ucraini occupati” ha ribadito la portavoce della Commissione Ue Dana Spinant in seguito all’annuncio di Mosca dell’annessione dei territori occupati del Donbass. Stessa reazione da parte della comunità internazionale che, al momento, non riconosce questa annessione. A voltare le spalle a Mosca sono stati anche Paesi fedelissimi come il Kazakistan e l’Uzbekistan che si sono detti contrari alle mosse di Putin.

In uno dei suoi ultimi impegni come premier, anche Mario Draghi si è schierato dalla parte dell’Ucraina. In una telefonata al presidente Volodymyr Zelensky, avvenuta in giornata, l’ex presidente della BCE ha infatti assicurato che l’Italia non riconoscerà l’esito dei ‘referenda’ e ha confermato il continuo sostegno da parte del Governo italiano alle Autorità e alla popolazione ucraina in tutti gli ambiti (qui invece vi abbiamo parlato dei contatti Meloni-Zelensky).