Il Decreto bollette arriva in Aula alla Camera lunedì 30 marzo con il Governo pronto a porre la fiducia. Il testo punta a intervenire sul caro energia, sui sostegni alle famiglie e sulla materia energetica.
Secondo il calendario fissato dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, martedì 31 marzo dalle 12:20 sono previste le dichiarazioni di voto e dalle 14:00 la chiama per appello nominale. Nel frattempo, il testo del Dl bollette si è arricchito di emendamenti che modificano in modo significativo la versione approvata in Cdm.
Indice
Bonus sociale esteso al teleriscaldamento
Tra le novità più rilevanti c’è l’estensione del bonus sociale anche agli utenti del teleriscaldamento. Lo ha annunciato Alberto Gusmeroli della Lega, presidente della commissione Attività produttive della Camera.
L’emendamento approvato consente anche a queste famiglie di accedere agli sconti in base all’Isee, colmando una lacuna normativa finora esclusiva di elettricità, gas e acqua.
Si tratta di una misura che riguarda una platea ampia: in Italia il teleriscaldamento serve circa 1,36 milioni di abitazioni, per oltre 2,5 milioni di cittadini. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il contrasto alla povertà energetica e rendere il sistema più equo.
Così ha commentato Gusmeroli ai microfoni di Rai Parlamento:
Una misura in particolare è l’estensione del bonus sociale a tutte le famiglie fragili che usufruiscono del teleriscaldamento. È molto importante perché il decreto bollette è fatto proprio per aiutare le famiglie. Lunedì sarà in aula e quindi a breve potrà andare al Senato per la definitiva approvazione.
Bioenergie, meno oneri e nuove regole
Il decreto bollette interviene anche sul fronte delle bioenergie con una riduzione degli oneri generali di sistema e una revisione dei meccanismi di incentivazione.
Ci sono, in particolare:
- l’aggiornamento dei prezzi minimi garantiti per il periodo 2026-2037;
- l’introduzione di limiti di ore e priorità per contenere la spesa;
- la riduzione degli incentivi per impianti non legati a processi produttivi.
Viene inoltre previsto, entro 24 mesi, un nuovo sistema di sostegno per:
- impianti a biogas non riconvertibili;
- impianti a biomasse.
Il nuovo modello dovrà basarsi su criteri di efficienza, flessibilità e riduzione delle emissioni.
Incentivi ridotti e rimodulati
Un altro punto chiave riguarda la progressiva riduzione degli incentivi per biogas e biomasse. Il testo rivede il sistema accogliendo in parte le richieste degli operatori.
I prezzi minimi garantiti saranno riconosciuti solo:
- per impianti fino a 1 MW;
- per biomasse e biogas da filiera.
Una scelta che punta a contenere la spesa pubblica, mantenendo però il sostegno alle realtà più piccole e integrate nel territorio.
Uscita dal carbone al 2038
Tra le modifiche più discusse c’è il rinvio del phase-out dal carbone con la scadenza che passa al 2038. La decisione è motivata dalla necessità di garantire sicurezza energetica in un contesto globale instabile, segnato dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni in Medio Oriente.
Secondo i sostenitori della misura si tratta di una scelta pragmatica per:
- tutelare famiglie e imprese;
- evitare shock sui prezzi dell’energia;
- mantenere competitività industriale.
Rinnovabili e rete, accelerazione sugli investimenti
Il decreto introduce anche misure per facilitare lo sviluppo delle energie rinnovabili e migliorare l’efficienza della rete.
Come riporta Sky TG24 secondo Giuseppina Di Foggia, amministratrice delegata di Terna, il provvedimento avrà effetti positivi su più fronti:
- semplificazione delle procedure amministrative;
- accelerazione delle connessioni;
- migliore pianificazione degli investimenti.
Uno dei punti tecnici più rilevanti è la revisione della cosiddetta “saturazione virtuale della rete“, che negli ultimi anni ha rallentato nuovi allacciamenti.
Il decreto prevede:
- un nuovo calcolo della capacità disponibile;
- la riassegnazione delle connessioni non utilizzate.
Questo permetterà di liberare spazio per nuovi impianti e investimenti nel settore energetico.
Stretta sul telemarketing
Prevista poi una stretta sul telemarketing selvaggio per quanto riguarda i contratti di luce e gas: saranno nulli i contratti stipulati telefonicamente se prima l’utente non aveva già prestato il suo consenso ad essere contattato per fini commerciali.