La Borsa del 30 marzo, Europa in rosso ma Milano va in positivo con i titoli energetici

La guerra in Iran e il blocco degli Stretti fanno salire il prezzo del petrolio. Tim rinvia decisione sugli advisor per l'Opas di Poste

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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  1. Europa in preda alla volatilità

    Le Borse europee restano in balia della volatilità, con i principali indici che alternano accelerazioni e frenate senza trovare una direzione stabile. Parigi, Madrid e Amsterdam si muovono attorno alla parità, mentre Francoforte cede lo 0,11%. Spicca Londra, in rialzo dello 0,58%, seguita da Milano che avanza dello 0,3% nonostante Moody's abbia rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil italiano 2026 allo 0,7%, per tenere conto dell'impatto del conflitto in corso.

    Sul fronte milanese, brillano i titoli energetici: Eni guadagna l'1,6% e Saipem il 2,4%, trainate dal prezzo del greggio. In evidenza anche Enel (+2%). Ferrari rimbalza del 2,9%, complice anche il podio conquistato da Charles Leclerc — seppur alle spalle di Mercedes e McLaren. In controtendenza Leonardo, che cede oltre l'1% su voci di possibili avvicendamenti ai vertici. Deboli le banche: Mps perde lo 0,9%, con il braccio di ferro tra il consiglio d'amministrazione e l'amministratore delegato Luigi Lovaglio finito sotto i riflettori anche del Financial Times.

  2. Spread a 96 punti

    Avvio di seduta in lieve flessione per lo spread tra BTp e Bund. Nelle prime battute il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 96 punti base, dai 97 punti del closing precedente. In calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato una prima posizione al 4,04% dal 4,07% della chiusura di venerdi' scorso.

  3. Pesante Inwit e la difesa

    Sul fronte opposto, pesante Inwit che cede oltre il 3% dopo la disdetta del contratto da parte di Tim. Vendite anche su Leonardo (-2,68%) e Fincantieri (-1,89%). In rosso pure Campari (-1,24%) e Mediobanca (-0,96%).

    Nome Valore Var %
    Inwit 6,59 -3,09
    Leonardo 55,10 -2,68
    Fincantieri 12,47 -1,89
    Campari 6,056 -1,24
    Mediobanca 16,52 -0,96
    Ferrari 275,70 -0,93
    Azimut 32,03 -0,93
    Banca Monte Paschi Siena 7,433 -0,85
    Bper Banca 10,785 -0,74
    Unicredit 59,80 -0,70
  4. Bene le utility

    Tra i titoli in evidenza a Piazza Affari, spiccano in positivo i titoli delle utility: Snam guida i rialzi con un progresso dell'1,28%, seguita da Terna (+0,92%), Italgas (+0,72%) ed Enel (+0,63%). Bene anche Eni, che avanza dello 0,77%.

    Nome Valore Var %
    Snam 6,464 +1,28
    Terna 9,65 +0,92
    Eni 24,11 +0,77
    Italgas 9,85 +0,72
    Enel 9,204 +0,63
    Saipem 3,738 +0,62
    Telecom Italia 0,5954 +0,57
    Hera 3,922 +0,51
    A2A 2,386 +0,51
    DiaSorin 58,48 +0,38
  5. Come aprono i mercati

    Le principali Borse europee aprono la seduta di lunedì in territorio negativo. Milano cede lo 0,26%, Francoforte scende dello 0,39%, Parigi lima lo 0,17%, mentre Londra avvia gli scambi pressoché invariata con un calo contenuto dello 0,04%.

  6. Occhi su Mps e Tim

    Sul fronte bancario, tiene banco il caso Mps. Il presidente Nicola Maione e il presidente del Comitato Nomine Domenico Lombardi hanno scritto agli azionisti per spiegare la proposta di cambiare l'amministratore delegato: secondo loro, la mossa risponde all'esigenza di rafforzare il coordinamento tra il management e il board. La lista presentata per il rinnovo del consiglio, aggiungono, punta a migliorare complessivamente la qualità della governance.

    Capitolo Tim: il cda riunito ieri ha scelto di rimandare la decisione sulla nomina degli advisor per l'offerta pubblica di acquisto di Poste Italiane. L'incontro con l'ad di Poste è atteso dopo Pasqua. Nel frattempo, Tim ha comunicato ad Inwit la disdetta del Master Service Agreement in essere, con effetto alla scadenza naturale dell'agosto 2030, invocando la clausola sul cambio di controllo esercitata nel 2022.

  7. Continua il rosso in Borsa

    I futures sullo Eurostoxx 600 sono in calo dello 0,6% nel pre-market di lunedì 30 marzo, all’inizio della quinta settimana di guerra in Iran. La situazione si è complicata con l’intervento dei ribelli Houthi a sostegno di Teheran e il rischio di un blocco dello Stretto di Suez, simile a quello di Hormuz. Nel frattempo, i prezzi del petrolio continuano a salire: il WTI ha raggiunto i 100 dollari, il Brent i 115, e il gas europeo scambiato al TTF di Amsterdam ha superato i 55 euro.

    In un’intervista all’FT, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di voler impossessarsi del petrolio iraniano, come ha fatto con il Venezuela a gennaio. Inoltre, ha inviato 10.000 militari scelti, tra cui marines, nel Golfo.