Gli ETF avvicinano i 22.000 miliardi di dollari a livello mondiale

Il “2026 Global ETF Outlook” di State Street analizza come i volumi stiano trasformando il mercato

Foto di QuiFinanza

QuiFinanza

Redazione

QuiFinanza, il canale verticale di Italiaonline dedicato al mondo dell’economia e della finanza: il sito di riferimento e di approfondimento per risparmiatori, professionisti e PMI.

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

Gli asset globali degli ETF avvicinano quota 22mila miliardi di dollari, a testimoniare che il settore degli ETF sta entrando in una nuova fase, in cui la stessa scala genera nuove sfide e in cui infrastrutture, capacità operativa ed execution determinano sempre più quali strategie ed emittenti potranno crescere. È questa la conclusione principale desunta dal “2026 Global ETF Outlook” di State Street, primo provider di servizi ETF al mondo, con 53,8 miliardi di asset in custodia e/o amministrazione.

ETF attivi: afflussi record per oltre 38 miliardi

Nel 2026, gli ETF attivi cioè gestiti da un portfolio manager in modo attivo, si candidano a rappresentare la principale categoria di prodotto sui mercati europei, in continuità con quanto osservato nel 2025, pur incidendo marginalmente (solo il 3%) sul totale degli asset ETP. Nel corso dell’anno si sono registrati infatti afflussi record superiori ai 38 miliardi di dollari, pari a quasi il 10% dei flussi complessivi.

Contestualmente, si è osservata una crescente adozione del wrapper ETF da parte degli asset manager, testimoniata da un incremento significativo dei nuovi lanci: oltre il 36% dei fondi introdotti presenta un orientamento attivo.

Per la prima volta, i lanci di ETF attivi hanno superato quelli degli ETF azionari passivi, segnando un passaggio simbolico per un’industria storicamente dominata dalla replica indicizzata. Un trend che proseguirà anche nel 2026, dal momento che nei primi mesi dell’anno la quota di nuove quotazioni riconducibili a strategie attive risulta in ulteriore crescita rispetto al già significativo 40% osservato nei dodici mesi precedenti.

ETF obbligazionari in ascesa

Se finora gli ETF attivi azionari hanno trainato la raccolta, anche il comparto obbligazionario sta mostrando segnali di forte sviluppo, con espansioni rilevanti nel credito corporate, nel debito emergente e in segmenti più specialistici quali obbligazioni convertibili e inflation-linked. Le stime indicano che nel 2026 il reddito fisso potrebbe superare il 40% sia in termini di nuovi lanci sia di flussi nell’universo attivo.

Il 2026 sarà l’anno degli investitori retail

Il 2026 sarà anche l’anno degli investitori retail, in continuità con il forte slancio registrato nel biennio precedente. Nel 2025, l’evoluzione del segmento retail europeo è stata caratterizzata da un’accelerazione dell’adozione su larga scala, da un progressivo ringiovanimento della base investitori e dall’affermazione degli ETF come strumenti di risparmio di lungo periodo.

Il numero di investitori è salito a 32,8 milioni (dai 19,3 milioni del 2022), con una crescita del 69% in tre anni: oggi gli ETF sono detenuti dal 25% degli investitori europei e dal 10% della popolazione adulta. Particolarmente significativa la dinamica tra i 25-34enni (+52%) e tra le donne (+60%), a conferma di un ampliamento strutturale e inclusivo della base di mercato.