Manovra: niente più obbligo di Pos sotto i 30 euro. Italia in retromarcia

Oltre all'innalzamento del tetto all'utilizzo del contante, in Manovra c'è anche la misura sui pagamenti elettronici che fa discutere.

Non c’è solo l’incremento del tetto all’uso del contante a 5000 euro. L’orientamento ‘pro banconote’ del governo Meloni si concretizza in Manovra anche in un’altra misura significativa: non sarà più obbligatorio l’uso del Pos, quindi i pagamenti con bancomat o carte di credito, per le transazioni inferiori a 30 euro.

Nuova soglia minima per i pagamenti Pos

Che l’intenzione del nuovo esecutivo di Meloni fosse quella di procedere in questa direzione era stato un po’ anticipato. Già qualche settimana fa, per esempio, era venuto meno l’obbligo Pos per i tabaccai (qui i pagamenti esenti e le nuove istruzioni pubblicate dal Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli). In questo contesto di cambiamenti e novità in ambito fiscale – tra cui, per esempio, il maxi condono per il recupero dei capitali (qui come funziona la cancellazione delle cartelle e la nuova rateizzazione) – si inseriscono queste nuove disposizioni relative ai pagamenti Pos.

In sostanza, dopo l’esenzione per il pagamento di tabacchi, valori bollati e postali, ora nella bozza della legge di bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri è stato inserito anche lo stop all’obbligo Pos per i pagamenti sotto i 30 euro. In tutti questi casi, quindi, gli esercenti o i liberi professionisti (quindi anche medici, avvocati, artigiani etc.) potranno rifiutare carte di credito, prepagate, bancomat e qualsiasi forma di pagamento digitale, chiedendo ai clienti il pagamento in contanti.

Cosa cambia?

Se finora tantissimi commercianti, soprattutto i piccoli esercenti, dovevano ricorrere a scuse varie, disservizi di rete o dispositivo rotto le più gettonate, ora potranno semplicemente dire ‘no’ a chi vuole pagare con moneta digitale.

La norma inserita in Manovra prevede che il ministero delle Imprese e del Made in Italy decida entro 180 giorni, quindi entro giugno, i criteri di esclusione, al fine di garantire la proporzionalità della sanzione e di assicurare l’economicità delle transazioni in rapporto ai costi delle stesse. Lo stesso articolo dice che sono sospesi i procedimenti e i termini per l’adozione delle sanzioni.

Distanza dall’Europa

Quindi, niente più obbligo e niente più sanzioni. Anche se già prima di questo intervento legislativo, per far scattare la sanzione (30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione) era necessaria la denuncia del singolo utente. Un elemento, questo, che di fatto ha reso rarissime le multe fin da quando, era il 2012, il governo Monti introdusse l’obbligo di Pos per esercenti e professionisti. Il governo Draghi aveva stabilito in un primo momento che le sanzioni sarebbero diventate operative dal 1 gennaio 2023 e poi aveva anticipato al 30 giugno 2022.

Ora si torna indietro, e si punta decisamente sul contante. Nonostante la distanza con il resto d’Europa sui pagamenti digitali e la lotta all’evasione fiscale sia già consistente.