La Borsa del 30 luglio, Piazza Affari chiude in positivo: bene il tech e i titoli oil

Raffica di trimestrali tra Piazza Affari e Wall Street. Stellantis torna all’utile nel secondo trimestre. Utile a -14% per Meta

Foto di Giorgio Pirani

Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Aggiornato:

Le ultime notizie della Borsa italiana e internazionale.

  1. Leonardo, nel semestre ordini a 16 miliardi e guidance al rialzo

    Debutto con il piede sull’acceleratore per Lorenzo Mariani alla guida di Leonardo. I primi conti sotto il nuovo management restituiscono l’immagine di un gruppo solido e in piena espansione: nel semestre gli ordini salgono a 16,3 miliardi, con un balzo del 45%, mentre i ricavi superano quota 10 miliardi, in crescita del 12%. A supportare la progressione del periodo è anche l’integrazione di Iveco Defence Vehicles, che rafforza il perimetro nel comparto difesa.

    Sulla scia di questi risultati, Leonardo ha rivisto al rialzo la guidance 2026. Il gruppo stima ora ordini per circa 28,2 miliardi, rispetto ai 26,2 miliardi previsti in precedenza. L’obiettivo sull’ebita sale da 2,15 a 2,21 miliardi, quello sul free operating cash flow da 1,32 a 1,37 miliardi, mentre i ricavi restano confermati a circa 22,1 miliardi.

  2. Enel, il decreto bollette pesa sui conti

    Enel ha chiuso il primo semestre 2026 con conti complessivamente solidi, ma segnati da una dinamica diversa tra Italia e resto del mondo, e da un impatto rilevante del decreto taglia-bollette sui numeri domestici. L’ebitda ordinario è salito a 11,84 miliardi di euro, in crescita del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il risultato netto ordinario è aumentato del 2,8% a 3,93 miliardi di euro, confermando l’orientamento del gruppo verso una progressiva normalizzazione della redditività.

    Dietro questi numeri positivi, però, si vede chiaramente la “doppia velocità” geografica. In Italia l’effetto del decreto taglia-bollette ha pesato per circa 1,2 miliardi di euro, comprimendo la redditività regolata e contribuendo all’aumento dell’indebitamento finanziario netto, salito del 6,7% fino a circa 61 miliardi di euro. L’impatto si riflette anche sul risultato netto complessivo, pari a 3,74 miliardi (in crescita rispetto ai 3,43 miliardi dell’anno precedente), che include componenti non ordinarie: tra queste, gli effetti fiscali del decreto Bollette, negativi per circa 68 milioni di euro.

  3. Il Ftse Mib chiude in rialzo dell’1,3%

    A Piazza Affari la seduta è stata ancora dominata dai conti trimestrali delle blue chip, con un listino nel complesso impostato al rialzo. Il Ftse Mib ha chiuso in progresso dell’1,3% a 52.104 punti, sostenuto dal buon tono generale delle borse europee, mentre la volatilità sui singoli titoli è stata guidata dalle nuove indicazioni sui risultati e sulle guidance per il 2026.

    Nel paniere principale, Stellantis ha ceduto il 4,3% nonostante numeri in miglioramento, segno che il mercato ha reagito con freddezza alla trimestrale e alle prospettive sul medio periodo. All’opposto, Azimut e Prysmian si sono distinte tra le migliori performance, con rialzi rispettivamente del 3,9% e del 4,5%, sostenuti da conti solidi e da indicazioni positive sulla generazione di cassa. Banca Mediolanum ha messo a segno un progresso del 2%, premiata anch’essa dai numeri diffusi agli investitori.

  4. Ferrari batte le attese nel secondo trimestre

    Ferrari ha accelerato nel secondo trimestre, superando le attese degli analisti e migliorando le previsioni per l’intero 2026, grazie alla crescita delle personalizzazioni e a un mix di prodotto sempre più redditizio.

    Nel periodo aprile-giugno il gruppo di Maranello ha registrato ricavi per 1,94 miliardi di euro, in crescita dell’8% su base annua. L’ebit è salito a 605 milioni (+10%), con un margine del 31,2%, mentre l’utile netto ha raggiunto 463 milioni (+9%). L’ebitda è aumentato del 7% a 755 milioni, con un margine del 39%, e il free cash flow industriale è cresciuto del 39% a 276 milioni.

    La vera novità dei conti è il miglioramento della guidance 2026. Ferrari prevede ora ricavi intorno a 7,6 miliardi di euro, rispetto ai circa 7,5 miliardi indicati in precedenza.

  5. Milano va in positivo

    Piazza Affari arriva a pomeriggio in lieve rialzo, allineandosi al tono positivo delle principali Borse europee dopo un avvio di seduta contrastato. Il clima rimane condizionato dalla ripresa delle tensioni tra Usa e Iran, mentre oltreoceano la Fed ha confermato i tassi per la quinta volta consecutiva e il mercato resta in attesa delle trimestrali delle big tech Apple e Amazon.

    A Piazza Affari il Ftse Mib avanza a 51.752 punti. Tra le migliori performance delle blue chip, Ferrari cresce del 3,35%, Stmicroelectronics guadagna il 3,02%, Campari avanza del 2,64% e Prysmian sale del 2,31%. Sul fronte opposto, i maggiori ribassi si registrano su Stellantis (-3,71%), DiaSorin (-1,52%), Tenaris (-1,30%) e Snam (-1,28%).

     

  6. Giù Stellantis

    Sul fronte opposto, la performance peggiore è quella di Stellantis, che lascia sul terreno il 5,84% scendendo a 4,98 euro. In calo anche Prysmian, Ferrari e Tenaris, mentre i ribassi risultano più contenuti per Avio, Leonardo, Terna, Diasorin, Moncler e Snam.

    Nome Valore Var %
    Stellantis 4,98 -5,84
    Prysmian 112,55 -1,87
    Ferrari 335,35 -1,31
    Tenaris 24,31 -1,30
    Avio 28,33 -0,74
    Leonardo 53,40 -0,61
    Terna 10,065 -0,45
    Diasorin 70,56 -0,42
    Moncler 48,30 -0,33
    Snam 6,074 -0,26
  7. Bene Campari e Nexi dopo i conti

    A guidare i rialzi è Campari, che ha messo a segno un progresso del 5,14% a 6,22 euro, seguita da Buzzi e Nexi, entrambe ben impostate con guadagni superiori al 2%. In positivo anche Saipem, Inwit, Poste Italiane, Stmicroelectronics, Fincantieri, Eni e Banca Mediolanum, a conferma di un comparto che ha visto acquisti diffusi su più settori.

    Nome Valore Var %
    Campari 6,22 +5,14
    Buzzi 42,46 +2,98
    Nexi 4,339 +2,63
    Saipem 3,983 +1,27
    Inwit 6,575 +1,23
    Poste Italiane 26,38 +1,19
    Stmicroelectronics 43,30 +0,90
    Fincantieri 12,935 +0,86
    Eni 23,77 +0,83
    Banca Mediolanum 22,48 +0,63
  8. Come aprono i mercati

    Le Borse europee aprono in ordine sparso: Francoforte è vista a +0,11%, Parigi a +0,02% e Londra a -0,06%, mentre Milano resta debole con un avvio indicato a -0,44%.

  9. I titoli italiani al centro delle contrattazioni

    A Piazza Affari tengono banco i conti trimestrali. Stellantis ha confermato il ritorno all’utile nel secondo trimestre con 293 milioni di euro, ricavi a 43,5 miliardi e free cash flow industriale positivo per 1 miliardo. Prysmian ha chiuso un trimestre molto forte con ricavi oltre 6 miliardi e ha alzato la guidance 2026 su margini e cassa generata.

    Intesa Sanpaolo ha migliorato le previsioni di utile netto per il 2026 dopo un secondo trimestre sopra le attese, con 2,79 miliardi di utile netto nel trimestre e oltre 10 miliardi indicati per l’intero esercizio. Campari ha aggiornato al rialzo le attese sul margine operativo 2026 dopo un semestre con vendite organiche in crescita e utile rettificato in aumento, mentre Tim ha confermato gli obiettivi 2026-2027 dopo il ritorno all’utile nel trimestre e la crescita organica di ricavi e margini nel semestre.

  10. Europa sottotono dopo la Fed

    La mattinata dei mercati europei si apre in tono debole, con le borse attese in calo dello 0,3% dopo una Fed ferma sui tassi ma divisa al suo interno, mentre il Treasury trentennale ha visto i rendimenti salire ai massimi dal 2007. In Asia il quadro è contrastato: il tech cinese è sotto pressione e l’Ipo di Zhongji Innolight ha deluso, mentre i conti di Microsoft hanno sostenuto il sentiment più di quelli di Meta.

  11. Meta, giù gli utili

    Meta supera le attese sui ricavi ma delude sulla redditività. Il gruppo ha registrato un fatturato di 60,8 miliardi di dollari, in crescita del 28%, mentre l’utile netto si è attestato a 15,8 miliardi, in calo del 14% su base annua. L’utile per azione (Eps) è stato pari a 6,18 dollari, in flessione del 13%.

    Per il terzo trimestre del 2026 Meta prevede ricavi tra 61 e 64 miliardi di dollari. La guidance incorpora un impatto negativo dei cambi valutari pari a circa l’1% sulla crescita su base annua, ai tassi attuali. La società ha inoltre rivisto al rialzo il limite inferiore delle stime sui costi operativi per includere oneri legali pari a 2,4 miliardi di dollari contabilizzati nel secondo trimestre. Di conseguenza, le spese complessive per il 2026 sono ora attese tra 165 e 169 miliardi.

  12. Microsoft vola grazie all’AI

    Passando a Microsoft, il gruppo ha chiuso il trimestre con ricavi pari a 90 miliardi di dollari, in crescita del 18% (+17% a cambi costanti), e un utile netto di 35,8 miliardi, in aumento del 31%. L’utile per azione su base non-GAAP si è attestato a 4,74 dollari, superando le attese di Wall Street, che indicavano ricavi per 87,6 miliardi e un Eps di 4,24 dollari.

    La divisione Intelligent Cloud ha registrato ricavi per 39,3 miliardi di dollari, in aumento del 32% (+31% a cambi costanti). All’interno della divisione, Azure e gli altri servizi cloud hanno segnato una crescita del 43% su base annua, confermando il ruolo centrale del cloud nella strategia del gruppo.

  13. Stellantis, +13% i ricavi e utile netto di 0,3 miliardi nel II trimestre

    Stellantis torna in utile e conferma le previsioni per il 2026. Il gruppo automobilistico guidato da Antonio Filosa ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in aumento del 13% a 43,5 miliardi di euro, registrando un utile netto di 293 milioni rispetto alla perdita di 1,87 miliardi nello stesso periodo del 2025. L’adjusted operating income (Aoi) si attesta a 773 milioni, più che triplicato rispetto ai 213 milioni di un anno prima. Migliora anche il margine operativo, salito all’1,8% dallo 0,6%, mentre il free cash flow industriale torna positivo per 1 miliardo di euro.

    «Il secondo trimestre ha mostrato progressi costanti, trainati dal Nord America e supportati dal contributo di tutte le altre regioni», ha dichiarato Filosa, sottolineando che l’implementazione della strategia FaSTLAne 2030 procede secondo i tempi previsti. «Restiamo fiduciosi di raggiungere gli obiettivi finanziari per il 2026».