Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è calato fino a raggiungere i 72 punti base in mattinata il 15 giugno. È il risultato dell’accordo tra Iran e Usa per aprire un negoziato sul nucleare e fermare ogni ostilità per 60 giorni, che include anche un’apertura dello stretto di Hormuz entro venerdì 19.
Il Tesoro inizierà inoltre oggi l’emissione dei Btp Italia Sì, un nuovo titolo di Stato indicizzato all’inflazione. Sarà riservato agli investitori retail, quindi ai privati, come altri prodotti simili emessi negli anni scorsi.
Lo spread è sceso ai minimi da due settimane
Nei primi minuti della mattinata del 15 giugno lo spread tra Btp e Bund è sceso a 72 punti, un livello che non raggiungeva da due settimane. I rendimenti sono calati, arrivando al 3,68% per i titoli di Stato italiani e scendendo sotto la soglia del 3% per quelli tedeschi. Si tratta dell’effetto dell’accordo tra Iran e Usa per l’apertura delle trattative sul nucleare, accompagnate da un cessate il fuoco di 60 giorni e dalla riapertura dello stretto di Hormuz, che dovrebbe essere firmato entro venerdì.
Una notizia così rilevante, in passato, avrebbe spostato molto di più gli equilibri nei mercati obbligazionari. Di recente, però, i rendimenti dei titoli di Stato hanno smesso di reagire improvvisamente alle varie notizie di avvicinamento e di allontanamento di Iran e Usa sulla guerra in Medio Oriente.
Si tratta di una questione di fiducia, gli annunci di accordo sono ormai una mezza dozzina dall’inizio del conflitto, ma anche economica. L’insicurezza degli investitori riguarda la crisi energetica, e diversi osservatori sono d’accordo sul fatto che anche a Stretto di Hormuz aperto, il petrolio impiegherà mesi prima di tornare ai livelli di prezzo precedenti alla guerra.
Reazione moderata anche nel resto d’Europa
Anche i titoli di Stato degli altri grandi Paesi europei hanno reagito con moderazione alla notizia dell’apertura dello Stretto di Hormuz entro la fine della settimana. I Bonos spagnoli, da mesi ormai i più vicini ai Bund, hanno fatto segnare uno spread di 42 punti base, con rendimenti sotto il 3,40%.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 2,96% | – |
| Btp italiani | 3,68% | 72 |
| Oat francesi | 3,59% | 63 |
| Bonos spagnoli | 3,38% | 42 |
Allo stesso modo gli Oat francesi hanno ridotto il loro differenziale, portandolo a 62 punti base, con rendimenti che sono scesi di poco sotto il 3,60%.
Al via l’emissione dei Btp Italia.
A partire da oggi 15 giugno fino al 19, il Tesoro emetterà i Btp Italia Sì, i nuovi titoli di Stato indicizzati all’inflazione e dedicati agli investitori retail. Lo scenario più realistico per il rendimenti di questi prodotti è attorno al 4%, dato da varie componenti, come:
- il tasso reale minimo di 1,60% annuo;
- l’inflazione media di 2,3%-2,6% secondo le stime attuali;
- il premio fedeltà di 0,6% finale.
Oltre a questa emissione, nelle prossime settimane si terranno anche le altre aste di giugno:
- mercoledì 24 giugno, asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
- giovedì 25 giugno, asta dei Bot;
- venerdì 26 giugno, asta medio-lungo termine.