Il Made in Italy vale 202 miliardi, la classifica dei top brand italiani

Dalla classifica dei marchi più influenti alle parole di Giorgia Meloni: l'eccellenza italiana tra successi economici e nuovi posti di lavoro

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Il 15 aprile si festeggia la Giornata nazionale del Made in Italy, che celebra la creatività e l’eccellenza italiana. Cosa c’è da festeggiare lo raccontano gli imprenditori italiani, che descrivono una percezione del Made in Italy nei mercati esteri fatta di autenticità ed eccellenza. C’è anche l’aspetto economico, con il Made in Italy che vale quasi 202 miliardi di euro per i primi 100 marchi: da Ferrari a Gucci, da Conad a Nutella e molti altri.

Non è soltanto una questione di narrativa: il Made in Italy attrae nuove generazioni e crea posti di lavoro. Secondo uno studio commissionato dalla Made in Italy Community a Tp Infinity, lavorare nel Made in Italy per il 79% del campione analizzato è considerato stimolante e per il 92% motivo di orgoglio sociale e familiare. Ma c’è anche tanto lavoro da fare, come aumentare la capacità di attrarre i giovani con stipendi più competitivi, meritocrazia e percorsi di crescita reali.

Quanto vale il brand “Made in Italy”

Nella Giornata nazionale per il Made in Italy, arrivano i dati del “brand nazionale”. La Top 100 di Brand Finance Italy 2026 vede tra i marchi nelle prime posizioni un valore complessivo di 202 miliardi di euro.

La crescita del loro valore è stata limitata, ovvero del +1%, quindi inferiore a quella dei brand tedeschi (+8%), di quelli britannici (+6%) e di quelli spagnoli (+11%), ma si confermano comunque tra i più apprezzati al mondo, superando la Corea del Sud e tallonando la quarta posizione del Giappone.

Riconosciuto soprattutto il valore del settore farmaceutico, meccanico e della cosmetica. Ormai consolidato quello invece del food e della moda, anche se sarebbe proprio il comparto abbigliamento ad aver “danneggiato” la crescita dei brand italiani nel 2026.

Massimo Pizzo, senior consultant di Brand Finance, ha spiegato:

Il fenomeno riflette le difficoltà del lusso globale tra rallentamento dei consumi cinesi, ridefinizione delle preferenze nella fascia alta e pressione dei brand emergenti, ma nell’anno in cui la moda soffre, emerge comunque il caso Miu Miu che scala 21 posizioni, registrando la performance più brillante dell’intero report.

La top ten dei marchi italiani nel mondo

Nei primi 10 posti della classifica dei marchi italiani nel mondo troviamo:

  • Generali;
  • Ferrari;
  • Intesa Sanpaolo, che cresce dell’11% a 10,8 miliardi di euro;
  • Enel, che cresce del 9% a 10,4 miliardi di euro;
  • Gucci;
  • Eni;
  • Conad;
  • Poste Italiane;
  • Ray-Ban;
  • Unicredit, che cresce del 16%.

Le parole di Giorgia Meloni

La Presidente ha pubblicato un video per la Giornata nazionale del Made in Italy per celebrare quello che:

Ci rende amati e apprezzati nel mondo, quello che rende l’Italia la nazione dell’ingegno, della creatività, della bellezza.

Meloni ricorda anche il traguardo dei 1.000 marchi storici di interesse nazionale iscritti nel registro del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Lo descrive come:

Un traguardo che racconta tanti aspetti della nostra identità e di quello che ci caratterizza come italiani.

Ma soprattutto, racconta un tessuto dinamico e solido, capace di generare quasi 100 miliardi di fatturato e che dà lavoro a oltre 350.000 persone.

Il messaggio di Meloni si conclude con un auspicio che definisce “tanto semplice quanto potente”:

Nei momenti più difficili abbiamo sempre dato il meglio di noi stessi. L’abbiamo fatto e possiamo rifarlo. Credete nell’Italia, credete in ciò che siamo, credete nelle nostre e nelle vostre potenzialità.