Reti di consulenza: marzo positivo con una raccolta di 6,6 miliardi

Il saldo positivo del mese porta il totale da inizio anno a 17 miliardi di euro, confermando una crescita adoppia cifra sul 1° trimestre 2025

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Redazione

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Il BTP Valore contribuisce a spingere la raccolta delle reti di consulenza a marzo, in gran parte grazie agli ordini record ricevuti per l’acquisto del titolo dedicato alla clientela retail, sempre molto amato dai risparmiatori italiani. Ma anche nell’ambito del risparmio gestito i fondi obbligazionari coprono una larga fetta di risorse, insieme ai prodotti assicurativi e previdenziali.  E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto mensile di Assoreti, l’associazione che rappresenta le banche-rete, guidata da Marco Tofanelli.

Raccolta mensile si conferma in crescita

Le Reti di consulenza finanziaria hanno realizzato a marzo una raccolta netta di 6,6 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il mese precedente (+1%) ed in decisa crescita su anno (+23%).

Le maggiori risorse raccolte a marzo  sono confluite principalmente sugli strumenti finanziari amministrati, con investimenti netti per 4,7 miliardi di euro. A fare la parte da leone sono i titoli di Stato con investimenti per 3,8 miliardi di euro, dei quali 2,6 miliardi collocati sul mercato primario. Il risultato è frutto del gradimento di prodotti particolari, come il Btp Valore, il cui collocamento era in calendario proprio nel mese di marzo.

In senso opposto, le obbligazioni corporate registrano un deflusso netto di 769 milioni e gli strumenti del mercato monetario mostrano un saldo negativo per 200 milioni.

Bilancio positivo per le azioni, con investimenti netti per 614 milioni, e per gli exchange traded product, il cui gradimento arriva a raccogliere 537 milioni di euro, così come prevalgono gli acquisti sui certificate per 492 milioni.

Risparmio gestito trainato dai fondi comuni

Quanto al risparmio gestito, si registra a marzo una raccolta netta pari a 2,9 miliardi, con il contributo di tutte le macro-famiglie di prodotto. A far meglio è la distribuzione diretta di quote di fondi comuni di investimento che ha generato flussi netti per 923 milioni di euro. Si conferma una preferenza per i fondi obbligazionari con una raccolta di 668 milioni di euro, seguiti dai monetari con 170 milioni di euro. Registrano invece deflussi netti gli azionari (-69 milioni), i flessibili (-95 milioni) e i bilanciati (-21 milioni).

Le gestioni patrimoniali individuali vengono coinvolte da una raccolta netta in decisa crescita e pari a 1,1 miliardi di euro, mentre le gestioni mobiliari (GPM) generano il contributo più consistente con 756 milioni di euro e le gestioni in fondi (GPF) raccolgono 306 milioni di euro.

I prodotti assicurativi e previdenziali registrano flussi netti per 905 milioni di euro, con le unit linked che si confermano la componente prevalente con premi netti versati pari a 583 milioni di euro.

Il denaro fugge dalla liquidità

In un periodo di inflazione alta o tendenzialmente in crescita, il denaro fugge dalla liquidità. La maggiore propensione all’investimento si accompagna ad un deflusso di risorse nette da conti correnti e depositi per 973 milioni. “I dati a fine marzo evidenziano un quadro di sostanziale equilibrio di investimenti verso soluzioni di risparmio gestito e attività amministrate, cogliendo nel mese risorse dalla liquidità”, spiega Marco Tofanelli.

Raccolta per oltre 17 miliardi nel 1° trimestre

La raccolta netta complessiva da inizio anno raggiunge 17 miliardi di euro con una crescita del 14,5% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente e con un sostanziale equilibrio tra i flussi netti destinati al risparmio gestito (8,2 miliardi) e quelli indirizzati sulla componente amministrata (8,8 miliardi).