Decreto bollette con taglio del prezzo di luce e gas verso il Cdm, cosa prevede

Il Decreto energia arriva dopo mesi di rinvii, ma all'orizzonte c'è un ombra: la compatibilità con le regole europee sugli aiuti di Stato

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Il Decreto bollette è atteso in Consiglio dei ministri la prossima settimana. L’annuncio del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin arriva dopo mesi di rinvii e anticipazioni.

Intanto il contesto dell’energia ha continuato ad essere segnato da una nuova fase di instabilità dei mercati, con il gas tornato a oscillare tra i 40 e i 31-32 euro per megawatt-ora nel giro di poche settimane.

Decreto bollette verso il Cdm

Un’oscillazione che, come ha riconosciuto lo stesso ministro, segnala un mercato privo di stabilità e destinato a trasmettere volatilità ai prezzi finali pagati da famiglie e imprese.

Secondo le prime indiscrezioni, il decreto energia dovrebbe mobilitare risorse per circa 2,5-3 miliardi di euro, con l’obiettivo di ridurre le bollette di elettricità e gas, distribuendo gli effetti tra aziende e famiglie a basso reddito. La misura più attesa dai cittadini è infatti il potenziamento del bonus sociale per le famiglie a basso reddito.

Così ha dichiarato Pichetto Fratin ai giornalisti, a margine del convegno “Beyond Climate – Tecnologie trasformative per la sicurezza ambientale nell’era dei cambiamenti climatici”:

Certamente sull’energia si manifesta la necessità di avere un raccordo maggiore in ambito europeo, perché non si può parlare dell’Europa e poi avere ognuno il suo binario, dove qualcuno ne gode molto e altri ne paga le conseguenze. Diciamo che c’è stata un’oscillazione molto forte del gas, dove si è arrivati di nuovo verso i 40 (MWh), oggi verso i 31-32. Quindi questa forte oscillazione significa che c’è un mercato che non ha una stabilità. Quando non c’è stabilità è automatico che ne risentano i prezzi.

Chi paga di più e di meno l’energia

Da una recente comparazione in merito al prezzo dell’energia, diffusa da Household Energy Price Index (Hepi) ed elaborata da Energie-Control Austria, Mekh e VaasaEtt, emerge come i vari Paesi viaggino su binari paralleli per quanto riguarda il costo dell’energia in Europa. L’Italia è all’ottavo posto per il costo della bolletta elettrica in termini nominali e al quinto per il gas. È questo il “binario” variabile a cui ha fatto riferimento il ministro.

I punti del Decreto energia

Dopo una lunga fase di incertezza, il Governo sembra aver abbandonato ipotesi come lo spalma-incentivi o la cartolarizzazione degli oneri generali di sistema, perché avrebbero prodotto un aumento implicito del debito pubblico.

Il cuore della strategia del Governo Meloni è la riduzione del costo del gas utilizzato per la generazione elettrica, sfruttando il meccanismo del prezzo marginale che lega il costo dell’energia elettrica all’impianto più caro necessario a soddisfare la domanda.

Il primo tassello è la sterilizzazione del differenziale tra il Ttf, indice di riferimento del gas a livello europeo, e il Psv, il prezzo sulla Borsa italiana. In teoria il delta dovrebbe riflettere i costi di trasporto dall’hub di Amsterdam all’Italia e attestarsi attorno ai 3 euro/MWh.

Il secondo intervento allo studio prevede lo spostamento sulla bolletta elettrica di alcuni oneri oggi gravanti sul gas acquistato dai produttori termoelettrici. Le risorse necessarie sarebbero coperte con una parte del gettito derivante dalla vendita di circa 2 miliardi di metri cubi di gas nelle disponibilità di Snam e Gse, con una quota destinata alle Pmi e, in misura ancora da definire, con proventi delle aste Ets sulle quote di Co₂. Bisogna però superare il nodo della compatibilità con le regole europee sugli aiuti di Stato e sulla concorrenza.

Il Decreto bollette dovrebbe rafforzare la gas release: si tratta di un meccanismo che consente di rilasciare permessi per lo sfruttamento delle riserve nazionali, prevalentemente nell’Adriatico, a condizione che i volumi aggiuntivi siano ceduti a prezzi calmierati alle imprese energivore.

Il Governo punta inoltre sulla misura del disaccoppiamento, che può essere intesa come una sorta di estensione dell’attuale bacheca per i Ppa (Power Purchase Agreement), i contratti di lungo periodo a prezzo prefissato tra produttori di rinnovabili e Pmi, con una garanzia pubblica per facilitare l’incontro tra domanda e offerta.

Il monito del Codacons sulle bollette

Il Codacons ha già messo in guardia contro il rischio che il Decreto bollette si traduca nell’ennesimo “pannicello caldo che servirebbe a poco”, vale a dire un bonus una tantum che allevi temporaneamente l’impatto delle bollette senza incidere sulle cause strutturali del caro-energia.