Dazi Usa al 25% sulle auto europee, Trump va allo scontro commerciale con l’Ue

Trump annuncia un aumento delle tariffe sulle importazioni di auto e camion dall’Ue, accusata di non rispettare gli accordi commerciali

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Donald Trump ricomincia con i dazi. E lo scontro commerciale sulle tariffe è solo uno dei bastoni utilizzati dal presidente Usa contro l’Unione Europea.

Trump ha dichiarato che i dazi su auto e camion importati dall’Ue saliranno al 25%. La scelta viene giustificata da un’accusa: l’Ue non avrebbe rispettato gli accordi commerciali.

Trump e i nuovi dazi al 25% sulle auto

“L’Unione Europea non sta rispettando il nostro accordo commerciale”, ha scritto su Truth Social, sottolineando però che i veicoli prodotti negli Stati Uniti non saranno soggetti ad alcuna tariffa.

Trump vuole attrarre investimenti sul suolo statunitense per abbattere la disoccupazione, rilanciare intere filiere e contrastare la concorrenza cinese.

La reazione dell’Ue: “Mossa inaccettabile”

La risposta europea è stata immediata e durissima: Bernd Lange, presidente della commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo, ha definito il piano “inaccettabile”, parlando apertamente di Stati Uniti come partner “inaffidabile”.

Lange ha ribadito che l’Ue sta rispettando l’accordo siglato in Scozia e sta completando il percorso legislativo previsto. “Mentre l’Ue mantiene gli impegni, la controparte americana continua a non rispettarli”, ha dichiarato, facendo riferimento anche alle precedenti tensioni su acciaio e alluminio.

Bruxelles: “Pronti a difendere i nostri interessi”

Un portavoce ha chiarito che, in caso di misure incompatibili con la dichiarazione congiunta, l’Ue “manterrà aperte tutte le opzioni” per proteggere i propri interessi.

Bruxelles sottolinea di aver agito in linea con le procedure legislative standard, mantenendo un dialogo costante con Washington. Tuttavia, l’incertezza cresce: il rischio è un’escalation commerciale che potrebbe colpire uno dei settori più rilevanti per l’economia europea, quello dell’automotive che è già martoriato da concorrenza cinese, stretta ecologica e rincaro dell’energia.

L’aumento dei dazi al 25% comporterà conseguenze dirette, con ripercussioni lungo tutta la filiera per case automobilistiche, fornitori e lavoratori.

Crescenti tensioni fra Usa e Ue

La questione dei dazi si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra Stati Uniti ed Europa. Trump va all’attacco dei vecchi alleati con tre strategie combinate:

  • dazi commerciali;
  • riduzione della presenza militare Usa in Europa con il prospettato ritiro di migliaia di soldati americani da Germania e Italia;
  • pressione sulle forniture militari con Washington che ha avvertito di possibili ritardi nella consegna di armi e munizioni agli alleati europei e all’Ucraina.

Il triplo affondo contro l’Europa ha l’effetto di aumentare l’incertezza economica e sulla sicurezza, così come sulle capacità difensive.

L’Unione Europea, dal canto suo, prova a mantenere una posizione di dialogo ma prepara possibili contromisure. Il rischio concreto è l’apertura di una nuova fase di attrito economico tra le due sponde dell’Atlantico.

Trump e i dazi al Regno Unito

Almeno un Paese del Vecchio Continente è stato parzialmente graziato: Trump ha annunciato la volontà di rimuovere i dazi sul whisky proveniente dal Regno Unito:

In onore del Re e della Regina del Regno Unito, che hanno appena lasciato la Casa Bianca e stanno per tornare nel loro meraviglioso Paese, rimuoverò i dazi e le restrizioni sul whisky che limitano la capacità della Scozia di collaborare con il Commonwealth del Kentucky per quanto riguarda il whisky e il bourbon, due industrie molto importanti in Scozia e nel Kentucky.