Dazi di Trump bocciati dalla Corte Usa, cosa cambia per l’Italia adesso

I dazi con cui Donald Trump aveva sostituito quelli che la Corte Suprema statunitense aveva dichiarato illegittimi sono a loro volta illegali, secondo una sentenza della Corte del Commercio Internazionale

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

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La Corte del Commercio Internazionale ha emesso una sentenza che bolla come illegittimi i dazi “reciproci” che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva imposto con un ordine esecutivo in sostituzione di quelli che la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva definito illegali lo scorso febbraio. La decisione è arrivata dopo il ricorso di un gruppo di importatori.

Anche se si tratta soprattutto di una decisione tecnica, che riguarda specifiche leggi, la Corte ha ribadito anche un principio di legge basilare negli Stati moderni: solo il Parlamento, quindi negli Usa il Congresso, può imporre nuove tasse. Trump dovrà ora trovare 166 miliardi di dollari per rimborsare i dazi imposti nei mesi scorsi, senza poter contare sugli introiti derivati da nuove tariffe.

Anche i nuovi dazi di Trump sono illegali

La Corte del Commercio Internazionale è un organo statunitense, non sovranazionale (l’aggettivo “internazionale” fa riferimento al commercio, non alla corte). La decisione di bollare i dazi come illegali è quindi vincolante per il governo federale degli Stati Uniti, che può al massimo richiedere un nuovo ricorso alla Corte Suprema, comunque improbabile visto l’esito dell’ultimo caso di questo tipo.

Questi dazi, infatti, erano stati imposti sfruttando la Section 122 del Trade Act del 1974, per sostituire quelli bocciati dalla Corte Suprema statunitense a febbraio, che erano stati imposti utilizzando l’International Emergency Economic Powers Act.

Il concetto dietro alla decisione dei giudici rimane lo stesso. L’esecutivo non può imporre tasse, quali i dazi sono, senza che il Congresso le approvi. Il Governo federale statunitense si trova ora con 166 miliardi di dollari di dazi da restituire alle aziende che hanno pagato queste imposte illegittime nei mesi scorsi.

Cosa significa la decisione della Corte per l’Italia

Non dovrebbero esserci conseguenze immediate da questa decisione né per l’Italia, né per buona parte dei Paesi del mondo. L’Unione europea, infatti, ha un accordo con gli Stati Uniti che prevede una tariffa base del 15%, con varie eccezioni per determinati prodotti.

La solidità di questo patto è stata però messa in dubbio di recente, quando Trump ha minacciato di alzare i dazi sulle auto europee al 25%, dopo le tensioni con vari Paesi dell’Ue, a cui il presidente degli Stati Uniti ha rimproverato di non essere intervenuti in suo supporto nella guerra in Iran.

Howard Lutnick
ANSA
Howard Lutnick, segretario al Commercio degli Usa

I dazi bocciati dalla Corte del Commercio Internazionale erano comunque una soluzione momentanea. Sarebbero infatti scaduti a luglio. Trump sta quindi lavorando a un’altra soluzione, basata questa volta sulla Section 301 del Trade Act, che però richiede un procedimento più lungo e un confronto pubblico.

Cosa deve fare Trump per reintrodurre i dazi

La Section 301 del Trade Act che Trump vuole usare per reintrodurre i suoi dazi “reciproci”, quindi quelli imposti a tutti i Paesi verso cui gli Usa hanno una bilancia commerciale negativa, prevede un iter legislativo piuttosto complesso.

I dazi, per essere attuati, richiedono indagini commerciali della durata di mesi: l’amministrazione USA deve dimostrare che i Paesi colpiti adottano pratiche commerciali sleali nei confronti delle aziende americane.