Nonostante lo spread sia rimasto del tutto stabile nei primi minuti della mattinata del 28 agosto, i rendimenti dei Btp sono cresciuti a livelli che non si vedevano da anni. Un titolo italiano a 10 anni rende ora in media quasi il 4,10%, contro il 4,05% registrato nella giornata di ieri.
Un indizio di forte pressione sul debito pubblico italiano, che si traduce anche in rendimenti più alti per i titoli all’asta in questi giorni. I Bot hanno infatti superato un rendimento lordo del 2,6%, con quello netto che si è attestato sopra il 2%. Oggi si concluderanno le aste dei titoli a medio e lungo termine.
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Spread Btp-Bund stabile ma rendimenti in aumento
Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi si è mantenuto stabile a 83 punti base. Si tratta di una quota molto alta in confronto a quelle degli ultimi mesi, che sottolinea quanto il debito pubblico del nostro Paese sia sotto pressione a causa delle condizioni economiche seguite alla guerra in Medio Oriente.
Questo nonostante negli ultimi giorni, i Paesi del Golfo abbiano aumentato le loro esportazioni attraverso il passaggio, fidandosi della protezione garantita dal presidio militare statunitense. L’aumento del traffico è stato riportato da Bloomberg e potrebbe avere un effetto calmante sul mercato energetico.
Perché i rendimenti stanno aumentando
Anche se lo spread è rimasto stabile, i rendimenti italiani sono aumentati nettamente, parallelo a quelli tedeschi. In media, i titoli a 10 anni rendono ora il 4,09%. Interessi di questo tipo sui Btp decennali non si vedevano dalla crisi energetica del 2022, quella seguita all’invasione russa dell’Ucraina.
Spread e rendimenti influiscono sulle aste
Nella giornata di ieri si è conclusa l’asta dei Bot che ha permesso al Tesoro di piazzare sul mercato 4,5 miliardi di euro di titoli. Lo spread e i rendimenti alti hanno influito però sul prezzo dei Bot, che non hanno una cedola. Il loro rendimento è determinato per intero dalla differenza tra il valore nominale e il costo pagato da chi li acquista all’emissione.
Il prezzo dei Bot in scadenza a gennaio 2027 è stato di 98,918, generando un rendimento superiore al 2,6%. Si tratta di dati piuttosto elevati, anche rispetto alle aste più recenti. Oggi si tengono le aste dei titoli a medio e lungo termine, che partono da cedole già piuttosto alte:
- Btp a 5 anni con cedola al 3,15%;
- Btp a 10 anni con cedola al 4%;
- CCTeu (vita residua 8 anni) con tasso annualizzato al 3,487%;
- CCTeu (vita residua 9 anni) con tasso annualizzato al 3,237%.
La Francia è il nuovo “malato” d’Europa?
Per quanto riguarda gli spread europei, c’è una grossa differenza tra i due maggiori Paesi oltre all’Italia e alla Germania. La Spagna, forte della sua crescita economica sostenuta, sta contenendo i rialzi, mantenendosi a 45 punti base dalla Germania.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,26% | – |
| Btp italiani | 4,99% | 83 |
| Oat francesi | 4,11% | 85 |
| Bonos spagnoli | 3,71% | 45 |
Per la Francia, invece, la situazione si sta complicando. Lo spread e i rendimenti sono in crescita, con un differenziale di 85 punti base. Il Financial Times ha riportato che, tra gli investitori, la Francia ha sostituito l’Italia come centro focale della crisi del debito tra i Paesi europei.