Bollette, arriva nuovo decreto. Nel 2023 un massacro: la tabella con gli aumenti

Contro il caro bollette è in arrivo un nuovo decreto del governo Draghi. Ma le previsioni di spesa per il prossimo anno sono drammatiche

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Miriam Carraretto

Giornalista di attualità politico-economica

Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

Contro il caro bollette è in arrivo un nuovo decreto. Le nuove misure al vaglio del governo Draghi non vedranno quindi la luce all’interno di un emendamento al dl Aiuti bis in esame al Senato, ipotesi che sembrava prendere corpo in questi giorni. Ci sarà invece molto probabilmente un altro provvedimento ad hoc: in questo caso, il dl verrà dunque esaminato dal nuovo Parlamento che si delineerà dopo il voto del 25 settembre.

Tra le misure, termosifoni giù di un grado, da 20 a 19, e riscaldamenti spenti un’ora prima, per ridurre i consumi di 1 miliardo di metri cubi nell’ultimo semestre 2022 e di 2 miliardi nel 2023 (qui le misure drastiche che il governo dovrebbe adottare nell’ipotesi di un livello 3 di emergenza).

Quanto gas abbiamo adesso

Continuano intanto a ritmo sostenuto le iniezioni di gas negli stoccaggi italiani, nonostante Gazprom abbia annunciato ad Eni una riduzione nella consegna dei volumi di gas: si tratta di circa 20 milioni di metri cubi, a fronte di consegne giornaliere pari a circa 27 milioni di metri cubi dei giorni scorsi. Oggi la previsione è di circa 55 milioni di metri cubi.

Secondo i dati Snam, che Adnkronos ha potuto visionare, la previsione di gas immesso in rete per fine giornata è di circa 225 milioni di metri cubi, a fronte di consumi di poco sopra 165 milioni di metri cubi. Il livello di riempimento degli stoccaggi in Italia si attesta all’81,93%, contro l’80,17% di media Ue. In Germania, che ha la maggior capacità di stoccaggio in Europa prima dell’Italia, il livello di riempimento degli stoccaggi è all’83,65%, in Francia si attesta al 91,54%.

Per quanto riguarda il nostro Paese, sono stati stabili i flussi di importazione da Mazara del Vallo, “entry point” siciliano del gas algerino, con 70 milioni di metri cubi. Dalla parte opposta, a Tarvisio, Friuli, dove arriva il gas dalla Russia, il flusso è appena oltre i 30 milioni di metri cubi. Al Passo del Gries, valico delle Alpi Pennine al confine con la provincia del Verbano Cusio Ossola e lo svizzero Canton Vallese, dove giungono le forniture dal Nord Europa, siamo a circa 35 milioni. Di nuovo al Sud c’è anche Melendugno, Lecce, con i flussi dall’Azerbaigian che arrivano attraverso il Tap, dove le forniture si attestano a circa 25 milioni di metri cubi.

Bollette, triplicati i prezzi

Ma a preoccupare è la nuova stagione fredda in arrivo. Già oggi ogni famiglia italiana si trova a pagare 1.231 euro in più rispetto al 2020 solo per le bollette di luce e gas, con la spesa per l’energia salita nel biennio 2021-2022 di ben il 92,7%. In particolare, +731 euro per il gas e +500 euro per la luce. I dati pubblicati da Assoutenti sono impietosi.

Nel 2020 una famiglia media ha speso 785 per il gas, 542 euro per la luce, per un totale di 1.327 euro. Nel 2021, a causa dei forti aumenti scattati a partire dall’ultimo trimestre dell’anno, la bolletta del gas ha raggiunto i 1.162 euro a nucleo, 802 euro quella della luce, per un totale di 1.964 euro a famiglia.

Nel 2022, per effetto dei rincari delle tariffe e nonostante l’intervento calmierativo del Governo, la spesa complessiva per l’energia è schizzata a 2.558 euro a famiglia: 1.516 euro per il gas e 1.042 euro per la luce, per la precisione.

Un conto che – avvisa Assoutenti – potrebbe ulteriormente aggravarsi ad ottobre, quando Arera renderà noti gli aggiornamenti delle tariffe per l’ultimo periodo dell’anno. Tanto che le previsioni per il 2023 sono drammatiche.

Qui vi abbiamo presentato le alternative più economiche al gas per il riscaldamento in casa.

Le previsioni per il 2023: quanto spenderemo per gas e luce

“Gli analisti annunciano tensioni sulle quotazioni dell’energia che proseguiranno anche nel corso del nuovo anno – spiega il presidente di Assoutenti Furio Truzzi.

Considerando l’attuale andamento in forte rialzo dei prezzi di luce e gas, in assenza di un blocco nazionale o europeo delle tariffe e di interventi efficaci di contrasto, nel 2023 il conto per le forniture energetiche potrebbe raggiungere i 5.266 euro a famiglia: 3.052 euro per la bolletta del gas, 2.214 euro per quella della luce, con una crescita della spesa energetica del +300% rispetto al 2020.

“Il Governo deve assolutamente evitare il massacro che sta per abbattersi sulle tasche di consumatori e imprese, e deve reperire le risorse necessarie a contrastare il caro-bollette attraverso i 40 miliardi di euro di extra-profitti generati dalle società energetiche” dice Truzzi.

In Italia in una Regione il gas sarà gratis: qui tutti i dettagli.

Tutti gli aumenti di luce e gas dal 2020 al 2023

Ecco la tabella riassuntiva elaborata da Assoutenti con tutti gli aumenti, di luce e gas, dal 2020 al 2023:

Spesa annua gas Spesa annua luce Totale spesa Aumento spesa su 2020 Aumento % su 2020
2020 785 euro 542 euro 1.327 euro
2021 1.162 euro 802 euro 1.964 euro +637 euro +48%
2022**al netto degli aumenti di ottobre 2022 1.516 euro 1.042 euro 2.558 euro + 1.231 euro +92,7%
2023**

**valori con interventi statali su oneri di sistema e gas

3.052 euro 2.214 euro 5.266 euro + 3.939 euro +297%

Sconto benzina fino al 5 ottobre

Intanto, dal governo è arrivata l’attesa proroga del taglio delle accise: il ministro dell’Economia Daniele Franco e il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani hanno firmato il decreto interministeriale che proroga di 15 giorni le misure attualmente in vigore fino al 20 settembre per ridurre il prezzo dei carburanti.

I prezzi di benzina e diesel restano dunque calmierati fino al 5 ottobre: di fatto, dunque, fino a quella data resta in vigore lo sconto su benzina, diesel, gpl e metano di 30 centesimi al litro (tutti i dettagli qui).

Qui cosa cambia invece dal 1° ottobre per la fatturazione e le bollette di luce e gas.

Ue lavora a riforma strutturale del mercato dell’energia

Anche sul fronte europeo intanto si lavora per arginare il caro energia. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che l’Ue sta pianificando misure urgenti, sottolinenando che “i prezzi dell’elettricità alle stelle stanno ora mettendo in evidenza, per diversi motivi, i limiti del nostro attuale disegno del mercato elettrico” che “è stato sviluppato in circostanze completamente diverse e per scopi completamente diversi”.

Per questo ora Bruxelles sta progettando sia un intervento di emergenza che una riforma strutturale del mercato dell’energia elettrica su tutto il suo territorio.

Ipotesi price cap: Germania apre

Ora, l’ipotesi del tetto al prezzo del gas sembra possibile: un’apertura in questo senso è arrivata infatti dal ministro dell’Ambiente tedesco Robert Habeck, che ha fatto sapere che la Germania è disponibile a discutere del cosiddetto price cap alla riunione straordinaria del Consiglio dei ministri dell’Energia, il prossimo 9 settembre, in cui si affronterà anche l’opzione di slegare il prezzo dell’elettricità da energie rinnovabili da quello del gas.

Berlino è stata costretta a rivedere i suoi piani sul carbone, rinunciando all’obiettivo di ridurre progressivamente il carbone entro il 2038, e cedendo alla riattivazione dei vecchi impianti di Heyden a Petershagen, nel land occidentale del Nord Reno Westfalia, e di Mehrum a Hohenhameln, in Bassa Sassonia.

Tutto questo mentre Gazprom interrompe la fornitura del gasdotto Nord Stream I per tre giorni, ufficialmente per riparazioni – hanno spiegato i russi – sull’unica unità di pompaggio rimasta in servizio. Mosca rassicura, dichiarando che “è pronta a rispettare i suoi obblighi sulle forniture di gas” ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.