Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è arrivato a 94 punti base in apertura il 28 settembre. Un leggero calo rispetto ai picchi della scorsa settimana, ma un aumento sull’apertura di venerdì. I rendimenti sono però sensibilmente cresciuti, arrivando al 4,55%.
Si tratta di una delle cifre più alte mai raggiunte da rendimenti dei Btp negli ultimi 12 anni. Soltanto in due occasioni in questo periodo, nel 2023 e nel 2013, i titoli italiani avevano raggiunto una quota più alta. È un problema anche per il Governo che deve elaborare la Manovra. Fare debito, per lo Stato italiano, è diventato improvvisamente molto costoso.
Indice
Lo spread rimane alto e i rendimenti sfiorano nuovi record
La settimana si apre quindi confermando lo strano dualismo tra spread e rendimenti che ha caratterizzato i titoli di Stato italiani ed europei dall’inizio della crisi in Medio Oriente. Il differenziale è relativamente basso. Anche se 94 punti sono molti di più dei 60 circa dei minimi di inizio anno, a livello storico rimangono ben al di sotto di qualsiasi livello di allarme o di qualunque record, anche recente.
Al contrario, i rendimenti sono ai massimi da anni. Se si tolgono alcuni picchi di pochi giorni nel 2023, è dal 2013, con l’Italia ancora in uscita dalla crisi finanziaria, che i Btp non vedevano rendimenti del 4,55%.
I rendimenti dei titoli di Stato e la Manovra
Rendimenti così alti potrebbero avere un impatto diretto sulla politica economica dell’Italia. Il Governo si sta preparando a elaborare la Manovra finanziaria, che determinerà quanto lo Stato spenderà nel 2027. Una buona parte della discussione su questa legge di bilancio si svilupperà attorno a quanto nuovo debito fare.
Il ministro Salvini ha già chiesto uno scostamento di bilancio. Le stesse clausole di salvaguardia, se fossero concesse anche senza il deficit sotto il 3%, sono comunque nuovo debito, pur non conteggiato nei vincoli europei. Con i rendimenti a livelli record, per lo Stato prendere soldi in prestito rischia di essere estremamente costoso.
Tutti i titoli europei stanno soffrendo
La ragione per cui lo spread rimane basso ma i rendimenti arrivano a livelli record è che tutti i titoli di Stato europei sono sotto pressione. I Bund tedeschi rendono il 3,61%, i Bonos spagnoli il 4,10%, gli Oat francesi, i più in difficoltà, il 4,72%.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,61% | – |
| Btp italiani | 4,55% | 94 |
| Oat francesi | 4,72% | 111 |
| Bonos spagnoli | 4,10% | 49 |
Tutto dipende dalla crisi energetica. I mercati sono preoccupati che il prezzo del petrolio e dei carburanti, sempre più alto, rallenti le economie europee, anche se questo non è ancora successo. Al contempo, i Treasury Bond statunitensi sono ai massimi da anni e i titoli europei devono, in qualche modo, competere.
Come stanno andando le aste di settembre
In questo contesto, si stanno svolgendo le ultime aste dei titoli di Stato di settembre. Venerdì 25 i Bot hanno fatto segnare rendimenti vicini al 3%, dopo che i Btp Short Term avevano toccato il 3,64% il giorno precedente. Domani, 29 settembre, ci saranno le emissioni di due Btp a medio e lungo termine e di un CctEu:
- un Btp a 5 anni con cedola al 3,95%;
- un Btp a 10 anni con cedola al 4%;
- un CctEu a 10 anni con tasso annualizzato del 3,237%.